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Mostra a Bari dopo 35 anni dell'artista molfettese Gaetano Grillo La rassegna sarà inaugurata sabato 3 novembre e resterà aperta fino al 29 nella Sala Murat in Piazza Ferrarese
19 ottobre 2007

MOLFETTA - Gaetano Grillo artista molfettese che vive e lavora a Milano, tra i protagonisti assoluti del panorama artistico contemporaneo, torna ad esporre a Bari dopo trentacinque anni. Da quando, nel 1972, esordì con “Lectio Historiae”, personale tenuta alla Galleria La Bussola di Bari. Sabato 3 novembre prossimo, nella Sala Murat, in piazza del Ferrarese a Bari, si inaugura “Mediterranea-mente” personale dell'artista molfettese, La mostra, curata dal critico spagnolo Pablo.J.Rico e dal critico della “Gazzetta del Mezzogiorno” Pietro Marino, costituisce un progetto ideato in collaborazione con il Museo d'Arte Contemporanea SEA di Alicante, dove successivamente sarà ospitata. L'iniziativa, promossa dal Comune di Bari si è valsa del sostegno e del Patrocinio della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo e dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Bari. L'organizzazione dell'esposizione è a cura dell'Associazione Culturale Opera di Molfetta, con il sostegno dell'azienda Lorusso Arredamenti e Arte di Bari. Grillo espone oltre trenta opere di grande formato che comprendono anche una assoluta novità, un'installazione formata da quindici sculture, dipinte e dorate in oro zecchino, rappresentanti quindici veneri mediterranee metafora di quindici identità e scritture dall'arabo al greco, dallo spagnolo al croato ecc. in un corale incontro multiculturale. “Lavoro da sempre ad una idea di identità mediterranea formata per stratificazioni, dominazioni, contaminazioni ecc. ed io trovo che –ha dichiarato l'artista- le dominazioni nella storia non sono state delle forme di ingerenza culturale ma indirettamente hanno arricchito e fertilizzato le varie civiltà. I corpi non sono idealizzati ma sono impronte di corpi reali, con le loro bellezze e i loro difetti. Sono stati impressi colando del gesso sui corpi delle modelle ed in qualche modo sono, ancora una volta, una citazione, una testimonianza, un reperto vivo. Ogni corpo porta al suo interno una diversa identità rappresentata da una diversa scrittura (greco, croato, spagnolo, francese, turco, arabo, antico egizio, siriano ecc.) ma allo stesso tempo i corpi non hanno un volto, non hanno una soggettività espressiva se non quella plastica delle forme anatomiche e muscolari sino alla sensibilità materia della pelle e della sua porosità”. Ogni scultura ha come parte integrante il suo contenitore, la sua cassa, costruita volutamente con legno non piallato, in maniera spartana e minimale per accentuare il contrasto fra la durezza del contenitore e la levigata ed elaborata preziosità del contenuto. E' come se ogni nazione del mediterraneo avesse spedito per nave una cassa contenente un suo reperto femminile, simbolo della propria specifica identità per partecipare ad un ideale concerto corale. La mostra resterà aperta fino al 29 novembre.
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