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Molfetta bandiera nera della costa pugliese
20 luglio 2009

MOLFETTA- Risultato poco lusinghiero per Molfetta che si conferma nel pieno della stagione estiva tra i comuni censurati a vario titolo dal demanio per illegittima attività concessoria e realizzazione manufatti abusivi. Non può consolare i molfettesi neanche il fatto che sia in buona compagnia con Barletta, Carovigno, Cagnano Varano, Mattinata, Rodi Garganico e Vieste. I dati sono stati forniti dall'agenzia del demanio che in questi primi mesi ha già svolto un'attività diretta con 45 interventi che hanno interessato 27 comuni, pari al 40% delle città costiere pugliesi. Di queste solo le sette città sopraccitate hanno fatto registrare illeciti. Il tratto più interessato dagli abusi è quello a sud tra Molfetta e Giovinazzo dove la cementificazione delle spiagge negli stabilimenti privati è già stata interessata negli anni scorsi da sanzioni i cui procedimenti giudiziari sono ancora in corso. Intanto è attivo in Puglia il numero verde 800 085 898 a cui rispondono gli operatori del WWF che tutti i giorni, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, offrono un servizio di call center e di interfaccia on-line a tutti quei cittadini che intendono partecipare segnalando con una telefonata gratuita eventuali illeciti. Le prime segnalazioni giunte da Molfetta riguardano la pulizia delle spiagge che dopo la prima operazione di inizio stagione non procede almeno con lo stesso ritmo con il quale sono depositati i rifiuti dal mare e dai bagnanti. Dopo i primi caldi week end estivi occorre più attenzione.
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A Tutti quelli che si vergognano di essere Molfettesi. Io A.F. sono nato e vivo a Molfetta Io non mi sento molfettese ma per fortuna o purtroppo lo sono. Mi scusi Sindaco non è per colpa mia ma questa nostra Città non so che cosa sia. Può darsi che mi sbagli che sia una bella idea ma temo che diventi una brutta poesia. Mi scusi Sindaco non sento un gran bisogno dell'inno nazionale di cui un po' mi vergogno. In quanto ai calciatori non voglio giudicare i nostri non lo sanno o hanno più pudore. Io non mi sento molfettese ma per fortuna o purtroppo lo sono. Mi scusi Sindaco se arrivo all'impudenza di dire che non sento alcuna appartenenza. E tranne Salvemini e altri eroi gloriosi non vedo alcun motivo per essere orgogliosi. Mi scusi Sindaco ma ho in mente il fanatismo delle camicie nere al tempo del fascismo. Da cui un bel giorno nacque questa democrazia che a farle i complimenti ci vuole fantasia. Io non mi sento molfettese ma per fortuna o purtroppo lo sono. Questa bella città pieno di poesia ha tante pretese ma nel nostro mondo occidentale è la periferia. Mi scusi Sindaco ma questo nostra Città che voi rappresentate mi sembra un po' sfasciata. E' anche troppo chiaro agli occhi della gente che è tutto calcolato e non funziona niente. Sarà che i molfettesi per lunga tradizione son troppo appassionati di ogni discussione. Persino al Comune c'è un'aria incandescente si scannano su tutto e poi non cambia niente. Io non mi sento molfettese ma per fortuna o purtroppo lo sono. Mi scusi Sindaco dovete convenire che i limiti che abbiamo ce li dobbiamo dire. Ma a parte il disfattismo noi siamo quel che siamo e abbiamo anche un passato che non dimentichiamo. Mi scusi Sindaco ma forse noi molfettesi per gli altri siamo solo spaghetti e mandolini. Allora qui m'incazzo son fiero e me ne vanto gli sbatto sulla faccia cos'è il Rinascimento. Io non mi sento molfettese ma per fortuna o purtroppo lo sono. Questa bella città forse è poco saggia ha le idee confuse ma se fossi nato in altri luoghi poteva andarmi peggio. Mi scusi Sindaco ormai ne ho dette tante c'è un'altra osservazione che credo sia importante. Rispetto agli stranieri noi ci crediamo meno ma forse abbiam capito che il mondo è un teatrino. Mi scusi Sindaco lo so che non gioite se il grido "Molfetta, Molfetta" ci sarà solo alle partite. Ma un po' per non morire o forse un po' per celia abbiam fatto l'Italia facciamo anche Molfetta. Io non mi sento molfettese ma per fortuna o purtroppo lo sono. Io non mi sento molfettese ma per fortuna o purtroppo per fortuna o purtroppo per fortuna per fortuna lo sono. (da "Mi vergogno di essere Italiano" di G.Gaber, leggermente corretta)




