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Molfetta, i ringraziamenti alla città del partito Futuro e Libertà
16 marzo 2011

MOLFETTA - Futuro e Libertà Molfetta in un comunicato stampa, ringrazia i cittadini che hanno aderito entusiasti all'iniziativa " Esponiamo dai balconi la Bandiera ", diventando la capofila dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unita d'Italia.
Molfetta, grazie alla nostra iniziativa dal  19 Febbraio 2011 è diventata più bella, ha dato all'Italia l'esempio di come, con gesti semplici si può riaccendere la fiamma, in ognuno di noi del sano e moderno Patriottismo.
Questa è la Molfetta che vogliamo, appassionata, non indifferente e conscia della responsabilità  di essere italiani, perché essere italiani rappresenta un valore imprescindibile di fronte alle sfide poste dalla deriva dei nuovi integralismi, dallo sviluppo delle attuali forme di comunitarismo e di regionalismo.
Si ringraziano inoltre, quei Partiti, che indipendentemente dallo schieramento politico ed in maniera entusiasta, hanno successivamente aderito al nostro gesto d'amore per la nostra Patria.
 

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1)...A questo comunicato stampa, pregno di retorica e demagogia, spia della POCHEZZA CULTURALE, dei giovani e non, che popolano il “dorato” mondo della politica nostrana, contrappongo esempi che hanno fatto diventare unico il nostro paese. Sin dalla più tenera età, ci viene insegnato tutto su coloro che vollero l'Italia unita, coloro che la fecero, e coloro che la guidarono nei primi anni della Repubblica. In altri termini, sappiamo tutto sui “Padri della Patria” ( d'Azeglio, Cavour,De Gasperi ecc.) a tal punto che verrebbe da pensare che l'Italia sia nata per partenogenesi. Ma la storia d'Italia ha avuto, anche, delle protagoniste al FEMMINILE, che, con le loro storie, rappresentano i modi più diversi di vivere il processo unitario. Ne citerò alcune di queste splendide vite. Cristina BELGIOJOSO, esule, intellettuale, combattente. Quando seppe dei moti nel Lombardo-Veneto (1848) era a Napoli. Affittò la nave Virgilio, la caricò di volontari e fece rotta verso il Nord per unirsi ai rivoltosi. Anita GARIBALDI, , la sola donna protagonista del Risorgimento ad avere un monumento a lei dedicato, e non a torto. Indomita, non rinunciò alla battaglia neppure incinta al quarto mese e raggiunse il marito in difesa della Repubblica romana. “ Questa è Anita, ora avremo un soldato in più!” esclamò Garibaldi. Un'altra donna, anche se per motivi completamente diversi, fece di tutto per seguire Garibaldi. Rose MONTMASSON, pur di partecipare alla spedizione dei Mille, unica donna, non esitò a travestirsi da uomo contravvenendo alle richieste del marito, Francesco Crispi, che abbandonò quando abbracciò i monarchici tradendo gli ideali repubblicani. Morì indigente.



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