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Mediazione del sindaco di Molfetta tra gli amministratori di Exprivia e Network e i lavoratori in sciopero Paola Natalicchio ha dato la disponibilità della sede comunale per un tavolo di trattativa istituzioni-aziende-lavoratori che consenta di proteggere il maggior numero di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa della migrazione della commessa Enel
25 giugno 2015

MOLFETTA - Questa mattina il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio ha incontrato l’amministratore delegato di Network Contacts Giulio Saitti e il presidente di Exprivia Mimmo Favuzzi, collegato in conference call.  Al termine ha invitato i lavoratori e le delegazioni sindacali che manifestavano nell’atrio della sede comunale di Lama Scotella in una pubblica assemblea.

“Ho sentito l’esigenza di fare un incontro preliminare con le aziende – ha dichiarato a margine – per avere un quadro della situazione determinata dalla migrazione della commessa Enel tra le due aziende.
Ci sono circa 300 lavoratori sul nostro territorio che rischiano di perdere il posto.
È stato un incontro positivo. Entrambe le aziende mi sono sembrate molto preoccupate delle sorti dei lavoratori. Ho trovato anche nel dott. Saitti di Network una disponibilità importante e lo ringrazio.
Centoventi lavoratori sono già stati assunti in provenienza da Exprivia Projects. Mi sembra un segnale importante che Network ha mostrato, ma come sindaco ho chiesto di cercare di fare di più.
A seguire ho ricevuto i lavoratori in sciopero e le sigle sindacali e ho annunciato che la mia stanza è a disposizione per insediare subito, se necessario oggi stesso, un tavolo di trattativa istituzioni-aziende-lavoratori che consenta di proteggere il maggior numero di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa della migrazione della commessa Enel. Ad oggi non esiste un accordo sindacale. Restano ancora numerosi lavoratori Exprivia che in pochi mesi rischiano di restare a terra. Alcuni hanno un vecchio contratto a tempo indeterminato, altri un contratto siglato dopo il Jobs Act, altri sono a tempo determinato. Ma anche Network ha i suoi lavoratori a tempo determinato da stabilizzare e le sue legittime logiche interne di selezione del personale. È una vertenza difficilissima da gestire e me ne rendo conto. Ma coinvolge famiglie, vite in carne ed ossa, moltissimi giovani che dopo cinque anni rischiano di perdere salario e certezze. Le aziende devono fare ogni sforzo possibile per dare a tutti il maggior numero di tutele e assicurare la massima riprotezione. Sono vicina alla protesta dei lavoratori e mi metto a disposizione per fare la mia parte”. 

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