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Molfetta città sempre più invivibile: dalla noia alla violenza Fioccano le critiche dei cittadini che su "Quindici on line" denunciano maleducazione e illegalità diffusa
22 agosto 2006

MOLFETTA - Molfetta è sempre più una città invivibile, soprattutto nel periodo estivo. E' questa l'opinione di tanti cittadini che attraverso il dibattito su "Quindici on line" manifestano il loro disagio sia per quanto riguarda la sicurezza, sia per la noia di un'estate senza iniziative. La fuga nelle città vicine è ormai una regola e c'è chi invita anche gli altri a provare ad "emigrare" a Giovinazzo, Bisceglie, Trani per poter godere di spettacoli gratuiti e di una vita notturna degna di questo nome. Insomma, a Molfetta la "movida" non esiste. A tutto ciò si aggiunge la maleducazione di tanti giovani che scorrazzano liberamente sul lungomare, quest'anno insolitamente aperto al traffico, senza che nessuno ostacoli le loro bravate: anche la doppia e tripla fila sono ormai un'abitudine incontrastata. C'è una situazione di illegalità diffusa che non viene combattuta, nè prevenuta e sembra essere perfino ignorata da chi deve provvedere a garantire tranquillità ai cittadini. Tanti lettori ci scrivono (basta scorrere i commenti sulle notizie pubblicate sul nostro quotidiano) e portano ad esempio le situazioni più ordinate e tranquille delle città vicine. Anche il borgo, come scrive un lettore, è diventato un inferno: macchine parcheggiate ovunque, pesante odore di gas di scarico, auto sfreccianti a pochi centimetri dai pedoni e dai passanti in sosta davanti alle bancarelle. Così qualche cittadino con la sua famiglia ha scelto, anche solo per passeggiare con tranquillità, la vicina Giovinazzo, dove ha potuto parcheggiare senza problemi e camminare per il centro chiuso al traffico, senza avventurarsi per il lungomare Colonna con il marcpiapiede tappezzato di feci canine, panchine smontate e moto che si rincorrono per strada. Perché si chiedono i molfettesi non dirottare i vigili al lungomare anzichè lasciarli a non fare nulla nel centro storico, che ora, con tante botteghe aperte, appare molto più tranquillo. Sul tema della sicurezza ci siamo soffermati spesso. Oggi poniamo l'accento sui furti che sono in crescita. Un lettore dice che solo nella giornata di ieri sono state rubate bem 10 autovetture, mentre aumentano i furti negli appartamenti e la violenza senza motivo. Questa è l'immagine della città? Certamente non è gratificante vedere un paese che passa dalla noia alla violenza, una conseguenza dell'altra. Una città che vanta tante tradizioni e fermenti culturali, non può ridursi a dormitorio estivo e a terra di conquista per quattro teppistelli senza scrupoli.
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Ho 41 anni e vivo a Reggio Emilia con la mia famiglia da 4 anni e come tanti, torno a Molfetta per trascorrere le ferie dalle quali sono appena rientrato; e come Voi tutti ben descrivete è sempre peggio! Abbiamo soggiornato in un appartamento ubicato nei pressi del lungomare, violenza-maleducazione-mancanza di senso civico-sporcizia etc.......un DISASTRO! E' da tempo che volevo dire qualcosa a proposito, ma esprimere solo critiche, non vivendoci, mi ha sempre trattenuto. Mi ha fatto cambiare idea alcune domande e affermazioni fatte dai miei 2 figli di 11 e 9 anni: perchè nessuno porta il casco? Perchè nessuno usa le cinture di sicurezza? Perchè tanta bottiglie di birra rotte per strada? Perchè tanta sporcizia?Ma ci sono i cassonetti! Perchè hai paura a lasciare la macchina per strada e la metti in garage? Perchè passano con il semaforo rosso? Perchè nessuna macchina si ferma quando attraversiamo sulle striscie pedonali? Dove andiamo? cosa facciamo? Mi arrendo! A tutto ciò io non so rispondere. Una domanda la pongo io: Chi dovrebbe fare rispettare queste fondamentali regole di convivenza civile, dov'è? Leggendo le verie opinioni esposte nel forum vedo comunque una notevole presa di coscenza del problema da parte di molti cittadini Molfettesi e questo è molto positivo.Ritengo positiva l'iniziativa di Amedeo Palomba alla quale vorrei tanto partecipare. Comunque mi impegnerò a diffondere la notizia tra parenti ed amici. Non so cos'altro possiamo fare noi cittadini che viviamo lontano per questa citta. Sono pronto ad accettare tutti i suggeriementi. Grazie a tutti ed in particolare ai "Quindici" per avermi dato questa opportunità.




