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Molfetta Vecchia, protesta degli abitanti: vivibilità a rischio
15 giugno 2003

Gli abitanti del quartiere Molfetta Vecchia si mobilitano e protestano per le condizioni di vivibilità, messe a rischio dal traffico, dall'inquinamento atmosferico, dovuto alla cantierizzazione selvaggia (via vai di camion e betoniere), la presenza eccessiva di topi e ratti e l'eccessiva rumorosità degli impianti di climatizzazione di Palazzo Giovene. Al termine di un'assemblea, gli abitanti hanno preparato un documento che hanno inviato al sindaco e agli amministratori comunali. Questo il testo del documento: “Nell'assemblea tenutasi il 14 giugno, in merito alle problematiche connesse alla circolazione veicolare e alla oramai problematica "vivibilità" del quartiere, premesso: che la residenza nel quartiere si basa su una situazione di equilibrio delicatissimo fra l'abitazione e la strada; infatti, le finestre, che è necessario tenere spesso aperte per elementari necessità igieniche e di ricambio di aria, si affacciano su stradine anguste e senza marciapiede che amplificano tutti gli elementi esterni di disturbo (rumore, gas di scarico, vibrazioni, ecc); che la cantierizzazione di ampie zone del quartiere viene oramai effettuata in maniera selvaggia senza alcun rispetto del tessuto urbanistico, con la circolazione, per l'intera giornata, di mezzi pesanti e, addirittura, da cantiere o cava ai quali è addirittura interdetta la circolazione su strada, con produzione di rumore ed inquinamento atmosferico superiori a qualsiasi livello consentito dalle attuali normative. Il Comitato di quartiere del Centro Antico, ha delineato le proposte che seguono: 1) chiusura permanentemente e totale di tutto il centro antico (compresa Piazza Municipio) dalle ore 0,00 alle ore 24,00; regolamentazione, mediante rilascio di autorizzazione, dell'accesso veicolare dei residenti, limitatamente ad operazioni di carico e scarico; 2) regolamentazione della circolazione dei mezzi da lavoro, mediante rilascio di autorizzazione, che tenga conto della dimensione e tipologia del mezzo utilizzato, impedendo che il trasporto dei materiali rinvenenti da demolizioni avvenga con mezzi da cava pesanti, rumorosi e dallo scarico inquinante e maleodorante; 3) predisposizione di aree, in zone limitrofe, riservate al parcheggio dei residenti o a parcheggio a pagamento, con possibilità di abbonamento per i residenti; 4) utilizzo di mezzi a trazione elettrica per la raccolta dei rifiuti. Si segnala, inoltre: la presenza in più zone ed in quantità elevata di ratti; la rumorosità delle macchine dell'impianto di climatizzazione poste sul lastrico solare di palazzo Giovene; si innescano, infatti, particolari condizioni di risonanza, con ricaduta, a livelli decisamente intollerabili, di onde sonore in una zona abbastanza ampia, da Via San Pietro fino a Via Sant'Orsola. Si ricorda, infine, che: Il Decreto del presidente del consiglio dei ministri 01.03.91, recepito dalla Legge Quadro sull'Inquinamento Acustico n° 447 del 26.10.95, all'art. 6 stabilisce: un limite di accettabilità per il rumore pari, a seconda delle zone del territorio comunale (previste all'art 2 del D. M. 1444/1968); Limite diurno, zona A: 65 dB; zona B: 60 dB Limite notturno, zona A: 55 dB; zona B: 50 dB. Fissa le differenze da non superare tra il livello equivalente del rumore ambientale e quello del rumore residuo (criterio differenziale) pari a 5 dB durante il periodo diurno e a 3 dB durante il periodo notturno, mentre, nell'allegato A al comma 11, il suddetto decreto individua come periodo notturno quello compreso tra le ore 22 e le ore 6. Pertanto, appaiono del tutte legittime le proteste di quei cittadini che continuano a chiedere che le emissioni sonore (musica diffusa o piano bar) prodotte dall'esercizio delle attività di somministrazione di bevande ed alimenti, non superino i livelli previsti dalla normativa vigente. Si invita, in ogni caso, l'Amministrazione a sentire non soltanto le imprese, ma anche e soprattutto i residenti in merito a decisioni che riguardano il centro antico (circolazione veicolare). Sarebbe, infine, auspicabile un rapporto di consultazione/collaborazione permanente, che investa anche la destinazione e/o gestione di spazi collettivi”. Speriamo che l'amministrazione comunale accolga questo invito che viene da un quartiere spesso emarginato, ma che potrebbe diventare un fiore all'occhiello della città, come è già avvenuto nei paesi vicini. Eugenio Tatulli
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