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Napolitano sì alla Riforma Gelmini, gli studenti di Lecce: continueremo la protesta Nonostante l'incontro di pochi giorni fa con gli studenti era stato visto come un segnale di apertura del presidente della Repubblica nei confronti del movimento
31 dicembre 2010

LECCE – Giorgio Napolitano ha firmato la riforma Gelmini avviando l’iter della Legge più contestata degli ultimi anni.
Gli studenti dell’Udu di Lecce sono i primi che fanno sentire la loro voce al proposito, ovvero delusione, disappunto e...la voglia di non fermarsi di fronte a questo ‘episodio’ inaspettato.

Segue la lettera dell’Udu di Lecce:
 
“ I punti in comune fra le istanze degli studenti e le critiche del presidente sono molteplici.
Innanzitutto deve essere rivisto l’
emendamento della Lega Nord secondo il quale una quota delle borse di studio è riservata ai residenti della regione inoltre devono essere destinati maggiori fondi alle università e devono essere deprecarizzate le figure professionali del mondo universitario”.

Queste sono le priorità da rivedere che Napolitano, pur firmando la legge, ha fatto notare e su cui non c’è dubbio si prenderanno i dovuti provvedimenti nella stesura definitiva del testo della legge.

Il Ministro Gelmini – prosegue la lettera degli studenti - ha definito di secondo piano le criticità del presidente della Repubblica, ovvero ha definito di secondo piano le criticità ad una norma che lede il diritto allo studio universitario.
Ha dimostrato, ancora una volta, di aver strutturato una riforma basandosi sui tagli e sui poteri forti, nascondendosi dietro le parole di propaganda “merito ed efficienza”, e non sul diritto allo studio e qualità della ricerca e della didattica.
Il movimento leccese era pronto alla firma e ora serra le fila: non è il momento di lasciare la presa.
Continueranno nei prossimi mesi le attività
nell’ ateneo, che mirano a prosegurie la loro opera di controinformazione per portare la protesta all'interno della società civile, sfruttare ogni mezzo istituzionale, e non, per far arrivare la voce degli studenti in quel parlamento italiano da cui non ci sentiamo rappresentati.
Infine
ripartiremo dall'Altrariforma, una serie di proposte elaborate nel corso dell’occupazione dell’ateneo, che porteremo avanti negli organi preposti dell’università del Salento”.

Unione degli Universitari di Lecce
Autore: Q
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