Cerchiamo di mettere un po' di puntini sulle “i”, prima che questo dibattito possa degenerare per l'intolleranza di qualcuno. Sarò costretto a dilungarmi e mi scuso per questo, spiegando dettagliatamente ogni cosa, sperando che finalmente tutto possa essere chiaro. Intanto ci scusiamo con La Grasta, ma nella confusione dei commenti, avevamo pensato che il suo fosse una di quelli offensivi. In realtà lui chiedeva solo il motivo della foto di Bari a corredo dell'articolo. E la spiegazione l'abbiamo data. Per quanto riguarda gli altri commenti, il discorso è diverso. Cominciamo con Francesca De Candia, ammesso che questo sia il suo vero nome. A lei rispondo subito che le sue minacce non ci spaventano: abbiamo migliaia di lettori e perderne uno non ci preoccupa più di tanto, soprattutto quando è prevenuto come lei, che pretende siano rispettate le sue opinioni, mentre ritiene di poter criticare liberamente non solo quelle degli altri, ma anche offendere, come nel caso del suo commento che abbiamo cestinato in quanto offendeva un altro lettore sostenendo che non conoscesse la differenza fra "è" verbo ed "e" congiunzione (senza considerare, tra l'altro, che nella fretta il lettore, forse, potrebbe aver dimenticato l'accento). 2) Non ci siamo mai sottratti alle critiche, ma questi dibattiti devono essere centrati sulle notizie, non su come sono scritte oppure discutere se si tratta di cronaca o di opinione (su questo argomento ci siamo già espressi in più occasioni: possono essere inserite anche in coda alla notizia, perché il lettore capisce facilmente dove finisce l'una e comincia l'altra). Alcune notizie sono solo opinioni che partono dal fatto, per esprimere una valutazione che - ripeto fino alla noia - può essere condivisa o meno, ma va rispettata, altrimenti è fascismo e fine della libertà (chissà se a furia di ripetere, qualcosa entri nella dura zucca di qualcuno). Tra l'altro le critiche vengono proprio da chi, vigliaccamente, non ha il coraggio di firmarsi, mentre noi mettiamo nome e cognome e anche quando gli articoli non sono firmati, sono comunque attribuibili ai giornalisti di "Quindici" (anche se è anche accaduto in passato che qualcuno abbia manipolato o inserito dall'esterno qualche notizia senza la nostra volontà, inserendosi fraudolentamente nel sito, ma abbiamo subito segnalato la cosa e cancellato la notizia manipolata). 3) Non riteniamo di rappresentare la verità, ma ci sforziamo di raccontare i fatti, sforzandoci di avvicinarci ad essa. Nessuno posside la verità, tranne chi è lassù, molto al di sopra di noi. Riteniamo, però, di esprimere le nostre opinioni, altrimenti non faremmo questo lavoro. Che senso avrebbe, infatti, visto che non lo facciamo a fine di lucro, ma solo per offire un contributo alla crescita della comunità cittadina (anche questo l'ho ripetuto fino alla noia)? Cara signora De Candia lei è in malafede sapendo di esserlo: quante volte le abbiamo pubblicato i commenti, anche non favorevoli? Cerchi almeno di essere onesta, ringraziandoci per questa possibilità che le offriamo. Siamo i soli a farlo a Molfetta e siamo stati i primi a "scoprire" internet come mezzo di informazione. Se poi non vuole scrivere più, non ci strapperemo i capelli, a rimetterci sarà solo lei che potrà scriversi (lei, sì) da sola i suoi pensierini su un foglietto e rileggerseli per soddisfare il suo narcisismo. A Gigi Gralla diciamo subito che chiediamo rispetto per il nostro lavoro e per il nostro mestiere. Non so quale sia il suo, ma non entrerei in merito perché