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Molfetta, l'opposizione, revoca del Piano dell'agro: Azzollini, andiamo avanti, ritocchi solo nel consiglio di approvazione
07 luglio 2011

MOLFETTA - Non si ferma l’iter amministrativo del Piano dell’Agro, agli atti della Procura di Trani per l’inchiesta «Mani sulla città». I consiglieri di opposizione Gianni Porta (Prc) e Mauro de Robertis (Sel) hanno presentato al Consiglio comunale un ordine del giorno per chiedere la revoca del Piano dell’Agro, come «autotutela per il Comune di Molfetta» (adozione lo scorso 14 febbraio a maggioranza).
Non è ancora uno strumento urbanistico esecutivo, per cui non ha senso annullarlo, la replica del sindaco Antonio Azzollini, che ha chiesto all’opposizione il ritiro dell’odg e alla maggioranza di centrodestra di votare contro quella formulazione. L’amministrazione Azzollini è pronta a rivedere quel piano «anche in uno spirito di collaborazione con l’opposizione», ma solo quando tornerà in consiglio con le osservazioni proposte da operatori del settore o cittadini. Solo in quell’occasione saranno prese le opportune decisioni con la possibilità di rivederlo parzialmente o in modo integrale, di modificarlo o di lasciarlo intatto, ha aggiunto Azzollini, assicurando «massima disponibilità di tutta la maggioranza a valutare le opzioni possibili senza preclusione alcuna e senza pregiudizi».
Il centrosinistra ha così chiesto la sospensione dell’iter di approvazione del piano, ancora rigettata dal sindaco Azzollini, che ha ribadito la volontà politica di rivedere la questione al momento della presentazione in consiglio delle osservazioni. Contraria all’odg tutta la maggioranza, favorevole l’opposizione.
Il sindaco Azzollini e la sua amministrazione sono davvero disposti a rivedere il Piano dell’Agro, eliminando i presunti illeciti rilevati dalla Procura di Trani (e in aula consiliare dall’opposizione durante l’adozione e nella successiva conferenza)? Sembra ci siano interessi che possano travalicare la politica stessa. Infatti, notevoli sono i vantaggi finanziari che si possono ottenere nel momento in cui un terreno è reso edificabile.
Incriminate sono i contesti rurali periurbani CR4a di Levante e di Cala San Giacomo: per i terreni a Levante (alcuni di proprietà di famigliari del dirigente Altomare, e non solo) non sono previste destinazioni d’uso e gli interventi edilizi non sono soggetti a piano particolareggiato, dunque non è fissato alcun vincolo per l’urbanizzazione. Su Cala San Giacomo insistono terreni di assessori attualmente in carica e di loro famigliari, di ex revisori dei conti e di sodali dell’amministrazione. Inoltre, il contesto della cala, determinato come periurbano, è assente dalla cartina consegnata all’opposizione lo scorso novembre 2010 per l’analisi del piano, ma soprattutto non compare nel piano redatto dall’Università di Agraria di Bari.

© Riproduzione riservata
 
Autore: Marcello la Forgia
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