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Nuove operazioni della Finanza contro pirateria radiofonica e truffa indumenti usati
28 gennaio 2005

BARI – 28.1.2005 I baschi verdi della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli, in collaborazione con funzionari Siae, nel corso di servizi d'istituto finalizzati al contrasto della pirateria audiovisiva, hanno effettuato nel sud barese specifici controlli presso le emittenti radiofoniche locali al fine di verificare se l'attività delle stesse fosse esercitata in conformità con le norme in vigore. Dai controlli esperiti, è risultato che una nota emittente radiofonica (nella foto, la sede della radio) non era in regola con gli adempimenti in materia Siae pertanto, i militari hanno sequestrato i locali, nonché le attrezzature utilizzate per la radiodiffusione e trasmissione (computer,equalizzatore,sintonizzatore) e numerosi cd, dvd, vhs e mc illecitamente riprodotti . Per anni, fino all'intervento dei finanzieri, l'emittente aveva trasmesso programmi radiofonici musicali, spot pubblicitari ed altro, molto seguiti in ambito locale, pur essendo sprovvista delle previste autorizzazioni da parte della sede regionale Siae. Le trasmissioni sull'emittente in questione continueranno per garantire alla stessa il solo diritto di cronaca in virtù della regolare concessione ministeriale. L'operazione si è conclusa con la denuncia a piede libero del rappresentante della società proprietaria della citata emittente, per i reati di illecita radiodiffusione e duplicazione. Truffa ad Andria: raccoglieva indumenti usati per beneficenza ma in realtà li commercializzava “Anche con il tuo aiuto una piccola goccia può dissetare tanti bambini in difficoltà in tutto il mondo” oppure “cari amici ciò che a voi non serve a noi è utile” o “non rimanere indifferente!”. Con queste frasi tappezzava di volantini interi quartieri delle province di Bari, Foggia, Brindisi, Taranto invitando i cittadini ad offrire alla Onlus (associazione senza fini di lucro) da lui rappresentata indumenti usati oppure offerte in denaro per sopperire alle necessità dei più bisognosi. Ma gli uomini della Guardia di Finanza di Andria, dopo aver sviluppato minuziose indagini su tale associazione, hanno scoperto che le presunte finalità benefiche della raccolta erano in realtà un blef. Centinaia di persone infatti sono rimaste vittime di una vera e propria truffa in quanto, dietro la filantropica iniziativa del cinquantenne andriese, si celava invece una vera e propria realtà imprenditoriale, consistente nella commercializzazione degli indumenti usati, fatti oggetto di donazione da parte di ignari benefattori. Infatti scarpe, maglie e giacche (la raccolta si aggirava mediamente dai cinque ai dieci quintali al giorno) non venivano inviate alle famiglie in difficoltà ma finivano per essere poste in vendita nei mercatini settimanali. I militari delle “Fiamme Gialle” dopo aver individuato il meccanismo truffaldino e ricostruito l'intera attività economica dell' “imprenditore” (per la successiva tassazione dei proventi illeciti) hanno denunciato lo stesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani.
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