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Molfetta, il Pdl replica la Pd sulla mancata discussione in consiglio sul doppio incarico di Azzollini
01 dicembre 2011

MOLFETTA - Il gruppo consiliare del Pdl replica alla nota del Pd sull’ultimo consiglio comunale, dove il sindaco-senatore Antonio Azzollini non ha voluto affrontare l’argomento della sentenza della Corte Costituzionale che giudica incompatibile il doppio incarico, avvalendosi di giustificazioni giuridiche da azzegarbugli per evitare perfino il dibattito sull’argomento.

Ecco il comunicato del Pdl, a cui segue una nota di commento del direttore di “Quindici”, Felice de Sanctis:
«In merito alla nota del PD – dice il comunicato del Pdl - sui recenti lavori del Consiglio Comunale che ha trattato il punto all’ODG, richiesto dallo stesso gruppo in uno con gli altri gruppi di opposizione, inerente la questione di incompatibilità Senatore-Sindaco, ci preme ancora una volta sottolineare come l’argomento sia già soggetto ad analisi, studio ed approfondimento presso la sua sede naturale: la Giunta per le Elezioni del Senato della Repubblica.
Quando essa avrà determinato le procedure per addivenire all’eventuale risoluzione finale della problematica, lo stesso Senatore Azzollini si atterrà scrupolosamente ai suoi dettati. In assenza di determinazioni del caso, non vi è, allo stato, possibilità di procedere altrimenti stante il parere anche (dopo il pronunciamento di ben altri giuristi) del Segretario Generale del Comune.
Di qui la richiesta di pregiudiziale alla discussione del punto all’ODG proposta dal gruppo consiliare PDL e l’accoglimento della massima assise cittadina.
In merito alle gazzarre verbali avvenute in Aula richiamate dal comunicato del PD, si rispedisce al mittente l’accusa ricordando agli estensori dello stesso di quali contenuti e tenore fossero pregni gli interventi dei loro rappresentanti in aula, come del resto lo è anche il comunicato stesso: offese velate e mascherate dal solito italiano avvocatesco forbito. Ci pare di poter concludere che in queste vicende l’unico vulnus che appare colpire la nostra massima assise cittadina, ma non solo, e questo, si, distintamente ed evidente, è quello dell’inequivocabile ricerca, da parte di questa opposizione inconcludente e raffazzonata, di ogni pretesto utile per discreditare l’operato di un’Amministrazione, di una maggioranza che invece hanno solo un unico obiettivo: portare a conclusione il loro programma di rilancio globale della città come nei fatti si sta facendo ed è visibile e palpabile in città. Tutto il resto è francamente noia e nulla più».
 
Come commentare questo comunicato? Il Pdl non parla nell’aula consiliare, non dialoga democraticamente con l’opposizione, ma impone votazioni a maggioranza per difendere l’indifendibile sindaco-senatore-presidente Antonio Azzollini che non rinuncia a nessuna poltrona nella sua sete di potere. Un discorso che il Pdl non vuole sentire, servo com’è del padrone, pronto solo ad alzare la mano a comando.
Così il gruppo consiliare non accetta le critiche dell’opposizione di centrosinistra e replica con arroganza.
Che il centrodestra sia incapace di dialogo è ormai un dato di fatto, che il sindaco scappi davanti alle difficoltà, lo ha dimostrato anche “Quindici”: più volte Azzollini non risponde alle nostre domande perché è oggettivamente in difficoltà.
Gli abbiamo posto 10 domande sul porto e sulla draga (“Quindici” ha scoperto il bluff) che potete leggere sul numero della rivista in edicola, ma non ha voluto rispondere, perché non vuole dare notizie ai cittadini. Il porto è cosa sua, altro che quello che viene proclamato sui mega-manifesti affissi in città: “dedicato ai nostri figli”, “questo è quello che stiamo costruendo per le nuove generazioni”. Perché sul porto non c’è trasparenza, cosa si nasconde dietro, come mai la Procura di Trani sta indagando sul porto? Quali irregolarità ci sono? Forse lo scopriremo alla conclusione delle indagini.
E poi è offensivo dedicare ai nostri figli un’opera frutto solo di fantasia, che, se berrà portata a termine fra molti anni al termine dello sminamento del porto, non darà lavoro o, al massimo, condannerà i nostri ragazzi a fare gli scaricatori di porto, per poche decine di posti di lavoro da camalli (la movimentazione merci, ormai è tutta meccanizzata). Il sindaco sull’argomento è fermo agli anni 60.
Ma quando l’opposizione di centrosinistra cerca di discutere in consiglio comunale del doppio incarico (all’argomento la rivista “Quindici” in edicola ha dedicato la copertina), la maggioranza vota in modo servile e tace.
Poi magari replica con il comunicato stampa che precede, per nascondere la verità di una città in ginocchio, in una situazione di degrado, dal quale non si vuole venir fuori, mentre si diffondono comunicati sempre uguali, sotto dettatura del senatore, questi sì noiosi. Ma tant’è, ci dispiace dirlo, la maggioranza di centrodestra non riesce a produrre di più.
Noi giornalisti dobbiamo registrare l’amara realtà che è questa (non la propaganda del sindaco con manifesti pagati dai cittadini) e che non accenna a cambiare: cosa si fa per una sedia in consiglio comunale, del resto il sindaco Azzollini è il miglior esempio di poltronite acuta.
f. de s.
 