sicuramente non ho le sue competenze in materia. Faccia altrettanto. Si è mai permesso, quando andava a scuola, di pensare di sapere più del suo professore o ritenere che lui fosse un incompetente? Credo che dopo oltre 35 anni di mestiere come giornalista professionista (che vive di questo lavoro, non lo fa per hobby come altri) non solo su "Quindici" che, pur resta oggettivamente il miglior prodotto giornalistico in circolazione a Molfetta (come riconoscono i competenti), ma su giornali ed emittenti televisive nazionali e regionali, posso permettermi di fare ogni tanto il "professore" e criticare chi non ha mai fatto questo lavoro, come lei, oppure chi è alle prime armi o quantomeno non possiede una professionalità sufficiente, come quella di chi l'ha acquisita in tanti anni di lavoro. Cerchi, perciò, di avere rispetto per chi non ha certo da imparare da lei. Come dice un altro lettore, è inutile rispondere al sedicente Borghezio, al quale ricordo che, forse, le origini fasciste di An, al quale dichiara le sue simpatie, gli fanno ritenere che criticare un'amministrazione (guardacaso di destra) significhi "gettare fango" su di essa, e non esercitare un diritto di critica garantito da quella Costituzione italiana, nata proprio dalla sconfitta del nazifascismo. Non pretendiamo di essere "unici portatori di giornalismo" a Molfetta, come lei dice, ma di sforzarci di farne uno di buon livello, anche grazie a quell'esperienza che manca ad altri e che forse altri (poveretti) si ostinano a non riconoscerci (non è del loro riconoscimento che abbiamo bisogno), ma che è reale e non contestabile, al massimo invidiabile. Ecco perché non ci mettiamo su un piedistallo, ma sicuramente siamo orgogliosi della nostra professionalità (e dei motivi che ci spingono a lavorare disinteressatamente a Quindici) che lei non conosce. La pregherei, inoltre, di rispettare colleghi valorosi come Marco Travaglio, anch'egli di grande professionalità, del quale lei può non condividere le opinioni, ma non paragonarlo a un ambulante qualsiasi. Caro Borghezio, il suo linguaggio denota un'arrogante personalità: personalmente rispetto tutti (e a tutti attribuisco la buonafede, fino a prova contraria), in particolare chi rispetta me e il mio lavoro (e sono tanti, per fortuna), ma nel corso degli anni ho imparato a usare lo stesso linguaggio di quelli come lei: non è il mio, ma è l'unico che queste persone comprendono. Il rispetto, ricordi inoltre, deve essere reciproco. Infine, dopo oltre 35 anni di mestiere, penso di poter dare qualche lezione di giornalismo anche a chi come lei dimostra di non masticare molto la materia, come non credo mastichi molto di democrazia e libertà, che con il giornalismo sono tutt'uno. E ci ringrazi per la pazienza e il tempo che abbiamo trovato per risponderle: questo significa democrazia e confronto. I commenti non pubblicati non erano "civili" e meritevoli di essere conosciuti. Credo che cestinare qualcosa sia nel diritto del nostro giornale, come avviene in tutti i giornali del mondo. E spero, dopo questo lungo commento, di non dover tornare sull'argomento. Per il futuro, per evitare dibattiti inutili, cestinerò le accuse gratuite e pubblicherò solo le critiche utili e costruttive. Sarebbe opportuno che invece di fare polemiche inutili, ci si mettesse d'impegno a migliorare la nostra Molfetta. Il nostro obiettivo è proprio quello: anche quando critichiamo, lo facciamo nell'intento di dare suggerimenti per costruire una città migliore e più vivibile e a misura di cittadino.


