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Molfetta, il consigliere Salvemini presenta un'interpellanza sull'impianto di compostaggio Si chiedono chiarimenti sull'assenza di difensori del comune e si avanza una proposta
06 dicembre 2006

MOLFETTA - Mentre l'attenzione della città o perlomeno di chi l'amministra e si occupa di vicende politiche è concentrata sul porto, per il quale la gara d'appalto dei lavori è arrivata alle battute finali, ricorsi permettendo, c'è un'altra vicenda che può rivelarsi assai importante per il futuro della città e che si sta svolgendo senza che su di essa si concentri la necessaria attenzione, quella del futuro dell'impianto di compostaggio. Qualche giorno fa con un comunicatoLegambiente sollecitò chiarimenti sulla mancanza di legali del Comune nel processo penale in corso con l'azienda concessionaria della gestione dell'impianto. Ora è il consigliere comunale dei Democratici di Sinistra, Mino Salvemini, segretario cittadino della sezione locale del partito, a presentare un'interpellanza consigliare sul contenzioso con la “Ing. Orfeo Mazzitelli s.p.a.”, concernente ancora l'impianto di trattamento rifiuti sito in Contrada "Torre Pettine" (nella foto). In una nota stampa diffusa dalla segreteria cittadina del partito si legge che “con questa interpellanza il consigliere Salvemini chiede chiarimenti all'Amministrazione comunale su alcuni punti della vicenda che gli appaiono oscuri, a cominciare dalla rinuncia del Comune ad avere suoi avvocati nel contenzioso per la gestione dell'impianto di compostaggio, per finire alla ventilata ipotesi della restituzione dell'impianto alla ditta Mazzitelli, una ditta che, si legge nel testo della interpellanza, “sin dall'inizio della gestione e, a prescindere dall'esito del giudizio penale, non ha mai adempiuto allo spirito e alla lettera della convenzione, non producendo compost, adibendo l'impianto a discarica a cielo aperto, danneggiandolo gravemente, arrecando grave pregiudizio all'ambiente, al sottosuolo, ai vicini e costringendo l'A.S.M. a smaltire i rifiuti presso altre discariche del bacino, con grave pregiudizio per la casse comunali e per i cittadini di Molfetta”. La richiesta di chiarimenti all'amministrazione, che riguarda anche altri aspetti, minuziosamente indagati da Mino Salvemini, si chiude con una proposta, quella di prendere in considerazione “l'opzione della gestione diretta dell'impianto da parte dell'A.S.M., risultando tale azienda speciale di proprietà comunale del tutto idonea sotto il profilo tecnico-professionale e del know how alla gestione dell'impianto”. Questo il testo integrale dell'interpellanza. “AL SIG. SINDACO AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Oggetto: contenzioso con la Ing. Orfeo Mazzitelli s.p.a. concernente l'impianto di trattamento rifiuti sito in Contrada "Torre Pettine". Interpellanza URGENTE ai sensi dell'art. 18 dello Statuto Comunale Il sottoscritto GIACOMO SALVEMINI, in qualità di consigliere comunale, ai sensi dell'art.18 dello Statuto Comunale e dell'art.44 del Regolamento del Consiglio Comunale, formula la presente interpellanza con carattere di estrema urgenza. Ho recentemente appreso che la Giunta, dopo la rinunzia al mandato professionale da parte degli avv.ti Pasquale Minervini e Tommaso Poli, originata, a quanto pare, dal trattamento a dir poco brusco riservato loro dal Sindaco in un incontro tenutosi lo scorso mese di luglio nel suo gabinetto, non ha ritenuto di nominare in loro sostituzione uno o più legali nei due principali procedimenti del complesso contenzioso che oppone il Comune alla "Ing. Orfeo Mazzitelli s.p.a, e riguardante la gestione dell'impianto di trattamento rifiuti sito in Contrada Torre Pettine. Ciò risulta dai verbali di udienza del processo penale in corso presso la Sezione Distaccata di Molfetta del Tribunale di Trani (prossima udienza 18.12.2006) contro De Flammineis Alberto (l.r. p.t. della Ing. Orfeo Mazzitelli s.p.a.) + 2, in cui costoro, in relazione alla gestione del predetto impianto comunale, rispondono complessivamente di nove capi di imputazione e nel quale il Comune, così come l'A.S.M., associazioni ambientaliste e privati cittadini, è costituito parte civile. Risulta, inoltre, che siano stati