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Il centro destra molfettese con gli insediamenti commerciali in una zona nata come produttiva non c'entra assolutamente nulla. Il centro destra con il piano regolatore che ci ha regalato casette da puffi distruggendo l'agro e facendo lievitare spese di manutenzione e vigilanza, e non certo diminuire i prezzi degli immobilinon c'entra assolutamente nulla. La rottamazione dei pescherecci e' stata voluta/pattuita nella svendita italiana all'Europa più o meno contestualmente a quell'osceno cambio lira/euro che ci ha condannati a lenta ma ineluttabile agonia. Sul doppio incarico aveva appena risposto l capogruppo Marzano . il mio pensiero personale e' che se tutti i rappresentanti politici molfettesi riuscissero con doppi o tripli incarichi a fare meta' di quel che ha fatto Azzollini per Molfetta sarebbero i benvenuti. Senza distinzione di partito o parrocchia. La verità e' che tutti, una volta eletti, hanno pensato unicamente ai fatti loro, ad ottenere incarichi ben retribuiti e a programmare la propria rielezione allontanando il giorno in cui sarebbero dovuti tornare a lavorare...la esperienza dei due Minervini ne e' chiara ed esaustiva dimostrazione. Purtroppo questo post e' vecchio e sara' poco letto, ma ricambio i saluti di chi legge, anche perché in Comunità come la nostra, finito il gioco delle parti s deve essere un unico corpo. Più netto e meno bizantino di così non so essere: per me Azzollini e quelli come Azzollini vanno tenuti sino all'ultimo giorno possibile, che siano di destra sinistra o centro. Pasquale Mancini, che non tace. Mai.


A guardare bene la città in giro e in largo, sembra che non esista nessuna amministrazione, nessuna opposizione. La città è in "abbandono" totale per quanto riguarda il vivere civile: sporcizia dappertutto, controlli inesistenti, degrado del territorio....... Ho l'impressione che, questa discussione dovete affrontarla invece, a viso coperto dalla vergogna. Il problema non è destra e sinistra, Pdl o Pd e altre sigle politiche. Il problema vero è la mancanza della cultura politica, il "default" della politica; solamente "politicanti" a caccia di consensi popolari a tutti i costi, solo per sedersi su di una comoda poltrona per poi "impoltronirsi" e godere quei "vergognosi" privilegi acquisiti in anni di imbrogliate e camaleontiche amministrazioni. Purtroppo la "vergogna" non è da politicanti, un problema questo, non solo locale ma nazionale. Necessitiamo di altri, nuovi e diversi paradigmi. Certamente la colpa è di tutti, anche del popolo sovrano, anche la mia, inutile negarlo. Viviamo in una confusione generale e totale, non sarà facile uscirne se resteremo legati e ancorati a vecchie ideologie, in un mondo e in una società cangiante rapidamente e con nuove problematiche da affrontare seriamente e rapidamente. Necessistiamo di un cambiamento "culturale" sociale, tralasciando quelle che sono le sicurezze personali e partitocratiche: rieducarsi al "bene comune", uscire dall'isolamento egoistico e nepotistico in cui ci siamo chiusi in questi trent'anni di divisioni e contrasti, a volte anche incivili e delinquenziali. Non sarà facile, possiamo provarci se vogliamo.




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