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Molfetta, la Guardia di Finanza sequestra camion con prodotti contraffatti
21 aprile 2004

MOLFETTA – 21.4.2004 I finanzieri del Comando Provinciale di Bari appartenenti alla Tenenza di Molfetta hanno dato corso, alle prime luci dell'alba di ieri, ad una brillante operazione di servizio lungo una delle rotabili di maggiore interesse del nord barese, la SS Bis. Dopo lunghe e complesse indagini, scaturite dall'intensa attività di riscontro dei dati raccolti su strada dalle pattuglie impegnate nella attività di controllo del territorio, le Fiamme Gialle hanno deciso di monitorare un automezzo sospetto che spesso, ad alta velocità, percorreva al mattino la strada statale che unisce diversi ed importanti centri della provincia barese. Una pattuglia in abiti civili ha dunque iniziato una perlustrazione lungo la rotabile, mentre un'altra pattuglia in divisa era nascosta pronta ad intervenire, in uno degli svincoli di accesso. Poco dopo le sei, l'automezzo è stato intercettato dalla prima pattuglia e, a distanza di qualche chilometro, la seconda pattuglia ha fermato i conducenti. L'atteggiamento dei due è risultato palesemente sospetto. A seguito di ripetute tergiversazioni e solo dopo l'ennesimo invito dei militari, finalmente il bagagliaio è stato aperto. All'interno, chiuse in professionali kit comodamente trasportabili a mano, sono state scoperte attrezzature meccaniche di notevole valore con marchio contraffatto: martelli pneumatici, generatori di corrente e trapani, marchiati Bosch, Hitachi e Honda. Marche di livello internazionale che i due soggetti vendevano porta a porta ad ignari acquirenti: una attività lucrosa che avrebbe fruttato diverse centinaia di migliaia di euro e che i contraffattori svolgevano con guadagni considerevoli da mesi, come prova un blocchettario rinvenuto dai militari, con tanto di date ed incassi. Tutti i proventi illeciti ora saranno tassati. Il meccanismo era rodato e lucroso. I due improvvisati imprenditori acquistavano le attrezzature verosimilmente dalla Cina, confezionavano gli stessi e vi apponevano marchi falsi spacciandoli per originali, con un prezzo vantaggioso poiché 5 volte più basso di quello di mercato. Un giro di affari notevole, con ampi margini di guadagno e tuttavia pericoloso, non solo per la turbativa creata sul mercato legale, ma anche perché le attrezzature, certamente destinate ad un uso già di per sé foriero di infortuni accidentali, erano prive del marchio CE e dunque non commercializzabili. Leonardo de Sanctis
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