Recupero Password
Molfetta, oggi visita alle orme di dinosauri a cura dei Club Rotary e Lions
21 maggio 2011

MOLFETTA - Visita alle orme di dinosauro (foto) in contrada S. Leonardo (foto gallery) a Molfetta, oggi a partire dalle ore 15, su iniziativa dei Club Rotary e Lions.
L’interessante scoperta, che “Quindici” rivelò in anteprima e in esclusiva il 15 ottobre del 2007, appena le orme furono scoperte, sarà illustrato dalla prof.ssa Antonia Iannone, del dipartimento di Geologia e Geofisica dell'Università di Bari e dal dott. Marco Petruzzelli.

Lo scopo è quello di valorizzare tutelare e rendere fruibile alla comunità il sito geologico-paleontologico.
Dalle ore 15 una navetta con partenza da piazza Cappuccini, accompagnerà i visitatori.
© Riproduzione riservata

Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""

In una grande pianura inesplorata del Sud America, il paleontologo Luis Chiappe ha trovato q1ualcosa di straordinario: i primi frammenti di pelle di dinosauro in uova di 80 milioni di anni fa. Tutto cominciò nel novembre del 1977. Siamo nei pressi di un vulcano spento L'Auca Mahuida, a 965 chilometri a sud di Buenos Aires, in Patagonia. Gran parte di questa terra, che rappresenta uno dei più ampi cimiteri di dinosauri nel mondo insieme alla Mongolia, alla Cina e a parti dell'America Occidentale, è ancora inesplorata. Con la sua equipe il paleontologo Luis Chiappe ha riportato alla luce 195 nidi di dinosauri che custodivano centinaia di uova. Un tesoro che custodiva non solo ossa ma anche lembi di pelle embrionale fossilizzata. Questo caso unico ha dato la possibilità agli scienziati di attribuire le uova di dinosauri sauropodi, i giganteschi erbivori vissuti 100 milioni di anni fa, e di immaginare l'anatomia dei piccoli. Nidi e uova di dinosauri possono svelare come questi animali si riproducevano e quali caratteristiche avevano i piccoli appena nati. Le uova e gli embrioni di dinosauro potrebbero appartenere, secondo gli scienziati, al diplodoco o al titanosauro due specie di sauropodi. Ma potrebbero essere state deposte da una specie ancora sconosciuta. Il diplodoco visse nel tardo Giurassico, circa 130 milioni di anni fa. Era alto nove metri e lungo 27. Il titanosauro visse invece nel Cretaceo fra i 100 e gli 80 milioni di anni fa. Più piccolo del diplodoco, la sua altezza era circa di sette metri e la sua lunghezza 19 metri. “I dinosauri abitavano qui fra gli 89 e i 71 milioni di anni fa, quando erano abbondanti l'acqua e il cibo. La vegetazione era orgogliosa, adatta all'alimentazione dei dinosauri erbivori, così come non mancavano le prede per i dinosauri carnivori”, conclude il paleontologo. Ed è proprio grazie all'acqua che si sono conservati così a lungo resti fragili come embrioni e uova. Nel corso dei secoli, infatti, i fiumi in questa regione sono straripati più volte, sommergendo le uova e facendo annegare gli embrioni nel loro interno. Con il passare del tempo, i depositi di fango e di altra terra hanno sotterrato sempre più profondamente queste creature. Dopo più di 65 milioni di anni sono arrivate le glaciazioni, durante le quali veloci movimenti d'acqua hanno eroso questi antichi sedimenti, formando una zona di valli, di colli e di canyon. E soprattutto hanno riportato alla luce vasti cimiteri di dinosauri. Alcune caratteristiche di cranio collegano questi embrioni al diplodoco, gigantesco sauropode. Ciò che ora sappiamo con certezza è che i sauropodi deponevano uova in enormi colonie e vivevano in gruppo con un capo riconosciuto: sono necessari altri approfondimenti e scoperte. Chissà se l'orma di dinosauro della contrada S.Leonardo, ci porterà qualche altra stupefacente verità sconosciuta: un "Mlfetsauro"?
Molto strano tutti questi anni di silenzio! I Dinosauri, eccezionali testimonianze di vita. In molte parti del mondo (Italia compresa) sono state rinvenute impronte lasciate milioni di anni fa dal passaggio di animali, soprattutto dinosauri. Queste piste rappresentano un'importantissima fonte di informazione per lo studio del loro comportamento. Rendono possibile, per esempio, risalire all'andatura di marcia di quegli enormi bestioni. In qualche caso possono addirittura imprimere nella roccia momenti di vita, come quello della caccia. E' questo il caso di impronte trovate in Texas da Roland T. Bird, paleontologo dell'American Museum of Natural History: si tratta di quelli di un giovane brontosauro vittima di un feroce allosauro. Altre piste invece suggeriscono comportamenti sociali. Ne sono un esempio le sei sequenze di impronte di carnivori, tutte orientate nella stessa direzione, rinvenute nel Peace River Canyon del Canada o quelle ritrovate dallo stesso Bird in Texas e appartenenti a grandi Sauropodi che si spostavano in branchi. Il paleontologo Robert Bakker, studiando queste ultime, ha addirittura sostenuto che erano state lasciate da un gruppo organizzato, con i giovani al centro, protetti dagli adulti. Eccezionali testimonianze fossili sono senza ombra di dubbio uova ed embrioni. Uno dei siti più famosi si trova nello Stato del Montana ed è stato ribattezzato, non a caso, “Egg Mountain” (montagna delle uova). Può far sorridere, ma tra le testimonianze fossili ci sono anche gli escrementi. Si chiamano “coproliti” e forniscono informazioni preziose sull'alimentazione degli animali che li hanno depositati. Uno degli ultimi ritrovamenti appartiene al tirannosauro rex. Le feci (44 centimetri di lunghezza per oltre due litri di volume) sono piene di ossa triturate, che provano come il più feroce dei dinosauri preparasse la preda per la digestione, mordendola ripetutamente prima di inghiottirla. -

Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet