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Molfetta, Piergiovanni: perché votare Nichi Vendola e Tommaso Minervini
02 marzo 2010

MOLFETTA - Nicola Piergiovanni, capogruppo di “Sinistra e libertà” al Comune di Molfetta invita a votare alle prossime elezioni regionali Nichi Vendola, Sinistra Ecologia Libertà e Tommaso Minervini (foto).

 In un comunicato del Comitato cittadini di Molfetta per le elezioni regionali, si spiegano le ragioni di questo voto:
 
«Le elezioni del 28 e 29 marzo 2010 assumono diversi significati e devono realizzare i seguenti obiettivi:
a)    radicare la direzione nuova di Governo della Puglia,
b)    preparare l’alternativa etico-politica per l’Italia del dopo Berlusconi
c)    per Molfetta affermare un vitale principio plurale del bene comune.
 
In sintesi queste elezioni:
ü    dovranno confermare la direzione nuova della Politica regionale rappresentata da Nichi Vendola, che pur tra difficoltà e critiche, ha segnato una svolta, una rottura col passato e riavvicinato il Governo regionale alla gente, ai giovani soprattutto, delineando un futuro del “bene comune” che ha necessità di continuare, migliorare e decollare definitivamente;
ü    eleggere consiglieri regionali ancor più radicati nel territorio e nell’esperienza amministrativa di lungo respiro, al di là delle indicazioni degli apparati, per accompagnare con maggiore senso di autonomia e di esperienze la direzione nuova impressa da Vendola;
ü    consolidare il processo di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ al fine di dare sostanza in Puglia ed in Italia ad una Sinistra moderna che metta fine al processo di decomposizione e di scissioni a catena della secolare storia della Sinistra Italiana e del Cattolicesimo sociale e quella significativa della Sinistra meridionale, per rilanciare la grande prospettiva unitaria di un movimento largo di tutti i Progressisti italiani, che porti a sintesi nelle Istituzioni del Paese, le risposte alle grandi sfide del presente e del futuro, prima fra tutte il Lavoro, l’Ambiente e la Libertà. Superando le categorie del 900, portando nel futuro il meglio di quei Valori e declinandoli, sul piano concreto, al futuro. Sintetizzati proprio in quelle tre parole SINISTRA (i temi del Lavoro, della Giustizia sociale, ecc..), ECOLOGIA (considerare le risorse ambientali e lo stesso ambiente, condizioni ed energie primarie per sviluppare la vita degli uomini e bene comune da tramandare alle generazioni future), LIBERTA’ (i diritti individuali e collettivi, la democrazia quale contesto essenziale in cui sviluppare la crescita, la promozione e le scoperte dell’Uomo e dell’Etica).
ü    Potenziare la leadership nazionale di Vendola quale traghettatore del processo della Sinistra moderna;
ü    Conquistare l’orgoglio che proprio dalla Puglia, dal Sud riparta la questione meridionale come questione di cambio di passo della politica nazionale di sviluppo aperta all’internazionalismo, unitaria ma rispettosa dei destini di un territorio regionale, come espressione autonoma e democratica dei propri cittadini. Così come per i Comuni.
 
Questi i temi e le sfide di una elezione regionale che non è solo un appuntamento ordinario di rinnovo di cariche ma è una precisa, fondamentale condivisione di una prospettiva politica ed amministrativa che dalla Puglia, con la vittoria di Vendola e di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’, potrà espandersi in tutta Italia: sia per aprire dal basso un epocale processo unitario delle culture e delle donne e uomini del Progresso sia, così, preparare l’alternativa etico-politica del dopo Berlusconismo. Ecco perché non si può sciupare il voto né mancare questa occasione storica,
 
Anche per Molfetta l’obiettivo è rafforzare la rappresentanza democratica molfettese in Consiglio regionale e radicare SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’, quale punto di svolta storica ad un troppo lungo processo di lacerazioni delle culture democratiche del ‘900 per ricostituire un tessuto connettivo che dal basso faccia ritornare i molfettesi nel Comune ed il Comune in mezzo alla gente. In feconda Libertà.
La candidatura di Tommaso Minervini, che è stato protagonista, insieme ad altri esponenti di varie culture democratiche, nella Provincia di Bari ed a Molfetta del processo fondativo di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’, rappresenta questi temi e rafforza il raggiungimento di tali obiettivi, a partire da Molfetta. Unitamente alla esperienza e capacità del “Fare” di un uomo che Molfetta conosce bene. Molfetta oggi, più che mai, è in grado di valutare le differenze!».
 
