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Molfetta, l'opposizione chiama Azzollini a rispondere in Consiglio dell'azzeramento della Giunta Per la mancanza di almeno una donna nella squadra degli assessori tutti i provvedimenti, con la pronuncia del Consiglio di Stato, sono a rischio annullamento. I partiti di opposizione invitano il Sindaco a riferire cosa intende fare per rimediare
18 aprile 2009

MOLFETTA -Giunta azzerata e provvedimenti amministrativi finora adottati a rischio annullamento. Queste le conseguenze dell'ultima bocciatura del Consiglio di Stato della domanda cautelare presentata dall'amministrazione Azzollini per la sospensione della sentenza di primo grado, avvenuta a inizio aprile. Per la terza volta Azzollini è messo di fronte al suo mancato rispetto dell'art.37 dello statuto comunale che salvaguarda la parità nella partecipazione politica di uomini e donne. Per questo motivo i consiglieri di opposizione hanno chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario. “Sino al deposito della sentenza definitiva del Consiglio di Stato – si legge nella richiesta - l'amministrazione comunale rimarrà di fatto bloccata ed impossibilitata ad adottare ogni e qualsivoglia provvedimento…la comunità non può permettersi di rimanere per un tempo indefinito priva di organo esecutivo”. Ci sarebbe, secondo i consiglieri, la necessità e l'urgenza che il Sindaco riferisca nella massima assise cittadina cosa intende fare per tutelare tutti gli atti amministrativi posti in essere dalla sua Giunta la cui validità è stata travolta dalla sentenza del Tar. Inoltre a firma di Giovanni Abbattista, Mino Salvemini, Saverio Patimo, Giuseppe De Candia, Nicola Piergiovanni, Leonardo Siragusa, Giovanni Porta, Carmela Minuto, Pino Amato, Mauro De Robertis è stato depositato anche un ordine del giorno che invita Azzollini a provvedere immediatamente alla nomina della giunta comunale nel rispetto dell'art. 37, quindi con la presenza di almeno una donna e “ad adottare tutte le iniziative ed i provvedimenti ritenuti idonei a fare salvi gli atti adottati dalla giunta comunale e dal Consiglio Comunale”.
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CHE ITALIA DI M£$%?% Ogni tanto mi capita di andare, per qualche minuto, in depressione. Guardo il mondo che mi circonda, guardo le interminabili colline che si presentano di fronte alla nostra vita, guardo con stupore il semplice fatto che da altre parti del mondo le persone hanno una capacita' di rispettare gli altri ben superiori a quelle di noialtri. Le canzoni aiutano a far sorgere i ricordi, a far pensare a quanto poco basterebbe per migliorare la vita di tutti noi se solo fossimo tutti un po' meno egoisti (o egotisti in determinati casi). VIVIAMO IN UN PAESE DI ME.... ma non possiamo cercare la colpa nella terra, non possiamo cercarla nelle nazioni estere, perché il malessere che stiamo vivendo è causa diretta della maggioranza di noi, una maggioranza di STR....., che non hanno rispetto di niente e di nessuno, una maggioranza che cerca sempre di calpestare gli altri per avere un po' di più. BASTA, BASTA! Ci sono quelli che non appena possono ti scaricano vagoni di ME... in faccia solo per poter guadagnare punti politici agli occhi degli altri. Ci sono quelli che superano la fila sulla destra, per immettersi prima nell'incrocio. Quanti “INTELLIGENTI” ci sono in Italia? Temo stiano diventando la maggioranza! MI STO ROMPENDO I CO... di vivere in un luogo dove non c'é il minimo rispetto per il prossimo, una nazione in cui solo i più BAST... vivono, perchè tutti gli altri sono costretti a sopravvivere. Troppe persone dovrebbero farsi un approfondito esame di coscienza, domandandosi il perchè di molte loro azioni. “Mors Tua, Vita Mea” non e' uno stile di vita che apprezzo, non siamo mica un popolo che deve schiacciare il prossimo per la propria sopravvivenza. Peccato che siano proprio quelle persone che, davanti all'esame di coscienza, sperano di superare anche quello con una bustarella. LO FACCIAMO PERCHE' SIAMO DEI COGL...., lo facciamo perchè ci sono poche persone che non ci insegnano il contrario.
NON E' UN'OPINIONE... DEDICATA A "NASTRO AZZURRO DONNA" (non bevetene tanta...). In Italia ogni comune, regione, provincia (in verità anche le leggi elettorali nazionali) può prevedere all'interno del suo statuto delle misure che favoriscano il riequilibrio della presenza femminile nella composizione di giunta e consiglio. Abbiamo visto come questi statuti 'paritari' siano fondamentali (vi ricordate il caso di qualche giorno fa relativo al comune di Molfetta , condannato dal Tar poichè non aveva in giunta il numero di donne che il suo statuto prevedeva). A Castelnuovo Rangone, in Emilia-Romagna provincia di Modena, dall'aprile di quest'anno si è addirittura inclusa nello statuto una clausola che prevede la parità dei sessi in Giunta: 50% di donne, 50% di uomini. Ecco l'art. 33 dello statuto di Castelnuovo, che stabilisce che "La giunta comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero di assessori sino ad un massimo di sette, e deve essere composta in egual numero da uomini e donne". Lo Statuto, così modificato, recepisce il nuovo art. 51 della Costituzione ("Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini"). L'articolo 51, modificato nel 2003, ha permesso che tutte le strutture elettive italiane possano introdurre strumenti per il riequilibrio della presenza femminile in politica: le cosiddette quote. L'Assessore alle Pari Opportunità Daniela Sirotti Mattioli commentava: "La Conferenza delle Elette della provincia di Modena - un organo bipartisan con componenti di ogni parte politica - ha chiesto ai Comuni di garantire il 33% di donne nelle Giunte. Noi siamo andati oltre - primi in Regione e tra i primissimi a livello nazionale - prevedendo il 50% di donne nella Giunta, accogliendo in pieno le istanze della campagna "50e50...ovunque si decide". Noi con il provvedimento del 50% non imponiamo a nessuna donna di fare politica, ma vogliamo stimolare e favorire una partecipazione che arricchisca la vita della società di Castelnuovo, e sia anche educativa per le giovani generazioni". Ed ecco il sindaco di Castelnuovo, Roberto Alperoli: "L'Italia è un paese malato, ed è malata anche la sua politica. C'è un deficit di civismo, di cultura civica, di cura della cosa pubblica; di questa malattia è parte integrante la scarsità di donne nei posti di governo: il provvedimento che abbiamo approvato è un elemento essenziale per avviare un processo di guarigione, che rappresenta un'iniezione di civiltà". Evviva!


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