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Molfetta, torna il metodo Azzollini: entra in giunta Palmiotti al posto di Tammacco
18 luglio 2009

MOLFETTA - Il metodo Azzollini opposto al divide et impera è quello dell'accontenta e governa. Ma con una variante: utilizzare personale politico di scarsa qualità per assicurarsi la riconoscenza servile e continuare a decidere tutti, impartendo ordini agli assessori, dal vice sindaco all'ultimo arrivato yes men. E il metodo funziona sempre, al punto che il sindaco senatore presidente è riuscito ad accontentare tutti con un abile gioco di dimissioni e promozioni, che ha permesso di dare una prebenda a tutti i suoi uomini della lista o della coalizione. E, scalando scalando, anche chi ha avuto un solo voto, avrà il suo contentino e sarà pronto a servire ancora. L'ultimo caso del metodo Azzollini riguarda il posto di assessore di Saverio Tammacco, quest'ultimo non aveva voluto dimettersi per far posto alla donna in giunta, non volendo rischiare la poltrona, mentre ora, messa al sicuro la nomina a consigliere provinciale col suo ripescaggio, grazie allo stesso metodo Azzollini importato dal neo presidente della Provincia Schittulli, è costretto, suo malgrado (non voleva dimettersi e lo ha anche dichiarato) a farsi da parte per non rischiare l'emarginazione politica (ma ha mai contato qualcosa questo politico? Delle sue “gesta amministrative” nessuno ha qualche ricordo). E chi sarà il fortunato successore? Quel Michele Palmiotti (foto) del quale non si hanno positivi ricordi del suo passato, soprattutto nell'incarico di presidente della Multiservizi. Ma la fedeltà va premiata sempre: è la regola del vassallaggio da Roma a Molfetta per il Popolo della Libertà di fare quello che vuole, senza regole e con grande faccia tosta. A farne le spese è stato il fedelissimo Angelo Marzano che aspirava all'incarico, dopo tanti anni di onorato servizio al senatore, ma ad essere silurato e a rimanere appiedato, malgrado la sua smisurata ambizione, è l'altro fedelissimo Pasquale Mancini che smaniava per quella poltrona, come premio per il suo impegno elettorale, ma dovrà attendere un altro giro. Fallimento all'elezione provinciale il buon Pasquale dovrà dimostrare ancora più fedeltà con molti altri comunicati servili e osannanti al senatore, per meritarsi l'agognato premio. Ma all'interno del centrodestra si fanno più consistenti i mal di pancia e le divisioni che Azzollini è costretto a fronteggiare ogni giorno. A questo è ridotta la politica molfettese. Chi si contenta, gode.
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