Gentile de Sanctis,rispondo al suo inter vento sottolineando innanzitutto come, nel partecipare ai vari forum, ho sempre dialogato con gli altri lettori in maniera educata e pacata, anche e soprattutto con chi la pensava diversamente da me, come è stato spontaneamente riconosciuto dagli stessi e che ho sempre cercato di basare i confronti su solide argomentazioni:se mi sono permessa di scrivere quel commento poco carino(ci mancherebbe che uno non possa sbagliare) è stato solo per rispondere ad un altro lettore che, gratuitamente e poco gentilmente, e sotto mentite spoglie, mi aveva invitata ad "andare a lavare le scale", cosa che ,ritengo,sia molto più offensiva della reazione che ha fisiologicamente suscitato e che, non si sa perchè, avete ritenuto di non dover cestinare..In secondo luogo non mi pare di aver fatto alcuna minaccia:solo un po'amareggiata per la piega che l'intera discussione stava prendendo ho dichiarato apertamente una mia intenzione.Non serve che io riconosca che è da voi stata pubblicata la quasi totalità dei miei interventi perchè chiunque gli abbia letti non fatica a capirlo ma non ritengo che io debba ringraziarvi per questo:ci mancherebbe che non fosse stato così, altrimenti davvero saremmo tornati indietro ai tempi dell'imprimatur; ciò non toglie che io abbia il diritto di esprimere la mia disapprovazione per la vostra decisione di cestinarne altri che, ripeto, non erano più offensivi di altri commenti..Se ho partecipato spesso ai forum di Quindici è perchè credo nel confronto e nel dialogo COSTRUTTIVO ma stia pur certo che, fortunatamente, non mi mancano altre occasioni per esprimere le mie opinioni e confrontarmi con altra gente.La saluto. Francesca de Candia






Sono pienamente d'accordo con Paolo e con la Tifosa attenta. Ma la vogliamo smettere con l'addossare le responsabilità a questa o a quell'altra persona? La vogliamo finire di attribuire le colpe alla destra o alla sinistra? Ma che cavolo facciamo noi giovani per migliorare la nostra città? Andiamo a farci una passeggiata nella vicina e tranquilla città di Giovinazzo, nella ridente Bisceglie, per non parlare di Trani...! Ma la vogliamo finire? Rimbocchiamoci le maniche, pensiamo a qualcosa da fare per la nostra città, uniamo le nostre forze! Ci sono molte associazioni culturali (ed io sono iscritta ad una di queste), in cui l'età media si aggira, nella migliore delle ipotesi, a 40 anni! Ma dove sono i giovani? Andare in giro a pubblicizzarsi è del tutto inutile... Io comunque non demordo, Molfetta è la mia città, e per quanto in questo periodo stia attraversando seri problemi, mi troverà sempre in prima linea spalla a spalla con tutte quelle persone (e per fortuna sono tante!) che come me vogliono vedere una Molfetta migliore! Lasciatemi dire un'ultima cosa a tutte quelle persone che, pur essendo nate e vissute a Molfetta, ora, per motivi vari abitano altrove, e che non perdono l'occasione di criticare la città: smettetela di sputare nel piatto in cui avete mangiato! Questo è forse il problema di noi molfettesi (o meglio di alcuni!), non siamo orgogliosi delle nostre origini e ci basta vivere o anche solo "fare una passeggiata" in un'altra città per sputare sulla nostra!