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Sig.Dario Minervini, personalmente - non aggiungendo niente di merito e in merito -, condivido la sua opinione così lucida e comprensibile ai più. Vorrei solo aggiungere una mia personale opinione: la politica, quella da Lei e da me condivisa, è morente, prima ferita e villipesa. Condivido l'idea di chi sostiene, per me a ragione, che la Storia, in situazioni e tempi diversi non facilmente comprensibile, si ripete mostrando quelle che sono le vere motivazioni di crisi di valori, di dignità, di unità, di umana consapevolezza. Viviamo un moderno Medioevo nel senso culturale della parola, anche se assurdo in una società tecnologicamente avanzata e consumistica. In poche parole, necessitiamo di una "rivoluzione", parola che ai più sembra minacciosa. Niente di tutto questo. Una "rivoluzione culturale", così ben decritta e rappresentata dal pensatore Raimon Penikkar, nel suo "Pace e disarmo culturale". "Una cultura - dominante nel cosidetto primo mondo - fatta di arroganza, di brama di potere, di interessi economici, di complessi di superiorità. Perchè ci sia pace in terra dobbiamo compiere una rivoluzione interiore per vincere l'inerzia della mente e accettare di guardare la realtà da un altro punto di vista, di porci domande differenti. Non si tratta di una discussione di mezzi, quanto piuttosto di una discussione sui fini stessi della vita. La pace è un desiderio di dialogo che nasce quando ci rendiamo conto che non bastiamo a noi stessi, ma possiamo imparare qualcosa dagli altri mettendo in comune le nostre esperienze. In questo senso, non riguarda esclusivamente la politica, l'etica o la religione: è un compito integralmente umano al quale, come uomini, siamo chiamati." -
Gentile Minervini Tommaso, la prego di aiutarmi a comprendere meglio il suo comunicato stampa che recita testualmente: “Superando le categorie del '900, portando nel futuro il meglio di quei Valori e declinandoli, sul piano concreto, al futuro.”.Come intende superare le categorie del '900? Chiedendo lumi a Gianfranco Fini, che alcuni anni or sono la sosteneva dal palco elettorale eretto in Corso Umberto. Non ho nulla con chi cambia idea (anche più volte) ma chiamare in causa le categorie del '900 mi sembra quantomeno inopportuno. Il diritto al lavoro fu di Giacomo Brodolini, il diritto alle pari opportunità della sinistra femminista, e potremmo continuare a lungo sulla necessità delle categorie del '900. Lei è un socialista di quelli che hanno un programma riformatore ardito al punto da poter condividere percorsi politici anche con partiti di destra. Ma la destra e la sinistra sono due cose diverse, anche se la televisione ci insegna il contrario e le ideologie sono il fondamento etico della politica, anche se c'è chi preferisce l'appiattimento di tutti gli orientamenti valoriali. La sinistra, foss'anche quella del post-'900, crede nello Stato, nel suo ruolo regolatore, nella giustizia sociale prima di ogni cosa. Gli altri pensano che ci possano essere compromessi su questi temi. Evidentemente lei si può permettere in prima persona questi compromessi ma per i giovani con un lavoro precario (che oggi vivono la condizione di insostenibilità sociale che la sua generazione ha regalato loro) e per gli operai che non portano più uno stipendio a casa, questo superamento del '900 potrebbe risultare poco congeniale. Purtroppo quello che alcuni considerano estremismo ideologico è solo un bisogno politico di coerenza. Lei rappresenti pure la sua esigenza riformatrice, e riformi pure il suo concetto di rappresentanza in chiave postmoderna, ma con i problemi seri bisogna essere seri e l'elenco delle belle parole non è sufficiente. Cordialmente Dario Minervini



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