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Oggi udienza preliminare al Tribunale di Trani per i due operai morti nella cisterna dell'Ittica “Di Dio” a Molfetta
22 gennaio 2016
MOLFETTA
– Si terrà questa mattina al Tribunale di Trani l’udienza preliminare per la
tragedia della cisterna
della società Srl ittica “Di Dio”, un’azienda di lavorazione dei prodotti ittici di via Olivetti, nella zona industriale di Molfetta, nella quale l’8 aprile del 2014 persero la vita
Nicola
e
Vincenzo Rizzi
, 50 e 28 anni, padre e figlio operai dell’azienda “Rizzi Ecologia snc”, di Bitonto, specializzata in pulizia di cisterne di Bitonto. Fu ricoverato in gravi condizioni, ma riuscì a salvarsi l’altro figlio
Alessio
di 21 anni, grazie all’intervento degli altri due che si sacrificarono per lui.
L'operazione di pulizia si sarebbe trasformata in tragedia in seguito a un banale incidente: il coperchio della cisterna interrata sarebbe finito in acqua e l'operaio Alessio l'avrebbe accompagnato nella cisterna nel tentativo di recuperarlo. A quel punto il fratello maggiore Vincenzo e il padre Nicola si sarebbero precipitati per salvarlo, riuscendo a issarlo all'esterno della cisterna. Ma se Alessio, trasportato in gravi condizioni al reparto malattie infettive di Bisceglie, riuscì a salvarsi, Vincenzo e Nicola, frastornati dalle esalazioni della cisterna rimasero uccisi annegando.
Le morti sul lavoro di questa vicenda, all’epoca, richiamarono alla mente l’altro episodio di incidente sul lavoro, ancora più drammatico, quello della
Truck Center
di 6 anni prima, il 3 marzo del 2008, quando morirono 5 operai molfettesi sempre per le esalazioni velenose di una cisterna. Per la tragedia dell’Ittica Di Dio era stato chiesto il rinvio a giudizio i biscegliesi
Vito
e
Domenico Di Dio
, 39 e 71 anni, legale rappresentante ed esecutore di fatto dell’impresa ittica “Di Dio Srl”.
Non è escluso che gli indagati possano scegliere il rito abbreviato che permetterebbe al Gup (giudice per le indagini preliminari)
Maria Grazia Caserta
di emettere già questa mattina la sentenza. Le accuse per i due imputati, formulate dal Pm
Antonio Savasta
sono di cooperazione in omicidio colposo e violazioni delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro. © Riproduzione riservata
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