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Molfetta, appello di una lettrice di Quindici: salviamo tre cani da morte sicura
14 aprile 2009

MOLFETTA - Pubblichiamo una lettera-denuncia accorata e commovente inviataci da una nostra lettrice di via Ungaretti, che si fa portavoce degli abitanti della zona e lancia un appello alla sensibilità dell'amministrazione comunale e dell'intera cittadinanza: «Gentilissimi Redattori di Quindici, quella che mi accingo a scrivere non è una lettera facile e divertente, né amena per gli occhi che la scorreranno e per gli animi che la intenderanno. Ma vuol essere un'attestazione vera di fatti che autenticamente interessano Molfetta ed un quartiere in particolare. Una dichiarazione di reale sofferenza e insieme di profonda gratitudine alla sensibilità umana: è la “voce” per quella vita, fatta di profondo affetto e incrollabile lealtà... che “voce non ha”... men che meno “in capitolo”. Scelgo la Vostra Redazione giornalistica perché mi convince da sempre l'imparzialità e la correttezza dei Vostri criteri di azione nel confezionare articoli e perché la libertà di espressione, nel pieno rispetto di notizie e protagonisti, traspare da ogni riga del Vostro giornale. La storia che denuncio ha come tema il rapporto “odi et amo” tra uomo e cane, o meglio, tra meticci canini... e “meticci” umani, per rimanere nei ranghi della decenza. I protagonisti sono loro, i nostri Lady, Lilly e Vagabondo, rispettivamente madre e cuccioli di un anno, pastori tedeschi randagi e liberi, ma col cuore e con la bontà da impeccabile pedigree. “Nostri”, perché da un anno a questa parte sono cani di quartiere, tutelati, amati e coccolati dall'intera Via Ungaretti. Con predilezione maggiore per i cuccioli, dati in adozione subito dopo essere stati svezzati e prontamente restituiti al mittente dopo esser stati ampiamente traumatizzati da percosse e maltrattamenti. Fino a pochi giorni fa tutti, grandi e piccini, ci siamo dedicati ad accudirli e coccolarli, dando loro gioco e affetto, pasti caldi e riparo (quest'ultimo ripetutamente sottratto e distrutto da vandali, soliti ignoti!). E loro ci hanno sempre, ripetutamente ripagato con vivace fedeltà, accompagnandoci nei pomeriggi desolati del nostro quartiere solitario. Sempre insieme: Vagabondo, che raschia alle porte del pianterreno e abbaia per richieder cibo e che si acciotola ai piedi per invitarci a non andar via dopo esser stati in sua compagnia; Lady, che ama far footing con le mie vicine di casa imitandone persino l'andatura e i movimenti; Lilly, che ogni giorno ci allieta con feste e scodinzolate. Come in ogni favola che si rispetti, il cattivo è sempre in agguato. Nel nostro caso, il cattivo ha agito nei panni di una coinquilina di nuova acquisizione che, in preda ad un'insana fobia per “tutto ciò che le si muove accanto”, dai cani ai bambini (questi ultimi la infastidiscono per le continue fragorose risate e gli “odiosi” frastornanti giochi) e forte dei recenti avvenimenti in Sicilia, ha reiterato denunce e richieste di cattura. Per carità, non è mia intenzione sminuire l'entità dell'evento siciliano, ma ora si fa “di tutta un'erba un fascio”. A nulla è valso cercare di far capire alla Polizia che i cani sono “in regola”, sterilizzati e vaccinati secondo quanto previsto dal regolamento comunale: i militari intervenuti hanno ritenuto doveroso agire di prassi, dando soddisfazione alla denuncia. Prontamente. Un solo grande rammarico. Che le tante nostre denunce in seguito a furti di macchine e in appartamento, in seguito a scippi non siano state evidentemente così efficaci da sollecitare quei tanti sopralluoghi in Via Ungaretti, al contrario effettuati per la presenza dei cani. Si son visti più carabinieri e vigili ora che in quindici anni di residenza nel quartiere. Il risultato di tanta “solerzia” è che Lady, catturata ed isolata dal suo habitat, rinchiusa in un'angusta gabbia del canile molfettese, si sta pian piano lasciando andare, rifiutando ormai il cibo e la stessa nostra presenza, di uomini che non l'hanno saputa proteggere fino in fondo. Morirà? Quasi certamente. Ma tanto, che importa? Che importanza hanno l'esistenza e l'emotività di un essere animale? Nessuna! Come non ha importanza il timore che tutti noi abbiamo per un'altra inattesa ed impensabile denuncia, che possa portarci via Lilly e Vagabondo. Li teniamo costantemente sotto