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Molfetta, in arrivo volantini pubblicitari a valanga. Rigetto dei cittadini anche per i cartelloni stradali
28 maggio 2011

MOLFETTA - Le cassette della posta dei cittadini di Molfetta stanno per essere invase da un nuovo volantino pubblicitario. La campagna promozionale è attiva da qualche settimana e ha promesso l’apertura a Molfetta "del più grande centro commerciale in Italia". Quella che per gli autori è una trovata pubblicitaria non è altro che un fake, come si direbbe in rete, o semplicemente un raggiro. O in gergo giornalistico "Una bufala".

L’effetto annuncio, complice l’agenzia editrice anche della testata giornalistica on line che ha ideato e promuove la campagna, è durato poco e ha finora prodotto una grande delusione nei cittadini che hanno scoperto che riceveranno semplicemente il catalogo della salumeria sotto casa alternata a una cravatta e un bagnoschiuma. Basta leggere i commenti sulla pagina facebook del Centro commerciale. https://www.facebook.com/pages/Centro-Commerciale-3C/193160774052552  per rendersene conto.
Peccato che se i cittadini se ne sono già accorti, i commercianti della città tardino ad arrivarci (sono indietro di qualche decennio).
Se questa è la ricetta innovativa per risollevare il commercio nel centro città a Molfetta e fare concorrenza ai veri centri commerciali della zona industriale, allora stiamo davvero messi male. Negli Stati Uniti la vendita per catalogo è nata ai primi del Novecento e la stessa modalità di vendita è stata importata in Italia da Postalmarket negli anni Sessanta. Esperienza rivelatasi fallimentare nel 2007.
Dopo il finto business dei cartelloni pubblicitari che continuano a deturpare la città e a sottoporre i cittadini a un effetto overdose (non li guarda più nessuno al di fuori degli autori del messaggio pubblicitario: un inutile spreco di soldi per clienti allocchi), con il volantino selvaggio ormai siamo vicini alla crisi di rigetto. Insomma, un grande flop.
Sicuramente delle cassettine della posta, e anche il rimedio della cassetta condominiale porta pubblicità si sta dimostrando insufficiente. Anzi troppo spesso così strabordante che i volantoni finiscono a terra e sporcano la città. Il fatto più grave è che i volantini impediscono al postino di inserire in cassetta le lettere importanti come un estratto conto della banca, che resta alla mercé di tutti o finisce per terra, alla faccia del segreto postale. Qui si sfiora il reato.
Sarebbe necessaria una regolamentazione, vietandone la diffusione, ma all’amministrazione comunale di centrodestra di Molfetta che permette ben altri abusi è forse chiedere troppo.
 
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Autore: Q
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ma perchè no accettate chi la pensa in maniera diversa da voi? non capisco proprio cosa ha di sbagliato il mio ragionamento?una persona seria che riesce a spiegarmi do ve sbaglio?ripeto il mio oncetto e voglio che qualcuno mi spieghi se sbaglio e dove io ogni votazione giudico chi ha governato e se mi ha soddisfatto lo rivoto altrimendi do fiducia all'altro e non voto ad occhi chiusi solo perchè sono di sinistra, di centro o di destra mi sento libero!esempio votai prodi che poi governò male(secondo me perchè ci riempì di tasse ed io essendo dipendete pagai fino all'ultimo mentre chi evade evidentemente no) poi ho votato berlusca e credo di non rivotarlo ma mi riservo di decidere quando sarà il momento di votare. E poi questa mia posizione cristallina credo che sia un vero gioello di democrazia e poi moltissimi italiani la pensano come me se evidentemente una volta vince uno una volta l'altro.Per quanto riguarda il dubitare di se stessi come segnale di intelligenza io non mi reputo intelligente quando l'ho detto?Ultimo messaggio all'amico democratico se io voto berlusconi e vince la democrazia è a rischio se io voto prodi la democrazia è salva, se tu cambi la costituzione va bene se la cambia berluconi è a rischio la democrazia e la costituzione va difesa? non capisco bisogna essere democratici veri non a parole imparate che volete vincere dovete convicrmi a votarmi non dovete coprirmi di improperi (come ha fatto berlusca ed ha perso....capita la lezione?) aspetto fiducioso vostre notizie.....firmato un uomo libero
ma perchè no accettate chi la pensa in maniera diversa da voi? non capisco proprio cosa ha di sbagliato il mio ragionamento? una persona seria che riesce a spiegarmi do ve sbaglio? ripeto il mio concetto e voglio che qualcuno mi spieghi se sbaglio e dove.....io ogni votazione giudico chi ha governato e se mi ha soddisfatto lo rivoto altrimendi do fiducia all'altro e non voto ad occhi chiusi solo perchè sono di sinistra, di centro o di destra...mi sento libero!!!!esempio votai prodi che poi governò male(secondo me perchè ci riempì di tasse ed io essendo dipendete pagai fino all'ultimo mentre chi evade evidentem,ente no) poi ho votato berlusca e credo di non rivotarlo ma mi riservo di decidere quando sarà il momento di votare. E poi questa mia posizione cristallina credo che sia un vero gioello di democrazia e poi moltissimi italiani la pensano come me se evidentemente una volta vince un una volta l'altro. a dimenticavo ho votato 2 volte prodi e due volte berlusconi. forse il problema è la scarsezza dei candidati e delle alternative nonchè dei programmi e poi ieri ho rivisto prodi....che brividi ragazzi. Per quanto riguarda il dubitare di se stessi come segnale di intelligenza io non mi reputo intelligente quando l'ho detto? ma tu non sei corretto ad offendermi io non offendo nessuno. Ultimo messaggio all'amico democratico se io voto berlusconi e vince la democrazia è a rischio se io voto prodi la democrazia è salva....se tu cambi la costituzione va bene se la ambia berluconi è a rischio la democrazia e la costituzione va difesa? non capisco bisogna essere democratici veri non a parole....se berlusca vince deve governare e poi noi nelle urne lo bocciamo basta con le chiacchiere per non parlare dei magistrati un paese democratico europeo occidentale non può permettersi di far cadere un governo dem eletto da magistrati, credo non sia mai capitato in europa solo in italia e mi riferisco al governo prodi con l'avviso a mastella. i magistarti devono fare il proprio lavoro in autonomia devono colpire i politici ma bisogna trovare un modo per tenere i governi al riparo da golpe dei magistrati. vedete è un fatto molto serio perchè domani un magistrato dii destra potrebbe fare anche di peggio ad un fututo governo di sinista e non lo ritengo giusto ne se è di sinistra ne se è di destra e tornando alla costituzione prevedeva non a caso l'impunità parlamentare. i miei 4 tempi sono un orologio svizzero caro democratico buona giornata a tutti e viva la libertà...godetevela fino in fondo.....finchè ce ne.....!!!!!