Ci risiamo! E' colpa mia, anzi no! E' colpa tua! E' colpa della destra, anzi no! E' colpa della sinistra! Ecco come si intende risolvere i problemi a Molfetta; scaricando i barili. La verita' e' che oggi scambiamo la fede politica (anzi la mettiamo alla pari) con quella calcistica. Se sono della Juve ci rimarro' vita natural durante; e cosi' se sono di destra o di sinistra. Stiamo diventando una massa di imbecilli. Che c'entra la fede politica o l'orientamento di una Giunta o di un Consiglio con la buona educazione? Il rispetto delle regole e delle leggi e' una lezione che va impartita a livello didattico. E' chiaro che e' necessaria una classe dirigente politica che sabbia imporle le regole ma e' altrettanto necessaria una classe di educatori (in particolar modo la famiglia e la scuola) che lascino una impronta sui futuri uomini. Le nuove generazioni non sognano, non ne vedono il motivo per cui dovrebbero farlo; le nuove generazioni non sentono l'obbligo di migliorare la Comunita'. Le nuove generazioni non credono nella scuola, nei docenti arressisi, non temono le bocciature (che belle le rimandature!!!). Quale motivo avrebbero per spaventarsi? Cio' che pero' mi fa piu' senso e' che qualcuno li cavalchi, li usi a strumento di riconferma delle proprie posizioni dirigenziali. La politica del favore si e' invertita. Non e' piu' il ragazzino che va a chiedere il posto di lavoro al politico di turno; e' il politico di turno che va dal ragazzino!! Mettiamoci in testa che cio' avviene sia a destra che a sinistra (centro anche per par conditio). Dunque, cari colleghi opinionisti cercate di non scannarvi andando a cercare i responsabili della disfatta molfettese negli ambienti di sx o dx ma interrogatevi dove si e' potuto sbagliare e non solo chi ha sbagliato. 50 persone tra Giunta e Consiglio non possono impartire educazione a 60.000 persone. L'edeucazione non la si impara a 16 o 17 anni. Molfetta cambiera'! Gli attuali neo trentenni tra un po cominceranno a scalpitare. E' su questa gente (quella di una generazione che giocava a palline per strada e che oggi vanta titoli di studio validi) che Molfetta dovra' puntare per educare le nuove generazioni e non solo a livello politico. Chiedetevi cosa vuol dire destra e cosa vuol dire sinistra (nel senso proprio della parola). Se ne sapete il motivo (me lo auguro di cuore) allora avrete capito che entrambi (eccezion fatta per gli imbecilli della politica) schieramenti hanno di sicuro a cuore le sorti di tutti. lgr





Finalmente abbiamo un luogo, se pur virtuale, dove persone diverse e con diverse tendenze politiche possono conforntarsi e dar vita a dibattiti da cui qualebuona iniziatica si potrebbe trarre ma che si fa? si litiga, ci si offende e sopratutto ci si scaricagli eterni e sempre verdi barili!!! Ai mo voghiè sapè ne cos: ognuno di voi, individualmente, ha mai provato a cambiare la musica? Si è mai esposto? Raggazzi quello che voglio dire è che si è vero c'è chi ha il potere e che potrebbe, si spera, imporre regole che consentano di vivere più tranquillamente ma è anche vero che chi ha sempre tasgredito continuerà a trasgredire, di padre in figlio. Il punto non sono le regole ma il modo in cui noi ci approcciamo ad esse. Le regole possono anche essere cambiate. le esteti molfettesi vi annoiano? avete mai proposto un progetto? Avete mai almeno provato a fare voi qualcosa invece di andarvene a Giovinazzo (dove tanto bene non siparcheggia)o a Bisceglie? Io so che qualcuno ci ha provato e qualcosa è anche riuscito a fare e continua a fare ma chissà perchè c'è gente che non vuole vedere!!! Ovviamente se una sola persona riesce ad organizzare ( rimettenodci anche economicamente) due o tre manifestazioni l'anno nessuno se ne accorge ma pensate cosa