controllo, dividendoci tra la loro tutela e protezione e la ricerca spasmodica di possibili adozioni, unico mezzo per ridar loro serenità e pace. Ciò è irrilevante, come un'esperienza, altrettanto futile, che ha provocato un'autentica valanga nella mia coscienza. Durante una visita a Lady nel canile, ho incontrato e incrociato lo sguardo di una cagnetta, zoppa per un moncone al posto della zampa anteriore destra e per quella di sinistra palesemente deformata. Si muoveva, come poteva, mangiava e scodinzolava alle amorevoli cure di un anziano che quotidianamente la visita e le porta cibo e amore. La mia domanda sulla motivazione di tale condizione ha ricevuto una risposta raggelante: la cagnetta, non gradita, è stata sparata ripetutamente. Salvata in extremis dai veterinari del canile, ha purtroppo subito l'amputazione della zampa e la deformazione dell'altra. «Vive di una sola carezza. Aspetta che qualcuno le faccia una semplice, sola, piccola carezza». E quella carezza semplice la cagnetta l'ha voluta ricevere in modo altrettanto semplice, abbassandosi a terra e schiacciando il musetto sul pavimento, in atto di dignitosa umiltà e di profonda accondiscendenza. Mi sono sentita morire dentro. Ho pianto mentre ascoltavo questa storia, esattamente come piango ora che la trascrivo. Concludo, allora, invitando i miei concittadini a riscoprire e alimentare la loro umanità. E a rispettare la vita in ogni sua forma! Vita è sicuramente quella martoriata dalle guerre estere o dalle macerie d'Abruzzo. Vita è quella che si è spenta atrocemente per la Natura in questi giorni o quella che ne è uscita, grazie a Dio, incolume. Ma è vita anche quella, muta, in un canile, quella libera e festante in un quartiere residenziale. Aiutateci a salvare Lady, Lilly e Vagabondo! E infine, un grazie di cuore! Ad ognuno dei volontari che spende il suo tempo in sacrifici gratuiti e si adopera giorno dopo giorno per questi nostri amici animali e ai veterinari che impegnano la loro professionalità nel canile. Un grazie di cuore agli abitanti di Via Ungaretti, che stanno tentando ogni espediente per salvare e far adottare Lady, Lilly e Vagabondo. Un grazie di cuore a Voi Redattori, che accogliete questo scritto-appello con sensibilità e disponibilità. Un grazie di cuore, infine, all'animo e alla coscienza di chi mostrerà sincera commozione e vivo interesse a questa lettera. Con gratitudine infinita!».
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Abito in via Ungaretti e mi lascia interdetto leggere alcuni commenti, in cui si paragona il quartiere ad un immondezzaio e letamaio. Mi sembra esagerato, anche perchè un quartiere non è di per sè, per sua natura, sporco ed invivibile, ma il suo stato dipende dal comportamento dei cittadini che vi abitano. Ci lamentiamo degli escrementi che troviamo sui marciapiedi?? Non accusiamo prima e sempre i cani, ma i padroni, che hanno il dovere di togliere dal marciapiede l'escremento del cane: è una loro responsabilità, come accudirli, e non dev'essere la suola della scarpa a provvedere! Sono, poi, quegli stessi padroni che lamentano questo problema: si può essere più ipocriti? Ci sono i fossi? Il quartiere è abbandonato a se stesso?? Inadempienza dell'amministrazione e pressapochismo-menefreghismo di chi vi abita...E poi i cani: i cani non sono aggressivi, ma lo diventano per istigazione del padrone o di chi sta loro intorno. PRIMA DI SCARICARE SU DI LORO LA NOSTRA RABBIA E LE NOSTRE PAURE, SAREBBE OPPORTUNO PRENDERSERLA CON CHI LI HA ABBANDONATI e continua a farlo, proprio ora mentre leggete: sono costoro che dovrebbero essere sporchi, affamati, rinchiusi nelle gabbie del canile, subire umiliazioni e percosse continue!! Perchè non è colpa dei cani, ma dei loro padroni: andiamo alla radice del problema e non limitiamoci a chiudere gli occhi e a vessare i più deboli. Ce ne sono tanti per la strada?? Abbandonare un cane significa dargli la possibilità di riprodursi. Colpa dei padroni che li abbandonano e della mancanza di strutture ADEGUATE. Mi auguro che coloro che hanno vantato la possessione di un cane o un qualsiasi animale, non decidano di abbandonarlo per strada, altrimenti cosa facciamo?? Predichiamo bene e razzoliamo malissimo?? Che è poi l'atteggiamento che usiamo sempre, in ogni circostanza: basti pensare ai problermi che ci sono e che ci passano davanti al naso come se niente fosse...apriamo un po' gli occhi!!!

