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Molfetta, terra di accoglienza e integrazione
15 novembre 2014

Oggi, sempre più spesso, al centro dei dibattiti quotidiani, dai salotti dei talk-show alle tribune politiche, campeggia come prioritario il tema dell’integrazione e dell’accoglienza. Riflessioni generate dai rapidi cambiamenti che i flussi migratori stanno determinando nella quotidianità, mutando la composizione della popolazione e favorendo scambi, ma spesso anche scontri tra idee, costumi, valori, abitudini. In questo dibattito in cui la difesa della propria identità, dei propri spazi, della propria cultura assume i toni di una “chiusura cieca” dinnanzi al cambiamento, come operatori sociali sentiamo il bisogno di affermare un’altra idea di cittadinanza che si riconosce nel dialogo, nell’apertura agli altri, nella cultura del sostegno. Ed è proprio in questa logica che vogliamo testimoniare quanto, oltre i dibattiti teorici, la quotidianità della nostra vita ha già sperimentato il sapore dell’accoglienza. C’è infatti una forma di integrazione molto più silente che già appartiene al nostro territorio e della quale molti di noi si sono resi, a volte anche inconsapevolmente, protagonisti. Da quasi venti anni, infatti, il Consorzio Metropolis ha “abitato” le strade e i condomini della nostra città, attraverso i volti di centinaia di minori che, proprio qui a Molfetta, hanno trovato accoglienza e disponibilità. Nella città che è ancora intrisa della cultura della “convivialità delle differenze” che ci ha lasciato il nostro amato Pastore, don Tonino Bello, molti bambini e ragazzi, portatori di storie di ordinaria e straordinaria sofferenza, hanno ricevuto ascolto e attenzione, hanno potuto valorizzare attitudini e capacità, hanno ripreso a credere in un futuro che sembrava non appartenere loro. E, inizialmente con una certa diffidenza e poi con sempre maggiore consapevolezza e partecipazione, la nostra città ha accolto questi volti e queste storie, formando spazi nuovi di integrazione e di accoglienza. Le cinque comunità residenziali per minori presenti a Molfetta sono una realtà qualificata che rappresenta un indispensabile contesto evolutivo per tutti i minori che, segnalati dai servizi sociali territoriali a causa di svantaggi di tipo familiare, comportamentale e psico-pedagogico, si propongono di rispondere ai bisogni evolutivi dei loro ospiti. Le Comunità accolgono temporaneamente i minori, offrendo loro un contesto educativo e di riflessione, nonché un’occasione per ridefinire obiettivi e per sperimentare le proprie capacità. I ragazzi che giungono nelle nostre strutture sono figli di una società che spesso tende a stigmatizzare, ad allontanare, a ghettizzare, ad espellere. Con l’esperienza e la professionalità acquisite in questi anni di impegno “sul campo”, abbiamo sentito con sempre maggiore forza il bisogno di stravolgere questa logica e di far crescere la cultura dell’accettazione, della corresponsabilità, della disponibilità. Se oggi vantiamo la riuscita di numerosi progetti, è perché abbiamo creduto fortemente nella collaborazione di tutte le forze in campo. La realizzazione di questi progetti è oggi possibile, infatti, non solo attraverso la professionalità degli educatori e la presenza dei volontari AICCOS che accompagnano e supportano i progetti educativi dei ragazzi accolti, ma grazie alla collaborazione di moltissime agenzie e associazioni del territorio, alla competenza e accoglienza dei docenti, alla disponibilità di molti datori di lavoro, di sacerdoti, di “vicini di casa”, che sono diventati compagni di viaggio indispensabili per questi ragazzi. Molti di loro riprendono la strada di casa, altri, invece, ne creano una nuova proprio qui, nella nostra città. E questo è il segnale più visibile di una cultura di accoglienza che hanno incontrato e che sentono di poter ancora sperimentare. Certo, ancora molto resta da fare, perché i muri dell’indifferenza, della non tolleranza, della mancata accettazione possano essere abbattuti definitivamente. Ma in un’epoca in cui molti parlano di integrazione, il nostro vuol essere un esempio reale e concreto che, insieme, è possibile dare una testimonianza credibile di una comunità-città accogliente, che cresce, che sostiene il più debole, che sa dare una nuova chance a chi, dalla vita, ha ricevuto poche o nessuna possibilità.

Autore: Gruppo Aiccos
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