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Molfetta, rimossa l'opera “un altro orizzonte” da Cala S. Andrea. Finisce lo stupidario cittadino. L'assessore Mongelli: grazie Maestro Nagasawa
04 settembre 2014

MOLFETTA – È stata rimossa l’opera "Un altro orizzonte" di Hidetoshi Nagasawa (foto) collocata in via provvisoria, come era stato detto dall’inizio, nell’Approdo della Cala S. Andrea alle spalle del Duomo romanico di Molfetta.

Saranno così soddisfatti tutti gli esperti d’arte della domenica, tutti i cultori del paesaggio, dai diffamatori politici al miserabile blogger opportunista voltagabbana, ormai scaricato perfino dai suoi nuovi amici di centrodestra, per finire ad un’opposizione senza qualità e senza sostanza. Sui social network e su qualche media a corto di argomenti, è stato alimentato per mesi lo sfogatoio pubblico dei perditempo addirittura con la richiesta di punire il “mandante” della scelta della collocazione dell’opera a S. Andrea e perfino, udite udite, la pretesa dei calcoli sismici in un’area non a rischio di terremoti, senza dimenticare la propaganda politica di quelli dell’asfalto al duomo e dello stupidario collettivo che alimenta le discussioni inutili e dannose per la città.
L’opera d’arte resta tale, anche per la sua capacità di far discutere a prescindere dalla sua collocazione, con annesso giallo dell’eventuale diniego dell’artista alla collocazione provvisoria esterna al Torrione Passari. Ma, grazie a questa scelta, l’opera ha avuto il suo effetto di grande portata, moltiplicandone i fruitori: è venuta gente anche da fuori per vederla. Se fosse rimasta solo nel Torrione, pochi l’avrebbero potuta ammirare. Per non parlare poi dei soliti imbecilli (sempre quelli dell’asfalto) che urlano al sacrilegio del Duomo, gli stessi che hanno taciuto quando è stato costruito il torrino sul monumento simbolo di Molfetta.
Ancora una volta, nella città dove si pratica la demolizione e non la costruzione, questa collocazione di un’opera d’arte (agli ignoranti e a chi non si è mai allontanato dal borgo natio consigliamo di andare a vedere collocazioni simili, valorizzate nelle piazze delle più importanti città italiane ed estere, anche vicino al mare) è stata solo un’occasione per fare politica e un pretesto per denigrare gli attuali amministratori della giunta di centrosinistra di Paola Natalicchio. Coloro che praticano questo sport del dileggio, sono solo invidiosi e nemici del cambiamento perciò alimentano lo sciocchezzaio nostrano fatto di ignoranti e presuntuosi.
Non potevamo mancare gli ipocriti, che per non passare da ignoranti, sostenevano che la critica non era all’artista, per carità, né all’opera (ma poi la paragonavano alla macchina schiacciata di Paradiso), ma solo alla collocazione.
Per tutti costoro consigliamo la lettura della bella presentazione dell’opera di Nagasawa fatta da Giacomo Zaza.

L’assessore alla cultura, Betta Mongelli, ha chiuso le polemiche perfino sulla rimozione dell’opera: «Si sono dette e scritte in questi mesi troppe falsità sulla vicenda dell’opera “Un altro orizzonte” del Maestro Nagasawa che bisognerebbe piuttosto ringraziare per il contributo alla crescita della nostra comunità. Dal primo giorno abbiamo dichiarato che l’opera concessa in comodato d’uso gratuito dall’autore al Comune di Molfetta sarebbe stata collocata provvisoriamente nell’area retrostante il Duomo e così è stato. Lo spostamento è stato autorizzato dal curatore della mostra al Torrione Passari, Giacomo Zaza, che ha portato il maestro Nagasawa a Molfetta. La collocazione sull'approdo Sant'Andrea, nei giorni dell'apertura al pubblico,  fu pensata come una sollecitazione alla riflessione sulle suggestioni dell'arte contemporanea, offerta a un pubblico più vasto. E, nonostante le polemiche e le ricostruzioni a volte fantasiose, che hanno accompagnato questa esposizione, comunque tutta la cittadinanza, anche quella che è fuori dai circoli esclusivi dell'arte, si è avvicinata ai linguaggi della scultura. Ha discusso del senso del bello. Della cura degli spazi collettivi. Per tutto questo grazie maestro Nagasawa, aspettiamo un suo ritorno in città».

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