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Molfetta, concerto in onore di Giovanni Paolo II a San Bernardino
13 maggio 2011

MOLFETTA - Celebrare Giovanni Paolo II con un concerto, dipingerne l’esistenza terrena segnata dall’amore per la Madonna e dalla sofferenza per la malattia degli ultimi anni di vita. Un uomo straordinario, beatificato lo scorso primo maggio, che il popolo cristiano acclama già santo.
Il Coro di San Bernardino e la Corale Sergio Binetti eseguiranno domenica 15 maggio (ore 20,30, ingresso libero) nella chiesa di San Bernardino dodici brani per il concerto «Non abbiate paura», tutto in onore di Karol Wojtyla. Saranno eseguiti motivi mariani (come il «Totus tuus» e alcune «Ave Maria») che ricordino la devozione mariana di Papa Wojtyla, ma soprattutto brani che descrivano la sua esperienza terrena, papale e di sofferenza (come «Nostra gloria è la croce di Cristo», «Jesus Christ, you have my life», «Pacem in terris»).
Il coro sarà accompagnato da Daniele de Palma (organo), Saverio Armenio (flauto) e Francesco Lisena (violino). Immancabile il soprano Lucia de Bari. Direzione affidata al M° Giovanna Mastropasqua.

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“Disse l'Angelo a Maria: “Non avere paura”. Lo stesso a Giuseppe: “Non aver paura”. Cristo diceva così agli apostoli, in specie a Pietro: “Non abbiate paura!” Sentiva infatti che avevano paura. Ebbero paura quando venne arrestato, ebbero ancora più paura quando, risorto, apparve loro. Di che cosa non dobbiamo avere paura? Non dobbiamo temere la verità su noi stessi. Pietro ne prese coscienza, un giorno, e disse a Gesù: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore”. Penso che non sia stato solo Pietro ad avere coscienza di questa verità. La rileva ogni uomo. La rileva ogni Successore di Pietro. Ognuno di noi è grato a Pietro per ciò che disse quel giorno. Cristo gli rispose: “Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini”. Non aver paura degli uomini! L'uomo è sempre uguale. I sistemi che crea sono imperfetti, e tanto più imperfetti quanto più è sicuro di sé. Da dove trae l'origine questo? Dal cuore dell'uomo. Il nostro cuore è inquieto. Cristo conosce meglio di tutti la nostra angoscia: “Egli sa quello che c'è in ogni uomo”. Come ha potuto Dio permettere tante guerre, i campi di concentramento, l'olocausto? Il Dio che permette tutto questo è ancora davvero Amore? è giusto nei riguardi della Sua creazione? non carica troppo le spalle dei singoli uomini? non lascia l'uomo solo con questi pesi, condannandolo a una vita senza speranza? Sul finire del secondo millennio, abbiamo forse più che mai bisogno delle parole del Cristo risorto: “Non abbiate paura!”. Ne hanno bisogno i popoli e le nazioni del mondo. Occorre che nella loro coscienza riprenda vigore la certezza che esiste Qualcuno che tiene in mano le sorti di questo mondo che passa; Qualcuno che ha le chiavi della morte e degli inferi; Qualcuno che è l'Alfa e l'Omega della storia dell'uomo. E questo Qualcuno è Amore: Amore fatto uomo, Amore crocifisso e risorto, Amore incessantemente presente tra gli uomini." GIOVANNI PAOLO II
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