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Minervino Murge scoperta dalla Guardia di Finanza una grossa truffa edilizia
14 maggio 2004

MINERVINO MURGE – 14.5.2004 Grossa truffa per 2 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza. Al termine di lunghe ed articolate indagini i finanzieri del Comando Tenenza di Andria hanno posto sotto sequestro sei appartamenti di nuova costruzione, un fabbricato rustico e circa 13.000 mq di terreno edificabile, per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro. L'intero complesso edificato di recente in una delle zone più panoramiche dell'Alta Murgia, è stato al centro di una singolare vicenda giudiziaria, basata su un intreccio di abusi, truffe, raggiri ed atti negoziali perfezionati in costanza di palesi conflitti di interessi. Agendo in concorso tra loro, soci ed amministratori della società, (mediante vendite fittizie, trucchi contabili, false fatture e certificazioni mendaci) si procuravano ingiusti profitti a danno della società “Cielo Alto”, talvolta ricorrendo addirittura alla vendita sottocosto di immobili e terreni della società a diretto vantaggio dei propri parenti. Le indagini, dirette dal Pm del Tribunale di Trani, Dott. Achille Bianchi, avevano già condotto, nel marzo 2003, al sequestro preventivo dell'intero patrimonio immobiliare della società, su intervento delle stesse "Fiamme Gialle” andriesi. Tuttavia, contravvenendo con sorprendente disinvoltura ai severi divieti imposti con il suddetto provvedimento giudiziario, l'amministratore pro tempore aveva deliberatamente rimosso (o talvolta anche semplicemente schermato) i sigilli apposti dai finanzieri, affittando e addirittura mettendo in vendita le palazzine sotto sequestro, parte delle quali sono state anche occupate dai suoi più stretti congiunti. L'intelligente ispezione documentale ricostruttiva, fatta anche di memorie fotografiche, laboriosamente condotta a termine dai militari della Guardia di Finanza, ha provocato un deciso intervento del Gip, dott. Michele Nardi, che dopo un sopralluogo, ha emesso un nuovo incisivo provvedimento, ordinando la riapposizione dei sigilli, lo sgombero degli appartamenti abitati, la rimozione delle gru dal cantiere e la picchettatura di tutta l'area. Al termine delle indagini, il Pm Bianchi ha inviato un “Avviso di garanzia” nei confronti di ciascuna delle sette persone coinvolte nell'intricata vicenda giudiziaria. La tenacia e la professionalità dei militari del Corpo, hanno impedito che ignari cittadini ed intere famiglie potessero diventare vittime di un ennesimo raggiro da parte di imprenditori senza scrupoli, come spesso avviene in materia edilizia.
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