accadrebbe se dieci persone facessero la stessa cosa!! Non c'è un contenitore culturale a molfetta? bhe scusate ma dove vivete!!! Ci sono dioversi circoli cilturali a Molfetta ma molti preferiscono spendre 5 euro per una birra che tre euro per andare ad ascoltare un gruppo musicale locale o una performance teatrale. E la cosa più assurda che molte di queste associazioni culturali rischiano di chiudere e nessuno se ne fotte niente!!!! Vi infastidisce la sporcizia per strada bhe.... non gettate carte dai finestrini delle auto, quando fumate racchiudete le cicche in un fazzoletto e poi buttatele in un cavolo di bidone. Vi da fastidio la bottiglia di birra vuota poggiata sul lungomare per terra o sul muretto? bhe allungate la manina e andatela a buttare nei contenitori del vetro anche se nonl'avete lasciata voi quella cavolo di bottiglia!!!Insomma date l'esempio, agite invece di lamentravi e basta!! fatevi un giro nel centro storico e fermatevi a fare due chiacchiere con i bimbi che vivono lì... organizzate dei tornei sportivi estivi ( non ci sono le strutture? fatele per strada come fanno a Bisceglie!!)Vi voglio ricordare che siamo noi che decidiamo, noi che agiamo, noi che possiamo fare qualcosa!
Spieghiamo un po' di cose agli anonimi, anche presuntuosi, e ai vari la grasta un po' distratti e poco esperti di giornalismo (argomento del quale tutti, pur senza competenze specifiche, pretendono di poter dire la loro). La foto che illustra l'articolo - come è prassi in tutti i giornali (è bene saperlo) - in questo caso è emblematica. Quando, invece, in altri casi, si riferisce a una strada cittadina, viene sempre specificato (nella foto, la strada, ecc.). Poi c'è il solito leghista Borghezio, che come tutti i leghisti, è un tipo strano e arrogante: giudica gli altri, ma non ha il coraggio di firmarsi. Ecco perchè non meriterebbe una risposta, soprattutto perchè getta fango sul nostro lavoro. Ma, a riprova della nostra correttezza, questa volta abbiamo inserito anche il suo commento offensivo nei nostri confronti, pur se mascherato da stupida ironia, a dimostrazione della propria "intelligenza". Sopportiamo anche lui in nome della tolleranza e della democrazia, dandogli così una lezione di quello stile che non possiede. Ma, a lungo andare, finiremo col cestinare (non censurare, è un po' diverso) molti interventi e così il tal Borghezio di turno non avrà più diritto di parola: impari, perciò, ad apprezzare e ringrazi chi gli offre una possibilità che altri, pur da lui vantati, non gli concedono. Infine, due parole sulle nostre "simpatie" (come dice la signorina de candia, dimostrando di avere le idee un po' confuse). Come tutti, abbiamo le nostre idee e le nostre opinioni, che esprimiamo liberamente (fa parte del nostro lavoro). Questo non piace a chi vorrebbe (come qualche altro signore che ci ha governato) criticare gli altri, senza diritto di replica, nè tantomeno di critica nei suoi confronti. Del tipo: io posso insultare pesantemente chi voglio, ma giammai qualcuno si permette di dire a me una mezza parola anche blandamente critica. Nella cronaca, noi di "Quindici", riportiamo i fatti con titoli che seguono lo stile di quelli di tutti i giornali italiani: ripetiamo, c'è molta ignoranza in materia, per cui sarebbe meglio essere più prudenti quando si parla senza conoscere. Non esasperiamo, nè estremizziamo, ma semplicemnte registriamo dei fatti, sforzandoci di dire la verità (che a molti non piace sentire o leggere). Sui fatti, poi, qualche volta, esprimiamo opinioni, come fate tutti voi, grazie a Quindici. E' l'ennesima volta che ripetiamo queste cose, ma "a lavare la testa all'asino, si perde il ranno e il sapone", dicevano saggiamente gli antichi.


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