Pai, il consiglio comunale salva il territorio ed evita i rischi del possibile disastro idrogeologico a Molfetta
Il Comune non procederà alla riassunzione in giudizio della deliberazione dell'Autorità di Bacino, voluta da Azzollini per alimentare un costoso contenzioso da oltre 200mila euro
MOLFETTA - Adesso è ufficiale: il Comune di Molfetta non procederà alla riassunzione del giudizio di impugnazione della deliberazione dell'Autorità di Bacino dinnanzi al Tribunale superiore delle acque. Resta valido cosi, il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) adottato dall'Autorità di Bacino nel 2009, contro il quale l'amministrazione di Antonio Azzollini aveva fatto ricorso prima presso il TSAP (tribunale superiore delle acque pubbliche) e poi in Cassazione. L'annosa partita (probabilmente già segnata: il 20 novembre scadeva il termine ultimo per riassumere la causa nei confronti dell'Autorità di Bacino) è stata quindi definitivamente chiusa con l'approvazione dell' odg della maggioranza che ha condiviso la delibera di giunta, che appunto prevedeva la chiusura della querelle giudiziaria.
Il sindaco Paola Natalicchio ha spiegato la decisione dell'amministrazione con pacata chiarezza, rifuggendo da semplificazioni ideologiche e polemiche strumentali: “Non ci sto alla caricatura della mia amministrazione divisa tra ambientalisti talebani da una parte e produttività e sviluppo dall'altra. L'opposizione presenta un modello ideologico ottocentesco ormai superato: quello della destra che parla con gli imprenditori e della sinistra che parla con gli ambientalisti. Il nostro è un modello diverso. Noi abbiamo consumato le suole delle scarpe per parlare con gli imprenditori del nostro territorio. Non c'è più dicotomia tra ambiente e sviluppo. Questo è un centro sinistra nuovo, moderno che guarda al futuro. Serve serietà quando si affrontano queste questioni. Sui livelli di rischio del nostro territorio c'è un'autorità indipendente che sancisce le regole: vanno rispettate perché quando accadono casi come quelli di Ginosa e Olbia, paghiamo tutti. Ora inauguriamo periodo di collaborazione istituzionale e pacificazione dopo anni di cause e carte bollate. Per la vicenda del PAI Molfetta ha speso quasi 200.000 €, tanto sono costati i contenziosi. Ora questa stagione è finita.”
L'intervento del sindaco è stato preceduto da quelli dei consiglieri di minoranza Mariano Caputo (Molfetta Futura) e Ninì Camporeale (Pdl) che hanno cavalcato convintamente un vecchio cavallo di battaglia della destra, ora però davvero esausto: sviluppo, progresso, “esplosione” produttiva del territorio, sarebbero arrestati, mortificati e soffocati dai cavilli burocratici e dalle norme “salva ambiente” di una Sinistra ideologica e inconcludente.
La minoranza racconta così di folle di imprenditori pronti a investire a piene mani sul nostro territorio e ora non più, di imprese che adesso con il Pai, scapperanno per non soccombere alle norme per la sicurezza ambientale di una città che sta già precipitando nel disastro economico (tutto in sei mesi di amministrazione Natalicchio?). Favole che si perdono nel silenzio di un consiglio comunale che segue attentamente tutti gli interventi.
Mariano Caputo istrioneggia (che fa la diretta streaming) in modo irritante, non potendo, dopo anni di silenzio con l’ex sindaco Antonio Azzollini, proprio rinunciare al suo solito show folkloristico fatto di smorfie, grida e interruzioni (persino verso Ninnì Camporeale che infatti lo riprende). Invita a non paralizzare la città e a non strumentalizzare i fatti della Sardegna.
L'intervento di Ninnì Camporeale invece contiene accenti manzoniani: “la decisione che prendiamo questa sera avrà riflessi sulla pianificazione del territorio e sui sviluppi produttivi dei prossimi dieci, quindici anni. Approfondiamo la riflessione per il futuro della nostra città”.
Rispondono i consiliari di maggioranza: Roberto La Grasta del Pd (dobbiamo guardare alla Sardegna perché non bisogna confondere una riflessione attenta e responsabile con lo sciacallaggio. Lì sono bastati pochi minuti. Non ci parlate di strumentalizzazioni: Mani sulla città non è lontano) e Giani Porta di Rifondazione Comunista (“la vostra linea è altamente ideologica e errata nel merito. Se si va nelle zone dove non ci sono vincoli e che sono state già edificate, si assiste a imprese in crisi che stanno chiudendo. Noi lo sappiamo: quando ci sono disastri ambientali è anche perché gli amministratori hanno ignorato programmazione e prevenzione. La vostra idea proprietaria, privatistica, autocratica della città è superata”).
Segue l'intervento dell'assessore all'ambiente Rosalba Gadaleta: “nostra decisione dettata da motivi di sicurezza del territorio, concretezza giuridica e danno erariale, perché questi contenziosi hanno gravato sulle case del Comune” .
Poi il già citato intervento del sindaco e l'epilogo notturno (si chiude alle 00.57): quinto punto all'ordine del giorno “Integrazione del Regolamento comunale per l’erogazione di prestazioni assistenziali di natura economica” rinviato al prossimo consiglio comunale.
Consiglio che ha avuto uno splendido, indimenticabile inizio dedicato alla “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Tribune per gli spettatori piene di donne e studentesse, mentre tutta l'aula è stata riempita di rose rosse e i consiglieri hanno indossato una spilla celebrativa: un nastro rosso come è rosso “il colore del sangue, del dolore, della rabbia ma anche dell'allarme, dell'invito a essere vigili” ha ricordato nel suo bellissimo intervento Alina Gadaleta Caldarola, presidente della Consulta Femminile Molfetta. Proprio nel giorno nel quale la città è stata segnata dalla notizia delle terribile violenza subita da una ragazzina di 14 anni (“sulla quale tutti noi dobbiamo interrogarci” ha commentato il sindaco Paola Natalicchio) è stato approvato un documento sulle “politiche di contrasto alla violenza in genere” (proposto dalle Consigliere comunali e dalla Consulta Femminile di Molfetta).
Di seguito è stato dato il via libera anche al piano per il Diritto allo studio col quale l'amministrazione malgrado i tagli regionali e statali è riuscita a garantire tutti i servizi essenziali. Per questo sono apparse fuori luogo le polemiche dell'opposizione e di Mariano Caputo che ha ricordato con struggente malinconia gli anni di Azzollini quando i finanziamenti arrivavano copiosi, tacendo però i 65.000 € di debiti per le mense lasciati dalla precedente amministrazione, come ha ricordato il consigliere Cosimo Damiano Angeletti (Pd).
Venerdì si replica con inizio lavori fissato alle 15.30. Due temi caldi all'ordine del giorno: Tares e approvazione bilancio.
Si prevede una seduta fiume.
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Autore: Onofrio Bellifemine