Di ciò si era ben reso conto Marx in quel passo che ora vale la pena di rileggere: “La borghesia ha avuto nella storia una funzione sommamente rivoluzionaria. Dove è giunte al potere, essa ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliache. Essa ha lacerato senza pietà i variopinti legami che nella società feudale avvicinavano l'uomo ai suoi superiori naturali, e non ha lasciato tra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, lo spietato “pagamento in contanti”. Essa ha affogato nell'acqua gelida del calcolo egoistico i santi fremiti dell'esaltazione religiosa, dell'entusiasmo cavalleresco, della sentimentalità filistea. Ha fatto della dignità personale un semplice valore di scambio; e in luogo delle innumerevoli libertà faticosamente acquisite e patentate, ha posto la sola libertà di commercio senza scrupoli. In una parola, al posto dello sfruttamento velato da illusioni religiose e politiche, ha messo lo sfruttamento aperto, senza pudori, diretto e avido. La borghesia ha spogliato della loro aureola tutte quelle attività che fino ad allora erano considerate di venerazione e di rispetto. Ha trasformato il medico, il giurista, il prete, il poeta, lo scienziato in salariati al suo stipendio. La borghesia ha strappato il velo di tenero sentimento che avvolgeva i rapporti di famiglia, e li ha ridotti a un semplice rapporto di denaro.” – Scrive ancora Marx: “Le persone esistono qui l'una per l'altra soltanto come rappresentanti di merce, quindi come possessori di merci. Troveremo in generale, man mano che la nostra esposizione procederà, che le maschere economiche caratteristiche delle persone sono soltanto le personificazioni di quei rapporti economici, come depositari dei quali esse si trovano l'una di fronte all'altra.” Ma, come sappiamo da Omero, “Nessuno è il nome di qualcuno” che entra in relazione sociale non come individuo, come se stesso, ma solo come titolare di interessi, come loro rappresentante. In questo modo “Nessuno” diventa il vero nome di ogni individuo a cui l'economia ha tolto la specificità del volto sotto la maschera della rappresentanza economica. -

Non ci sono più idee. Non ci sono più valori. Non se ne producono più. La passività e l'inerzia sembrano caratterizzare l'atmosfera del nostro tempo, dove l'impressione è che nessuno abbia una storia da scrivere né passata né futura, ma solo energia da liberare in una sorta di spontaneità selvaggia, dove non circola alcun senso, ma tutto si esaurisce nella fascinazione dello spettacolare. Viene allora da chiedersi come mai dopo tante rivoluzioni un secolo o due di apprendistato politico,, nonostante i giornali, i sindacati, i partiti, gli intellettuali e tutte le energie preposte a sensibilizzare gli uomini alla loro storia, si trovano solo mille persone che reagiscono, e milioni di persone che rimangono passive e preferiscono, in perfetta buona fede, con gioia e senza neppure chiedersi il motivo, un incontro di calcio a un dramma umano o sociale. La risposta va forse cercata nel fatto che, bombardati come siamo da stimoli, messaggi, test e sondaggi, le nostre teste sono diventate il luogo dove circolano idee e valori che noi non abbiamo “prodotto”, ma semplicemente “assorbito”. Teste e cuori, quindi che non si “esprimono”, ma si “sondano”, non per conoscere le loro idee o i loro valori, ma per verificare il grado di efficacia dei media nell'inculcare in loro un'idea o un presunto valore, e poi appurarne l'indice di gradimento. Fino a trent'anni fa “bastava produrre senso (politico, ideologico, culturale, sessuale) e la domanda seguiva naturalmente, assorbiva l'offerta e la superava. Oggi è la domanda di idee e di valori a essere venuta meno, e la produzione di questa domanda pare il problema cruciale che la civiltà occidentale, se ancora riesce e vuol restare all'altezza della sua storia, deve saper affrontare. Senza questa domanda, senza una curiosità ideativa, senza una partecipazione anche minima al mondo delle idee e dei valori, la “società” diventa “massa” che, come un buco nero, “risucchia energia sociale e non la infrange più”. La massa, infatti, assorbe tutte le idee e non le elabora alcuna, accoglie tutti i valori e semplicemente li digerisce, “dà a tutti gli interrogativi che le sono posti una risposta tautologica”, che è poi quella appresa dallo schermo televisivo. Non essendo sua, questa risposta non coinvolge la sua partecipazione, ma in un certo senso, scrive Baudrillard, “fa massa”, e dove si fa massa tutta l'energia sociale implode.-


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