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Orchestra Provincia, omaggio ai classici della musica Il maestro Gregorio Goffredo e il trombettista Mike Applebaum in concerto sabato al teatro Piccinni di Bari
31 maggio 2006

BARI - Sarà il Teatro Piccinni di Bari ad ospitare sabato 3 giugno alle ore 20.30 il prossimo concerto dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari (biglietti in prevendita sono solo disponibili al Box Office della Feltrinelli Libri e Musica di Bari. Info 5240464). In un programma che è un omaggio ai classici della musica americana, italiana e brasiliana l'Orchestra eseguirà brani di Bernstein, Gershwin, Jobim, Trovaioli, Rogers, Ahbez sotto la direzione del maestro Gregorio Goffedro e con solista il trombettista Mike Applebaum. Il Concerto si apre con “Candide”, ouverture di Leonard Bernstein (1918 - 1990). Andata in scena per la prima volta al teatro Martin Beck di New York il 1° dicembre del 1956, questa commedia musicale su libretto di Lillian Hellman (a sua volta ispirato allo scritto di Voltaire) venne successivamente rappresentata a Londra nel 1959 e poi nuovamente a New York nel 1973 in una versione completamente revisionata. La sua breve e vivace ouverture si apre con una fanfara che conduce a un passaggio molto animato costruito con frasi ascendenti e discendenti. Segue una nuova sezione dal lirismo seducente che cita il duo “Oh Happy Me”, introdotto dal flauto. Questi due elementi vengono quindi ripresi con una diversa orchestrazione e poi anche riproposti in un crescendo che conduce al pirotecnico finale. Sempre di Bernstein sarà eseguita una suite tratta dal noto musical West Side Story. La trama di questo musical, la cui idea originaria fu concepita dal celeberrimo coreografo Jerome Robbins, è quella classica e antica di Romeo e Giulietta, con il loro amore sofferto e contrastato dalla rivalità tra i rispettivi gruppi di appartenenza. Stavolta però la scena non è quella di Verona, bensì dei bassifondi della New York degli Anni '50 (il lavoro è del '57) e il conflitto, anziché tra Capuleti e Montecchi, è quello tra due diversi gruppi etnici, gli adolescenti newyorchesi Jets e i portoricani Sharks. Tony, un giovane dei Jet s'innamora di Maria, una ragazza portoricana, ma durante una guerra tra bande ne uccide il fratello; pagherà con la vita il proprio gesto, in seguito all'ennesima rappresaglia. La musica di questo lavoro è spesso volutamente dura e utilizza armonie aggressive unite a ritmi tribali per rendere ancor più efficace la descrizione del conflitto etnico tra i due gruppi. E tuttavia, si riscontrano alcune “isole” melodiche che coincidono poi con i temi universalmente noti dell'intero lavoro. Sono ad esempio il collettivo “America”, in cui si contrappongono gli stili di vita e le ambizioni di Jets e Sharks “Maria”, la canzone con la quale Tony dichiara il proprio sentimento all'amata o, ancora, “Tonight”, una ispirata canzone d'amore. Tra gli altri titoli più noti, vanno ancora ricordati “I Feel Pretty”, col quale Maria apre il secondo atto del lavoro e “A Boy Like That”, che segue invece alla notizia del delitto commesso da Tony, caricandosi di una efficace tensione drammatica. Poi sarà la volta di due noti brani di George Gershwin (1898 – 1937): “Embraceable You”, “I Got Rhythm”. Pensare alla musica americana senza Gershwin riuscirebbe quasi impossibile. Il suo talento multiforme influenzò, infatti, tanto il mondo della rivista musicale, quanto quello della canzone (e di conseguenza anche il repertorio degli uomini del jazz), ma non mancò, con le partiture più ambiziose, di proiettare la propria ombra anche sul mondo accademico europeo. Nella sua attività di acclamato autore di commedie musicali, Gershwin mise in scena nel 1930 “Girl Crazy”, dalla cui scaletta sono tratte anche due tra i suoi brani più noti, appunto “Embraceable You” e il vivace “I