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Nino Sallustio: c'è ancora spazio per la buona politica
15 febbraio 2009

Dopo un breve periodo di assenza dalla scena politica il prof. Nino Sallustio, già assessore con Guglielmo Minervini e candidato sindaco per il centrosinistra nel 2001, sconfitto da Tommaso Minervini, ha deciso di scendere in campo alle Provinciali. Quali sono stati, secondo lei, i fattori per i quali il partito ha fatto ricadere sulla sua persona la candidatura per il Consiglio Provinciale e perché ha accettato? «Sono stato consigliere comunale dal 1994 al 2008 con una parentesi di 2 anni, dal '98 al 2000, nella quale sono stato assessore al Patrimonio. Dopo un periodo di impegno politico così lungo e intenso, ho sentito il bisogno di fermarmi e di rifiatare. Consiglierei a tutti i politici di osservare un periodo “sabbatico” al di fuori dai palazzi e lontani dai riflettori, poiché aiuta a riflettere e a vedere le cose con occhi diversi. Guardare dalla prospettiva della gente comune che ormai diffida della politica e non la ritiene né credibile, né capace di incidere sulla qualità della propria vita, può essere illuminante e può offrire nuovi stimoli. Nonostante tutto, credo che ci sia ancora spazio per la buona politica e per la buona amministrazione, ma è necessario rimboccarsi le maniche e lavorare con serietà e competenza per costruire un futuro migliore per le giovani generazioni. Credo che in tutto questo ci siano i motivi per i quali il mio partito mi ha chiamato a questo nuovo impegno». La sua designazione, come anche quella di Tommaso Amato (collegio di Ponente), derivano da una discussione che parte anche dalle dimissioni del consigliere provinciale uscente Domenico Cives (ex Margherita) dal gruppo consigliare del PD. Cosa ha determinato quest'ultima scelta e come spiega la mancanza di altre candidature spontanee che, di conseguenza, avrebbero richiesto il momento pubblico e democratico delle Primarie per la scelta dei candidati? «Mai come questa volta la discussione che ha portato alla designazione dei candidati è stata rapida, serena e condivisa. Il PD di Molfetta in tal senso ha dato prova di saper scegliere democraticamente e in tempi brevi, come un partito moderno deve saper fare. Quanto alla scelta di Mimmo Cives di lasciare il gruppo provinciale del PD, non posso che esprimere il mio rammarico per tale decisione, ma al tempo stesso non sono in grado di spiegare ragioni che non conosco... credo sia meglio rivolgere a lui questa domanda». Molte attività della Provincia si sono incrociate e, soprattutto con la nascita dell'Area Metropolitana, continueranno ad incrociarsi con quelle dell'Amministrazione Comunale. Con un sindaco part-time e una Giunta fantasma (oggi c'è domani non si sa) si riuscirà a conciliare le attività di entrambi gli Enti nel bene della città, o si continuerà ad assistere a scontri come lo è stato per il Pulo? «Se vogliamo far crescere le nostre comunità, rafforzare le economie locali, ampliare le opportunità di sviluppo del nostro territorio c'è un'unica via maestra: la collaborazione fra le istituzioni. E' davvero avvilente e mortificante assistere a sgambetti e ostracismi finalizzati solo a demolire il lavoro dell'avversario politico. Da questo punto di vista l'attuale amministrazione comunale ha dimostrato di essere miope se non autolesionista quando non ha offerto la dovuta collaborazione per la riapertura del Pulo, e molto di più quando ha fatto mancare una presenza attiva e qualificata nei lavori per la progettazione del Piano Strategico dell'Area Metropolitana. Dobbiamo imprimere un deciso cambio di rotta se vogliamo che Molfetta sia protagonista nell'Area Metropolitana di Bari, cogliendo le innumerevoli opportunità che nei prossimi anni ci saranno. Io sono pronto a collaborare… ma dall'altra parte non vedo ancora segnali incoraggianti!». Quali i principali spunti programmatici della sua campagna elettorale per attirare una maggiore attenzione da parte dei cittadini, su una istituzione, ultimamente, un po' snobbata? «Più che di spunti programmatici la nostra provincia ha bisogno urgente di una pianificazione strategica di ampio respiro, il cosidetto PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) che includa alcune priorità irrinunciabili fra le quali: • il potenziamento della capacità di attrazione del territorio, sia in termini di sviluppo turistico, sia in termini di investimenti e crescita dei talenti • l'innovazione del sistema dei saperi e della formazione locale, puntando a costruire dei network territoriali delle competenze, in modo da rendere adeguato il percorso formativo ai bisogni delle imprese • un piano di intervento per le risorse energetiche e l'incentivazione delle energie rinnovabili • un piano di intervento per la gestione del ciclo dei rifiuti e dell'acqua che superi lo stallo degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) che si sono dimostrati inadeguati ad assolvere i loro ruoli. Naturalmente trattandosi di questioni soggette a delega regionale, è necessaria una forte comunione d'intenti fra l'Ente Provinciale, quello Regionale. Nei prossimi giorni il presidente Divella convocherà le conferenze programmatiche alle quali parteciperemo per fare le nostre proposte, partendo dai bisogni del nostro territorio ma inquadrandoli in una prospettiva di area vasta». Cinque anni fa la vittoria di Divella e di Emiliano innescò la cosiddetta “Primavera Pugliese”, che portò, negli anni successivi, alla vittoria di Vendola alle regionali e del centro-sinistra in altre regioni italiane. Questa volta potrebbe succederà la stessa cosa, o l'apoteosi berlusconiana continuerà ancora? «La provincia di Bari e la stessa città di Bari sono state amministrate bene ed hanno conseguito risultati importanti che i cittadini hanno apprezzato. Si pensi a quel che la Provincia pur nelle ristrettezze economiche ha fatto per Molfetta come la riqualificazione e la riapertura del Pulo, la messa a norma di edifici scolastici e la costruzione di nuove palestre, auditorium ed aule presso varie scuole secondarie, la destinazione dell'Istituto Apicella alla Facoltà universitaria di audiologia che si completerà nei prossimi mesi. La Provincia, la Regione e la città di Bari rappresentano esempi di buona amministrazione, e stanno lavorando unitariamente per tirare fuori dalle secche la nostra terra costruendo un'immagine più positiva, più efficiente e più operosa del Sud. C'è una nuova questione meridionale che in questi giorni sta emergendo prepotentemente in seguito allo scippo che il governo Berlusconi, spinto dalla Lega nord, ha operato nei confronti del sud sottraendo ingenti risorse comunitarie destinate allo sviluppo del nostro territorio verso tutt'altre destinazioni… tutte a nord di Roma. E' questa l'apoteosi Berlusconiana cui si riferiva? E' questo il federalismo fiscale che ci aspetta? Su questo siamo pronti a dare battaglia per difendere la nostra terra dagli egoismi e dai luoghi comuni».
Autore: Roberto Spadavecchia
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