richiesti rinvii, in assenza di difensore del Comune, anche nel giudizio arbitrale il cui collegio ha sede in Roma, nel quale si controverte di presunte inadempienze del Comune agli obblighi derivanti dalla convenzione con la Orfeo Mazzitelli nonché di reciproche richieste di danni per ingenti importi. Pare, infine, che codesta Amministrazione abbia avviato trattative finalizzate alla definizione di tutto il contenzioso in essere e che contemplerebbe, in esito al dissequestro, la restituzione dell'impianto alla ing. Orfeo Mazzitelli s.p.a. in cambio della rinunzia di quest'ultima alle sue richieste risarcitorie. Pari rinunzia, ovviamente, si pretenderebbe dal Comune ìn relazione alle sue contrapposte ingenti richieste di danni. Ciò premesso, chiede di conoscere se risponde al vero quanto sopra esposto circa le trattative in corso. In caso positivo interpella la S.V. per conoscere: 1)se il Sindaco, prima di proporre alla Giunta siffatta transazione andrà a considerare l'evidente inopportunità di riaffidamento dell'impianto ad un soggetto imprenditoriale che sin dall'inizio della gestione e, a prescindere dall'esito del giudizio penale, non ha mai adempiuto allo spirito e alla lettera della convenzione, non producendo compost, adibendo l'impianto a discarica a cielo aperto, danneggiandolo gravemente, arrecando grave pregiudizio all'ambiente, al sottosuolo, ai vicini e costringendo l'A.S.M. a smaltire i rifiuti presso altre discariche del bacino, con grave pregiudizio per la casse comunali e per i cittadini di Molfetta; 2)se il Sindaco si è accertato della titolarità delle autorizzazioni, regionale per ì rifiuti indifferenziati e provinciale per i differenziati, in capo alla Mazzitelli, risultando al sottoscritto che, a seguito del sequestro penale del 2003, ad oggi vigente, la Provincia ebbe a revocare l'autorizzazione all'esercizio dell'impianto; 3) se non ritenga, viceversa, opportuno coltivare l'azione civile esercitata nel processo penale, onde ottenere la declaratoria di responsabilità, per tutti o alcuni dei capi di imputazione, degli esponenti della "Ing. Orfeo Mazzitelli S.p.A.." e, quindi, la declaratoria di spettanza generica dei danni a carico anche dì quest'ultima, citata come responsabile civile e con eventuale richiesta di provvisionale, in maniera tale da sostanziare maggioramente la richiesta di danni formulata nel giudizio arbitrale; 4) Se non ritenga, anche in un'ottica transattiva, del tutto prematuro, fuori luogo e controproducente l'abbandono dell'azione civile inserita nel processo penale, così facendo venir meno un importante elemento di negoziazione con la Controparte; 5) Se non ritenga scarsamente rispettoso degli interessi diffusi dei cittadini siffatto atteggiamento di corrività nei confronti di chi, secondo lo stesso Ente che si è costituito parte civile, si è reso responsabile di gravi lesioni ambientali oltre che di probabili condotte fraudolente; 6) in base a quali elementi di giudizio la S. V. riterrebbe che la conduzione dell'impianto da parte della Mazzitelli debba improvvisamente ispirarsi alla correttezza, al rispetto della lettera e dello Spirito delle leggi e della convenzione, sì da rendere un effettivo servizio pubblico di primario interesse capovolgendo il precedente modus operandi; 7) se non ritenga, anche nell'ottica di una transazione ed onde acquisire più completi elementi di giudizio prognostico circa l'esito del procedimento arbitrale, attendere l'esito del processo penale in primo grado, atteso al più tardi per l'inizio della primavera, data la fase ancora prodromica del procedimento arbitrale stesso e la proroga della pronuncia del lodo fino all'ottobre del 200q che le parti hanno concesso agli arbitri; 8) se non ritenga di dover prendere in considerazione l'opzione della gestione diretta dell'impianto da parte dell'A.S.M., risultando tale azienda speciale di proprietà comunale del tutto idonea sotto il profilo tecnico-professionale e del know how alla gestione dell'impianto. Si richiede risposta urgente sia scritta che orale in Consiglio Comunale, con riserva di proporre mozione in quella sede giusta quanto disposto dall'art.44 de Regolamento del C.C. Giacomo Salvemini”.
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