Gor Rhythm”. Quest'ultimo è un “anatole”, ovvero un brano il cui tema è costituito da una melodia che viene eseguita in entrambi i versi e vanta anche una virtuosistica versione per pianoforte con un set di variazioni. Per inciso, all'epoca del debutto, nell'orchestra che eseguì le musiche di “Girl Crazy” sedevano tre musicisti destinati a diventare famosi, il clarinettista Benny Goodman, il trombonista Glenn Miller e il batterista Gene Krupa. Sarà la volta, poi, di “My Funny Valentine” di Richard Rodgers (1920 – 1979). Il nome di Rodgers, al pari di quelli di Gershwin e di Cole Porter, è tra le colonne che sostengono il tempio della canzone americana. E non c'è dubbio che il suo “My Funny Valentine”, scritto con le liriche di Lorenz Hart, sia tra i suoi brani più noti, grazie alle innumerevoli e toccanti interpretazioni, sia vocali sia strumentali, regalateci dagli interpreti del jazz. Come la maggior parte dei cosiddetti standards, è tratto da una commedia musicale, “Babes in Arms” del 1937. Il concerto prosegue con “Nature Boy” di Eden Ahbez (1908 – 1995). È merito del grande Nat King Cole, che lo incise nel 1948, se “Nature Boy” è diventato un brano di grandissima popolarità. Questa ballata di Eden Ahbez – cui lo stesso autore deve principalmente la propria popolarità – utilizza le liriche di Kalan Porter e val la pena di ricordare che, in un primo momento, Cole accolse l'invito a inciderla con una certa freddezza, tant'è vero che, all'epoca della sua prima incisione, venne inserita nel lato B del disco. Ma lo stesso giorno in cui debuttò alla radio, il successo fu così travolgente da indurre interprete e discografici a rilanciarla adeguatamente. Per inciso, un anno più tardi il regista Joseph Losey inserì la canzone nella colonna sonora del film “Il ragazzo dai capelli verdi”. Seguirà, poi, un omaggio alla musica brasiliana con La garota de Ipanema di Antonio Carlos Jobim (1927 – 1994). Per comprendere la portata mondiale del successo di questa canzone, scritta da Jobim nel 1962 in coppia col cantante e poeta Vinicius De Moraes, bisogna dire che consentì al suo autore di comprare la prima casa e la prima macchina nel giro di pochissimo tempo. La leggenda vuole che Jobim e De Moraes s'incontrassero al bar Veloso di Rio de Janeiro, nel quartiere di Ipanema, per discutere di una commedia musicale. E che quotidianamente fossero affascinati dal passaggio di Heloisa Pinheiro, una ragazza dall'andatura estremamente sensuale che percorreva quella strada per recarsi da casa a scuola. In realtà, musiche e testo erano nate nelle rispettive case dei due artisti, sebbene Heloisa Pinheiro fosse un personaggio reale e non mancasse di frequentare il bar Veloso. Si tratta solo di una piccola leggenda, giustificata dal fascino del brano che, dopo essere stato inciso nel 1962 da Pery Ribeiro, raggiunse una fama mondiale due anni più tardi quando, sulla scorta dell'entusiasmo per il movimento della bossanova, venne inciso in America dal sassofonista Stan Getz con lo stesso Jobim e con Joao e Astrud Gilberto. L'ultimo brano in programma è uno standard della musica italiana: “Roma nun fa' la stupida stasera” di Armando Trovajoli (1917). Talento musicale precocissimo, pianista dalle qualità fuori dal comune, ha praticato il classico e il jazz, legando prevalentemente il proprio nome al mondo del cinema e a quello della commedia musicale, ambito quest'ultimo che lo ha visto collaborare assiduamente in uno storico sodalizio con la coppia di autori per eccellenza del teatro musicale italiano: Garinei e Giovannini. “Roma nun fa' la stupida stasera”, decisamente un best seller mondiale, è appunto frutto di questa collaborazione ed è tratta da “Rugantino” che, dopo aver debuttato nel 1962, è stata in assoluto la prima commedia musicale italiana ad essere andata in scena a Broadway.
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