Recupero Password
No al “pensiero debole”, sì al senso di responsabilità Appello del Vescovo: pazienza per capire le ragioni degli altri
15 febbraio 2004

In occasione della celebrazione della S. Messa per la Festa del patrono San Corrado, il Vescovo della Diocesi, mons. Luigi Martella, ha pronunciato un'omelia con significativi passaggi a sfondo sociale, con un appello alla comunità cittadina ad un maggiore senso di responsabilità e di tolleranza. L'omelia ci è pervenuta mentre stavamo chiudendo il giornale, abbiamo recuperato in extremis un po' di spazio, per proporre ai nostri lettori, alcuni stralci più significativi, che riportiamo di seguito: (…) Sentiamo, oggi, il dovere di trasmettere quanto la tradizione dei padri, da secoli, ci ha consegnato sull'avventura evangelica di Corrado, perché anche il futuro di questa nostra amata città possa contare su orientamenti sicuri e insegnamenti saldi. Ci avviamo, ormai, a celebrare il nono centenario della sua nascita, l'anno prossimo (2005), essendo egli venuto alla luce a Ravensburg (nell'alta Svevia) nel 1105. Quello che ci piace sottolineare è che, nella vita e nell'esperienza di San Corrado, troviamo indicazioni preziose, aperte a nuovi orizzonti non solo spirituali, ma anche civili, culturali e sociali. La prospettiva in cui si muove la Chiesa è quella della santità. Lo è ancora di più oggi, quando il fascino della santità è più attraente, al cospetto del mondo. (…) La strada della santità non è facile, ma non impossibile. Non è stata mai facile in nessuna epoca della storia, ancor meno oggi, quando tutta l'atmosfera congiura contro la santità della famiglia e dei costumi, imponendo scelte frivole ed effimere, che ci portano lontano dalle mete conseguite dai santi. Eppure se vogliamo rinnovare la vita cristiana, se vogliamo dare un senso alla vita civile e sociale, dobbiamo mettere in cantiere, con la grazia dello Spirito, un incisivo cammino di santità. San Corrado ci indica alcuni percorsi di santità, attraverso le letture bibliche che abbiamo ascoltato, scelte per la sua festa: a. La via della saggezza; b. Seguire Gesù, nella nuova creazione; c. La via della responsabilità. (…) La sapienza è l'arte di vivere. È la capacità di fare scelte giuste partendo da una interiorità risanata, riconciliata, ripulita da risentimenti, libera da visioni ristrette, parziali, da schemi di pensiero manicheo che vedono tutto il bene da una parte e il male dall'altra. (…). Oggi si parla di “società dell'incertezza”; le provocazioni che ci vengono da San Corrado sono formidabili per gestire le nostre radicali incertezze ed i nostri epocali disorientamenti. (…) (…) Oggi si parla di risveglio religioso, di ritorno del sacro, ma tutto ciò non vuol dire automaticamente incontro con Dio, necessario per una fede vera, autentica. Il senso del sacro può lasciare le cose come sono, compresi noi stessi, mentre l'incontro con Dio, mediante Cristo, sua Parola, ci interpella, ci cambia, ci trasforma. Così è stato per Paolo di Tarso, così è stato per gli Apostoli, così è stato per tanti cristiani noti e ignoti. Così sarà per noi se ci lasciamo coinvolgere in prima persona. E, per questo, occorre, allora, partire dalle piccole cose, senza aspettarsi chissà quali folgorazioni improvvise. La trasformazione e, quindi, la “nuova creazione” avviene quando mettiamo da parte le nostre certezze, i nostri punti di vista e li confrontiamo serenamente con quelli degli altri; quando riusciamo a portare un pizzico di speranza a chi è nell'angoscia; quando portiamo un po' di sollievo a chi è nella sofferenza; quando non chiudiamo il dialogo con chi ci ha offesi; quando abbiamo pazienza per capire le ragioni degli altri. (…) (…) La responsabilità è un banco di prova per tutti, ma soprattutto per il cristiano. Essa genera un patrimonio comune di valori, che rende feconda anche la diversità. È un importante atteggiamento che intende determinare un'inversione di tendenza rispetto al presente, dominato dal senso dell'effimero, del provvisorio, del precario, del frammento. Il cosiddetto “pensiero debole” segna negativamente il nostro tempo e la nostra cultura. Occorre, perciò, recuperare capacità progettuale e trovare la strada del “senso”, senza della quale non troveremo mai quella del “consenso”. La responsabilità si esercita non solo rispetto al presente, ma anche riguardo al futuro. È stato ben detto da un artista contemporaneo: «Questo mondo non l'abbiamo in eredità dai nostri padri, ma l'abbiamo in prestito dai nostri figli» (Roberto Benigni). (…) Carissimi, la nostra città ha risorse in misura davvero notevole per poter essere una comunità creativa, accogliente, generosa, pacifica, ordinata. Occorre uno sforzo corale perché si sviluppi in tutti il desiderio delle cose belle e positive. Per amare veramente la città occorre chiedersi non tanto quello che gli altri dovrebbero fare per migliorarla, ma che cosa io posso fare perché essa sia migliore. L'amore che condividiamo verso il nostro patrono San Corrado, così come condividiamo quello per la Madonna dei Martiri, ci aiuti a condividere anche l'amore per la nostra città, perché possa costruire, con le scelte del presente, un futuro di serenità, di prosperità e di pace. Tutto ciò chiediamo al Signore, nella preghiera unanime e fiduciosa. + Luigi Martella, Vescovo
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2023
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet