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Molfetta, il riassetto dell'ospedale e le speculazioni politiche
21 giugno 2012

MOLFETTA - LA SANITA’: sotto questa parola vengono convenzionalmente raggruppate tutte le attività volte alla tutela della salute dei Cittadini. Per gestire un’attività così strategica esiste, come succede dappertutto nel mondo, un Ministero con portafoglio (appunto il MINISTERO della SALUTE) che ha un budget annuale di molte centinaia di miliardi di Euro e che rappresenta una delle voci più importanti di bilancio dello Stato.

Il Servizio Sanitario Nazionale con le sue strutture opera in Ospedali, Ambulatori, Centri di Ricerca, Funzioni assistenziali, ecc., delegando la gestione operativa propriamente detta alle Regioni, anch’esse con un budget, strutturate con un Assessorato alla Salute che ha come compito istituzionale quello di assicurare risorse per uomini, mezzi, strutture, medicinali, mezzi diagnostici questi ultimi forniti da Imprese molto specializzate (industrie farmaceutiche, diagnostiche). Si tratta della gestione di risorse immense che, in molti casi, scateno gli appetiti ingordi sia di chi, da pubblico amministratore che ha la delega a operare in questo campo, sia di chi, per poter accedere – imprese fornitrici – ai cospicui appalti collegati all’attività, non esita a corrompere con ogni mezzo illecito il funzionario che, da parte sua ne ha un indebito tornaconto. In altre parole, la corruzione e lo spreco che ne deriva, nella Sanità, ancora oggi la fanno da padrone, aggravando i bilanci e impoverendo le prestazioni.
 
Questa situazione che genera inefficienza, spesa fuori controllo, burocrazia elefantiaca, che si protrae da decenni malgrado le inchieste giudiziarie che continuamente arricchiscono le cronache dell’informazione, sembra non accenni a modificarsi: gli scandali che emergono, di tanto in tanto, lo testimoniano. Il danno per lo Stato e, di riflesso, per i Cittadini è enorme.
 
Si cerca, in tutti i modi di porre un argine a questo fiume maleodorante di corruzione, disonestà che fa sì che la spesa aumenti ma le prestazioni siano sempre più risicate.
 
Per porvi argine le Regioni devono, spinte anche dalle ristrettezze della crisi che grava sulla Nazione, cercare di soffocare la corruzione e al contempo di reperire le risorse che si sprecano per questo gioco malsano e che non si riesce ancora a controllare. Lo fanno forse nel modo peggiore: penalizzando o riducendo i servizi, in alcuni casi, al minimo indispensabile. Un’azione che potrebbe essere coerente con l’obiettivo di riorganizzare, è stata individuata, dalla Regione Puglia e non solo, nel Riassetto ospedaliero.
Si sono rincorse e si rincorrono continuamente voci allarmistiche, a volte prive di fondamento ed incontrollate, sulle modalità di attuazione di questi …provvedimenti che sono, senza altre perifrasi dei veri e propri dolorosissimi sacrifici, a carico di chi è più debole ed esposto: Il malato.
 
Tutti Cittadini, politici, Società civile riconoscono che il punto in cui siamo necessita di interventi traumatici; pur tuttavia, nessuno, come è ovvio, ci sta a subirli i sacrifici. La conseguenza è una specie di corsa a chi – compagine politica più che altro – fa prima a schierarsi a baluardo contro gli “iniqui” provvedimenti presi per la razionalizzazione di cui sopra.
 
Il risultato? Ancora più confusione, impotenza, paura di veder, ancor più che prima, modificato in peggio il quadro assistenziale che, c’è anche da riconoscerlo, quello del nostro (Italiano) S.S.N. è un sistema che molti ci invidiano. Noi crediamo che almeno al momento in cui scriviamo queste note, pochi o nessuno abbia chiaramente idea della dimensione e dei destinatari dei provvedimenti che, nella maggior parte dei casi, riguardano tagli e/o spostamenti di strutture, prestazioni, Operatori da un centro di cura ad un altro.
 
A Molfetta, chi ha reagito prima, non tanto per riflesso pavloviano-istituzionale, ma essenzialmente per la ragione politica che l’Ente – la Regione Puglia - è governato da una compagine di Sinistra è stato lo schieramento di maggioranza a Palazzo di Città: il Centro Destra (nella foto, il manifesto del Pdl). E’ stato organizzato un Consiglio comunale monotematico, tre dei partiti di maggioranza hanno pubblicato ed affisso un manifesto nel quale, ad essere obiettivi, sono enunciati concetti generici riguardanti gli eventuali tagli: secondo noi hanno voluto, per usare una metafora, occupare il posto, prima che altri Partiti (l’attuale Opposizione, con i suoi …tempi di reazione), le organizzazioni della Società così detta “civile”,  possano precederli.
 
Noi pensiamo che la materia sia di una tale importanza che dovrebbe prescindere dagli interessi di bottega sia della Maggioranza che dell’Opposizione. Ancora una volta, è necessario che un’azione sia portata avanti con coerenza di obiettivi e senza condizionamenti ideologici che, sempre distolgono l’attenzione dalle vere priorità. Dichiarare, come fa il manifesto di cui abbiamo parlato sopra, di … “dura contestazione alle scelte fatte”  senza indicare quali contromosse, oppure di … “difesa dei diritti degli ammalati e degli Operatori” con quali modalità, accusando poi l’Opposizione di atti contrari alle loro azioni, è quanto di più generico e demagogico si possa dire. Non ci sembra il modo migliore per affrontare questa evenienza che, comunque la vogliamo vedere, costituisce un altro grave colpo alle condizioni già non rosee nelle quali la crisi, accoppiata con le conseguenze perverse generate da corrotti e corruttori, ha gettato il Paese ed i Cittadini.
 
Signori politici e politicanti, al bando la demagogia: i malati, i deboli, gli anziani non sono né di destra e men che meno di sinistra. Dunque sappiatevi regolare di conseguenza!
 
Desideriamo, noi di Quindici,  fare una proposta: per una volta, spogliamoci delle “casacche” ideologiche che condizionano i nostri comportamenti. Chiariamoci le idee su che cosa vuol dire “ridimensionamento” dell’Ospedale. Cerchiamo tutti, maggioranza ed opposizione, di trovare le soluzioni che, affrontando gli immani problemi generatisi in anni e anni di gestioni dissolute, da parte di TUTTI, consentano di minimizzare i disagi che certo ci saranno, sperando di risolvere una volta per tutte le storture del sistema.
 
© Riproduzione riservata
Autore: Tommaso Gaudio
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