A Modo Mio mi rattristo e mi addoloro quando in "giro" nei vari forum di questo bellissimo giornale online, leggo "mi vergogno di essere e di appartenere alla Comunità......" . A Modo Mio mi si stringe il cuore. Non vorrei che, nel ,tempo ci si vergogni di appartenere alla razza umana. "La razza umana è la più grande risorsa naturale del pianeta. E in un mondo che abbisogna sempre più di attenzioni e protezione, il pieno potenziale di ciascun individuo non è mai stato pienamente utilizzato. Liberare tale potenziale è di rado facile o comodo, ma l'ampliezza della sfida che abbiamo di fronte lo rende essenziale. Non mancano i compiti urgenti, tutti affrontabili con le nostre capacità, purchè si riesca a mobilitare la necessaria volontà politica e le energie fisiche, amplificate dalle giuste tecnologie. Ma la penuria di risorse basilari come cibo, acqua, combustibili e servizi per la sanità, unite all'incuria sociale e al puro pregiudizio, continuano a vanificare molte risorse umane: uno degli esempi più clamorosi è il mancato utilizzo delle capacità famminili, un'altro è l'indifferenza verso i giovani e disoccupati. Abbiamo le risorse umane che servono, occorre saperle sfruttare. La razza umana può essere giustamente orgogliosa della sua scienza e del suo sapere. Nei pochi secoli trascorsi dal giorno in cui Galileo ha dedotto la nostra posizione nell'Universo, l'ingegno, l'immaginazione e la perserveranza della nostra specie hanno condotto a una particolareggiata esplorazione del nostro vasto sistema solare. E a mano a mano che effettuavamo giganteschi passi sulla strada della conoscenza, nuove tecnologie sono venute sulla scia delle precedenti, permettendoci di affrontare in modo più efficace le sfide del futuro. In questi ultimi tempi abbiamo assistito a una diffusione della cultura tra la popolazione in un modo che non ha precedenti storici. L'avvento delle macchine per la stampa ha dato il via alla rivoluzione dell'informazione, creando la base per l'istruzione di massa. La produzione di libri ammonta ormai a 726 mila titoli: se una persona leggesse un libro al giorno, impiegherebbe quasi duemila anni solo per leggere i libri stampati in un anno. Ma imparare e sapere non significa necessariamente acquisire la saggezza. Quando molte comunità tradizionali hanno "cominciato ad apprendere", sono state travolte e hanno perso parte di quelle percezioni che le avevano fino a quel momento sostenute. Alcune delle nostre nuove capacità sono contrarie a qualsiasi forma di saggezza: sono ormai molte le nazioni che hanno il potere di annientare con le loro bombe atomiche il nostro pianeta. Oggi, anche se è preminente, la scienza si fa sempre più lontana dall'uomo. Lo sviluppo del pensiero sistematico ha fatto molta strada dal tempo in cui un individuo, come Aristotele si trovava alla frontiera del sapere in campi come la matematica, la scienza, la filosofia, l'arte e la politica. La civiltà occidentale ha pressochè abbandonato quell'antico tipo di approccio al sapere, alla conoscenza, all'azione. Le teorie "sistematiche" che tentano di raggiungere una visione unificata del mondo, tendono anch'esse alla specializzazione. Tuttavia in molti settori si torna all'antico: spesso si cerca una "guida" nelle società primitive, proprio per riuscire a ristabilire un equilibrio tra l'uomo e l'ambiente. La nostra specie si trova ancora in quella fase dell'adolescenza, in cui si apprendono più nozioni di quelle che poi si è effettivamente in grado di gestire. Ma le sfide globali a cui ci troviamo di fronte cominciano a generare nuovi livelli di comprensione e di saggezze: e ce n'è un disperato bisogno se vogliamo gestire il nostro retaggio in modo migliore." da GAIA BOOK - 1970 .

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