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Nasce il laboratorio di “cucina colorata” Presso il Centro Liberitutti corsi di arte culinaria interetnica
15 novembre 2003

La nostra città ora offre anche questo, un “Laboratorio di Cucina Colorata” funzionante presso il centro per famiglie “Liberitutti” situato nella scuola elementare “Zagami”. L'intento, quello per cui del resto l'intero centro è nato, è di creare un momento di aggregazione e di integrazione, costruire un'occasione per stare assieme, mescolando le tradizioni culinarie locali con quelle di altre nazioni, fino a trovare nel cibo un elemento di unione. Il corso di cucina interetnica, inaugurato mercoledì 29 ottobre, si colloca fra le attività del progetto in rete “Liberitutti”, reso possibile dalla Legge 285/97, cui, lo ricordiamo, prendono parte i Comuni di Molfetta, che fa da capofila, Bisceglie e Giovinazzo, e che è gestito da un gruppo di associazioni cittadine: la Cooperativa Sociale “Koinos”, “Arciragazzi”, il “Teatrermitage”, “Famiglia Dovuta” e la “Casa per la Pace”. Quest'iniziativa specifica nasce dalla collaborazione di “Famiglia Dovuta” e “Casa per la Pace” con l'“Associazione Cuochi Baresi” e la “Consulta Femminile”. Il laboratorio si rivolge a tutti coloro che hanno voglia di “mettersi in gioco - ha affermato nella serata inaugurale Patrizia De Pergola dell'associazione Famiglia Dovuta - perché la cucina è un modo per porre qualcosa in comune. Il laboratorio insegnerà un tipo di cucina etnica, volta a recuperare le tradizioni non solo locali ma anche di paesi diversi dai nostri”. A far da maestri gli chef dell'Associazione cuochi baresi che hanno accettato in fondo di compiere essi stessi un percorso di condivisione, mettendo a disposizione il loro sapere e anche qualche segreto. Il laboratorio ha ricevuto così tante adesioni da rendere necessaria la formazione di due gruppi, uno che frequenterà le lezioni di cucina il martedì, l'altro il giovedì, con un percorso di insegnamento completo, che andrà dall'antipasto al dolce. Donne, ma anche qualche uomo e intere famiglie, con i bambini a partecipare, sia pure da spettatori, a quest'esperienza. Fra gli iscritti anche persone che provengono da Paesi stranieri, presupposto per uno scambio di conoscenze riguardo al cibo. Del testo ha affermato ancora la De Pergola: “Lo spirito del laboratorio ma anche del centro “Liberitutti” è quello di mettere a disposizione ciò che ogni persona sa fare”. Il coinvolgimento della Consulta femminile riguarda la volontà di creare un rapporto privilegiato con gli immigrati ed in particolare con le donne albanesi. La consulta ha recentemente aperto lo sportello di consulenza “Insiemedonna” di supporto in special modo alle donne che provengono da altre nazioni, per il quale il Comune ha messo a disposizione una mediatrice culturale che possa aiutare chi non conosca a sufficienza la lingua o abbia necessità di un'interfaccia con le istituzioni italiane. Tutti segni della voglia di far crescere nella nostra città la cultura della solidarietà e dell'integrazione. Il laboratorio si concluderà a gennaio e alla fine sarà redatto e distribuito un quaderno con tutte le ricette insegnate durante le lezioni. E' stato possibile realizzare l'intero progetto grazie a finanziamenti statali e comunali, per iscriversi non c'è alcuna quota associativa, così come gratuite sono anche le altre molteplici iniziative del centro “Liberittuti”, per cui ognuna della realtà associative fondatrici ha dato il suo contributo specifico. Un laboratorio teatrale e uno cinematografico, curati dal Teatrermitage, occasione di socializzazione, ma capaci anche di fornire un primo approccio a queste forme espressive. La “Casa per la pace”, invece, è responsabile in particolare della biblioteca, che con i suoi più di mille volumi si pone come punto di riferimento e luogo di scambio culturale per bambini e ragazzi. Accanto a questa a ve n'è una itinerante, il “Bibliobus”, che porterà in giro per la città il piacere di letture un po' speciali. Ancora due laboratori per i bambini, quello di invenzioni ed uno multimediale, seguiti dalla Cooperativa “Koinos” e da “Arciragazzi”, ed uno per i genitori, curato ancora dalla “Casa per la pace” e dall'Associazione “Famiglia dovuta”. Infine, vi sono uno spazio-gioco dove i ragazzi dai sei ai dieci anni si possano divertire cooperando e il Ludobus. Alessandra Palmiotto
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