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Molfetta, Rifondazione: quale futuro per i lavoratori della Gestor?
16 febbraio 2010

MOLFETTA – Il consigliere comunale di Rifondazione comunista, Gianni Porta (foto) propone una soluzione per salvare i lavoratori dell’ex Gestor (oggi Tributi Italia).

«In data 10 febbraio la Società Tributi Italia (ex Gestor) - società di riscossione dei tributi locali - con una lettera alle Istituzioni (Governo, Ministeri e Prefettura) - dice Porta - ha dichiarato la situazione di crisi dell'azienda in virtù anche dell'incontro, tenutosi nella stessa data tra le organizzazioni sindacali e i vertici aziendali della Tributi Italia, per la valutazione della procedura di licenziamento collettivo avviata dall'azienda per i lavoratori occupati. Nel corso dell'incontro le parti hanno valutato gli elementi che porterebbero i lavoratori all'avvio della procedura con ricorso agli ammortizzatori sociali alternativi ai licenziamenti.
 
Nella stessa sede però è stato sottoscritto il verbale di mancato accordo, al fine di velocizzare l'esame della vertenza presso il Dicastero del Lavoro al quale le organizzazioni sindacali hanno chiesto l'attivazione di un tavolo ministeriale per l'opportuna valutazione sulla reale possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali in deroga.
 
In attesa di quanto sopra, però, a pagare le conseguenze della crisi sono i lavoratori, compresi i dipendenti dell'Agenzia di Molfetta che, pur continuando a prestare la loro opera senza intoppi né disservizi per la comunità di Molfetta, non vedono l'ombra di un centesimo da diversi mesi, i loro stipendi sono fermi ad ottobre.
 
Già nei mesi scorsi siamo intervenuti sui ritardi nei pagamenti, e ancora prima – a fine 2008 – sull'inopportunità della proroga del contratto a un'impresa sul cui stato finanziario si registravano elementi negativi.
 
Ora però, chiediamo all'Amministrazione Comunale quale ruolo (con veri e propri atti) intende assumere in questa vicenda, alla luce anche delle dichiarazioni fatte a più riprese dal Sindaco ma che non hanno visto ancora alcun riscontro pratico.
 
Chiediamo, perchè, non vengono pagati gli stipendi arretrati ai dipendenti, detraendoli dall'aggio dovuto alla Tributi Italia sui proventi incassati fino ad oggi, come stanno già facendo altri Comuni.
 
Chiediamo, ancora, cosa si sta facendo per approntare in tempo una soluzione che consenta, qualora intervenisse la cancellazione dell'azienda dall'Albo dei concessionari (la prossima seduta del Consiglio di Stato è il 23 febbraio) o il fallimento (prossima seduta del Tribunale fallimentare il 26 febbraio), di assicurare ai lavoratori continuità di impiego e garanzia economica, sia in caso di affidamento del servizio ad altro gestore, sia nell'eventualità di assunzione diretta del servizio».
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