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Mercato ortofrutticolo dal 4 ottobre al via la nuova sede Un trasloco tra piccoli problemi e grosse preoccupazioni degli agricoltori
15 settembre 2004

Ormai è ufficiale. Dal 4 ottobre la vecchia sede del mercato ortofrutticolo dovrà chiudere i battenti per lasciar spazio a quella nuova e più grande della zona artigianale. Ma vediamo come si stanno preparando i venditori di casa nostra a questa ritardato e (chissà se, e quanto) agognato trasloco. E' da sei mesi infatti che i Nas hanno sancito l'inidoneità della vecchia struttura ed oggi l'apertura della nuova lascia ancora qualcosa in sospeso. Innanzitutto l'apertura del nuovo lotto, quello del confezionamento non avverrà contestualmente all'apertura del primo, ma è prevista solo per il prossimo anno. In più ci sono ancora alcuni piccoli problemi logistici da risolvere. Pare infatti che in alcuni posteggi non siano ancora state installate delle saracinesche. Curiosa anche la questione relativa all'assenza di alcune vie di fuga previste dalla legge 626. Sarebbe stato chiesto agli assegnatari di destinare una striscia di magazzino proprio a questo scopo. Una richiesta da più parti ritenuta ingiusta dal momento che lo spazio dei posteggi viene pagato profumatamente. Ma a parte questi piccoli inconvenienti (che dovrebbero essere risolte prima dell'apertura) è proprio su quest'ultimo punto, l'alto costo dell'affitto degli spazi, che si concentrano le preoccupazioni di molti. I prezzi sono quasi triplicati rispetto al vecchio mercato (anche giustamente a fronte di un maggior spazio espositivo) e molti piccoli grossisti temono di non riuscire a coprire questi maggiori costi dato l'attuale trend negativo del mercato. Se è vero infatti che la nuova struttura di Molfetta è fra le più grandi della Puglia non è detto che ciò comporti in automatico un aumento dei clienti. Sarebbe infatti importante, per permettere l'inversione di tendenza, riuscire a recuperare tutti quei clienti di fuori regione che da tempo hanno abbandonato il mercato molfettese. E per farlo forse la struttura da sola non basta. Il settore va rilanciato in toto, magari anche con azioni mirate, legando alla struttura tutta una serie di servizi comuni (stoccaggio,gestioni sanitarie, facchinaggio, refrigerazione, informatizzazione, spedizione) e perché no anche attraverso progetti di comunicazione che arrivino a tutti i potenziali clienti del sud Italia. Fabrizio Fusaro fabrizio.fusaro@quindici-molfetta.it
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