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Ospedale di Molfetta, sfogo di una cittadina: posti letto tutti occupati
06 maggio 2012

MOLFETTA - È uno sfogo per una situazione che a molti pare insostenibile. Purtroppo, nonostante l’impegno strutturale ed umano, l’attuale congiuntura non permette miglioramenti. Una cittadina ha inviato a Quindici una segnalazione relativa il Presidio Ospedaliero di Molfetta, lamentando presunte disfunzioni operative, che riportiamo di seguito.
 
«Salve,
mi trovo qui a raccontare una disavventura che sta vivendo in queste ore una mia amica presso l'ospedale di Molfetta. Da parecchi giorni è affetta da una dissenteria acuta e stamane si è recata presso l'ospedale di Molfetta per accertamenti quando sia il medico curante, sia la guardia medica di Molfetta non sapevano quale strada intraprendere. Ma non è finita qui, al danno segue pure la beffa. Al pronto soccorso dell'ospedale le hanno detto di doversi ricoverare immediatamente ma purtroppo non c'è un letto libero. Inoltre le hanno detto che, "se vuole", può rimanere su di un letto nel corridoio o addirittura in barella. Il tutto è al quanto scandaloso e soprattutto vergognoso».
 
Più che parlare di disfunzioni del presidio, al P.O. di Molfetta tutti i posti letto sono occupati, come ha confermato a Quindici la dott.ssa Annalisa Altomare, direttore sanitario della struttura, punto di riferimento per la città vicine e anche esterne al bacino tipico di utenza. Del resto, l’ospedale già da qualche anno (soprattutto dopo l’approvazione del Piano di Rientro della Sanità pugliese) è impegnato nel controllo dell’appropriatezza del ricovero per i pazienti acuti e per l’attività di emergenza e urgenza. Infatti, si lavora sulla durata del ricovero e sulla sua gestione, concentrando l’attenzione sulle patologie più urgenti.
 
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Dobbiamo riconoscere merito al merito, e questo è fuori discussione! Colgo l'occasione per riconoscere ai tanti che lavorano nelle strutture ospedaliere abnegazione e senso di responsabilità. Però fare critica costruttiva e porre in rilievo le storture che il rientro di spesa e l'obiettivo di fare cassa stanno provocando è, forse, necessario per ritornare nei binari giusti. Mi è capitata un'avventura che è cominciata con l'arrivo alla guardia medica un sabato pomeriggio. Ho portato mio figlio di dieci anni che accusava forte mal di pancia. Il medico ha sospettato una appendicite e ci ha indirizzati al pronto soccorso dove, un pò scocciati forse per l'inopportunità della richiesta del medico di guardia, hanno visitato il bambino e gli hanno fatto un prelievo di sangue. Dai risultati è emerso un elevato numero di globuli bianchi e, pertanto, hanno prescritto con codice giallo una visita pediatrica. La pediatria nell'ospedale di Molfetta haimè non esiste più! Si è pensato di andare a Bisceglie, piuttosto che a Bari, dove abbiamo ricominciato dal pronto soccorso che, dopo la dovuta attesa, ci ha indirizzati con codice giallo in pediatria. Dopo l'ennesima attesa, mio figlio che, nel frattempo, stava visibilmente meglio (evidentemente non si trattava proprio di appendicite), dopo gli ulteriori esami, è stato visitato e dimesso con codice verde non ritenendo, evidentemente, più necessario il ricovero paventato, con l'invito a ripresentarsi il giorno seguente (domenica) per un controllo. Il giorno seguente, nuova trafila, prima dal pronto soccorso che con codice verde ha accettato il bambino e lo ha reindirizzato al reparto pediatria dove il pediatra, constatato lo stato del bambino, lo ha dimesso con codice bianco. Mi scuso se il racconto è stato un pò noioso (pensate a chi lo ha vissuto realmente!) ma tutta questa storia mi è sembrata una montatura per arrivare a battere cassa. Infatti, ammonta a circa 60 euro l'importo da pagare per essere stato dimesso con il codice bianco dopo essere stato "invitato" per un controllo. Mi chiedo perchè devo pagare una prestazione che non ho chiesto? Già dalla sera precedente, infatti, il bambino era stato dimesso e, comunque, se mi avessero informato che avrei dovuto pagare la prestazione, essendo stata mutata, in corso d'opera, da codice verde a bianco, avrei potuto scegliere di far visitare il bambino dal proprio pediatra. Non sono arrivato al pronto soccorso di Molfetta con una richiesta di prestazione da codice bianco! Ritengo che essendo stata disposta concordemente dal medico del pronto soccorso e dal pediatra anche se dimesso con codice bianco, la prestazione non doveva essere soggetta al pagamento. A me sembra una vera e propria estorsione di denaro. Mi risulta che questa pratica si è ripetuta anche in altri casi. Cosa ne pensate? E voi del settore, la ritenete giusta? Ringrazio per l'attenzione prestata.


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