Sono nata a Molfetta, e per 26 anni ho vissuto ed ho amato il mio paese, anche se non posso nascondere che sin dai tempi della mia infanzia, ho sempre dovuto battermi e lottare in difesa degli animali, sin da piccola ho strappato dei gattini dalle mani di sconsiderati ragazzini che li stavano lapidando, in seguito ho liberato in zona Madonna dei Martiri un cucciolo di cane da un cappio di filo spinato al quale era stato legato! e fino a che non sono stata costretta a partire (per cercare lavoro) ho sempre dovuto lottare e scontrarmi con questa assurda mentalità che pensavo comunque fosse comune a tutti gli esseri della terra! Adesso, dopo altri 25 anni di vita qui a Milano, anni in cui non ho dovuto più lottare per difendere gli animali in quanto qui i cani, i gatti vengono regolarmente rispettati accolti curati e non esiste più nessuno che prova gusto a torturarli,condannarli e perseguitarli, avevo quasi dimenticato quanta cattiveria possa albergare nell'animo di alcuni "umani" che infieriscono nei confronti di esseri indifesi. Oggi che su Google ho letto il nome del mio paese e orgogliosamente ho cliccato per leggere di quale argomento si stesse parlando... oggi l'amara e triste constatazione che in 25 anni nulla è cambiato, ancora al mio Paese esistono esseri insensibili e crudeli che distruggono i ricoveri per i cani, ancora esistono persone talmente ignoranti da pensare che i cani aggrediscono gratuitamente , senza soffermarsi minimamente a pensare tali esasperazioni si verificano solo in casi estremi a causa di reiterati atteggiamenti incivili e crudeli da parte dei cittadini. Io sono nata Molfetta... ma quando ho letto questo appello avrei voluto che non fosse così. Restituite Lady al suo quartiere!







La letteva accovata e poetica della lettvice mi ha notevolmente commosso. Gvande, spasmodico l'amove per gli animali e in questo caso pev i cani. Mi sono anche molto addolovato, e mi sono chiesto: "pevchè non lo stesso amove pev noi, ovsi bvuni?" Senza colpi fevive, il nostvo unico e gvande nemico è l'uomo, quindi anche le donne. Una volta evavamo molto diffusi: in Vussia, In Amevica, in Afvica e in Italia. Mio nonno mi vaccontava le storie antiche e la vita all'avia apevta alla vicevca del cibo abbondante e la gioia di viveve dei nostvi antenati. Poi venne l'uomo e la sua bvamosia del poteve e della conquista. Diventammo nemici e tutto si svolse in suo favove: si moltiplicò, mentve noi ovsi bvuni fummo sempve più vespinti ai confini del viveve e attualmente, in via di estinzione. Vovvemmo vitovnave a viveve in pace con voi uomini e donne. Ci accontentiamo di poco, siamo onnivovi e ci nutviamo di una vasta gamma di vegetali. Ci nutviamo anche di cavogne e.... potremmmo essevvi di gvande utilità, considevando che le cavogne tva voi uomini non mancano. Pevciò pensateci bene. Vivolgo un accovato appello. C'è fva voi uomini o donne chi può vivolgeve una pveghieva di pace a tutti gli uomini di buona volontà a favove di noi ovsi bvuni? Mi auguvo che fva noi e voi si apva una nuova eva di vappovti pacifici e di chiave intenzioni e vappovti. Chiaviamoci una volta e pev sempve, dimenticando i vecchi vancori. Insieme favemo un mondo migliove e di chiavi ovizzonti. Gvazie a chi inizievà quest'opeva di pace e chiavezza. Gvazie a nome di tutti gli ovsi bvuni.



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