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Nel Duomo di Molfetta esposizione di alcune sculture antiche
01 dicembre 2009

MOLFETTA - Esposizione pubblica di alcune sculture conservate nel Duomo di Molfetta e riofferte al culto ed alla devozione dopo un lungo e prezioso restauro. In tal modo è stata recuperata un po’ di memoria della nostra città.

Tra gli elementi che verranno esposti dal 4 dicembre (in occasione dell’inizio della novena in onore di Santa Lucia) c’è proprio la statua di Santa Lucia, in cartapesta, che dopo l’attento restauro operato da Valerio Iaccarino, di Andria, ha acquistato i suoi originali colori ed ha permesso l’emergere di elementi tali da poter ridefinire la sua datazione ad un tempo di gran lunga precedente rispetto a quello che la memoria della gente riferiva.
Alla base di un Cristo risorto - anch’esso in cartapesta, oggi recuperato con l’intervento di Ignazio Mastropierro, ma fino a qualche tempo fa abbandonato tra gli oggetti di cui potersi disfare perché inutilizzabili ed impresentabili, scomposto in più parti ed anch’esso ridipinto varie volte nel corso degli anni – oltre ai colori originali è stata trovata la data della sua fattura: 1879.
Grazie ad una restauratrice di tessuti antichi, la giovane molfettese Maria Paola Marinelli – che, tra le tante qualificate esperienze lavorative, ha collaborato ai restauri degli arazzi del Quirinale – ha permesso il recupero e la possibilità di uso di due pianete risalenti l’una alla fine del 1700 e l’altra al 1800.
L’oggetto più prezioso che verrà esposto è una statua lignea – databile tra il 1600 e il 1700 – raffigurante Cristo morto. Più volte ridipinta nel corso dei secoli, nell’ultimo “ritocco” era stata ricoperta da uno strato di cementite e da una vernice color avorio. La curiosità e l’interesse del parroco hanno fatto sì che la statua, anziché essere abbandonata per il pessimo stato in cui si presentava (sembrava essere in gesso e riportava una datazione di un precedente ritocco avvenuto negli anni ’80), a seguito di un saggio ha mostrato un valore artistico e storico ben superiore a quello che esteriormente appariva.
Il restauratore molfettese Beppe Paparella, col supporto e la direzione dei tecnici della Soprintendenza di Bari, ha riportato alla originaria bellezza il manufatto ligneo, grazie anche all’utilizzo – in collaborazione con esperti dell’Università - del laser. Solo per quest’ultima opera c’è stato un parziale contributo economico della Cattolica Popolare, alla quale va il ringraziamento della Città. Per il recupero di tutti gli altri elementi presentati è in corso, invece, una colletta per raggiungere la copertura della somma spesa.
Infine viene offerta all’ammirazione dei cittadini e dei fedeli un crocifisso in bronzo, opera dello scultore molfettese Giuseppe Samarelli, la cui realizzazione è stata resa possibile grazie alle offerte delle devote e dei devoti alla Madonna del Rosario di Pompei (la cui articolata composizione scultorea è presente nel Duomo, ed alla quale è stata operata una prima superficiale pulizia dei volti che ha fatto emergere colori e sfumature fino ad ora non percepiti).
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