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Lungomare sempre più terra di nessuno Inchiesta
15 luglio 2007

Torniamo ad occuparci del lungomare Colonna dopo che molti cittadini ci hanno inviato e-mail e commenti per protestare contro l'abbandono al caos di questa zona di Molfetta. La denuncia l'abbiamo fatta da tempo, ma è caduta nel vuoto: il lungomare è diventato terra di nessuno e luogo di assoluta impunità, il che fa crescere, in alcuni balordi che lo frequentano, l'arroganza e la violenza contro chi osa protestare per le loro scorribande. Scooter e auto che sgommano, autoradio a tutto volume, macchine parcheggiate anche in tripla fila, banchetti improvvisati con conseguente abbandono di rifiuti, consumo di alcool senza limiti e potremmo continuare. “ L u n g o m a - re inondato da scooter di facinorosi deficienti che senza osservanza di leggi: targa, luci, assicurazione, sfrecciano causando a volte incidenti a cui comuni mortali devono soccombere visto il pronto intervento di vere e proprie bande minacciose, pronte ad intimorire i poveri malcapitati...”. E' questo uno dei tanti messaggi che ci sono giunti, tutti lamentavano l'assenza delle forze dell'ordine e dichiaravano di avere paura a passeggiare in questa zona, dove con la presenza della fiera d'estate (una specie di mercato del giovedì in notturna), la situazione si è complicata. La fiera con i suoi gazebo piazzati senza alcuna logica al centro della carreggiata, impedendo totalmente la circolazione anche nelle ore di chiusura del mercato, ha creato non pochi problemi ai residenti, tagliati fuori da ogni movimento con le proprie vetture anche per la presenza in zona di cantieri edili. Dopo la protesta degli abitanti, è intervenuta l'assessora Doriana Carabellese che ha cercato di ridurre il disagio, con l'impegno per il prossimo anno a un'organizzazione più razionale. Abbiamo rivolto ai carabinieri un appello per una maggiore presenza nella zona. Il cap. Pierluigi Bonomo ha assicurato a Quindici che l'impegno dell'arma nel controllo della zona, che già avviene regolarmente, verrà intensificato. Ma l'attività di repressione e controllo si scontra con l'inciviltà dei cittadini che spesso non conoscono le regola della buona educazione. Per eventuali reati o minacce, c'è sempre la possibilità di presentare denuncia o querela ai carabinieri. Stesso discorso per i vigili urbani, costretti, tra l'altro da un organico già insufficiente e ridotto all'osso in questo periodo, tra ferie, malattie, maternità e allattamento, come ha spiegato a Quindici il comandante ten. Mauro Gadaleta (che, ricordiamo, ha ricevuto minacce anonime per la sua attività di controllo delle situazioni illecite). Gadaleta ha distaccato due vigili urbani dalle 20 alle 22 nella zona del Lungomare e una pattuglia in auto distaccata dalla zona 167 nella stessa fascia oraria. Di più non si può. Tra l'altro in organico, scarseggia il personale giovane, mentre la media degli “anziani” è sui 50 anni. “Ma contro i maleducati – aggiunge Gadaleta – non basterebbero 300 vigili. Eppure a giudicare dai verbali di contravvenzione – 15mila l'anno – le sanzioni non mancano”. L'organico dei vigili urbani è di 48 unità dalle quali occorre sottrarne 4 destinate ai mercati ittico e ortofrutticolo, 3 alla polizia edilizia, 3 a quella ambientale, 4 all'ufficio contravvenzioni a cui si aggiungono 2 piantoni. In questo periodo la polizia urbana, per consentire ferie e riposi, si ritrova con appena 25 unità per un territorio molto vasto, considerate anche le nuove zone di espansione, di cui 8 motociclisti, 15 appiedati, 1 in allattamento e 1 con gravidanza a rischio. Si può ben comprendere come il lavoro sia difficile e non si riesca a garantire la presenza dei vigili in tutte le situazioni. L'amministrazione comunale dovrebbe prendere seriamente in considerazione la possibilità di aumentare l'organico della polizia urbana, perché con questi numeri il rischio che la situazione complessiva del controllo del territorio possa degenerare, è abbastanza concreto. Per il lungomare occorre fare uno sforzo in più, quantomeno per concordare con i carabinieri una vigilanza costante della zona, soprattutto limitando la velocità delle auto e delle moto e impedendo le doppie e triple file. I giovani hanno il diritto di divertirsi, ma tutto va fatto nel rispetto degli altri per una pacifica convivenza civile. Siamo sicuri che il sindaco, che ama ripetere di voler fare di Molfetta una bella città, interverrà subito, prima che il fenomeno degeneri ulteriormente o accada qualche grave incidente, come è avvenuto in passato. La zona pedonale estiva (anche perché il gran caldo spinge i cittadini a cercare un po' di refrigerio vicino al mare) potrebbe essere già un intervento utile. A proposito: perché sono stati tolti al lungomare i rallentatori del traffico? Per lavori o per altri misteriosi motivi? Sarebbe interessante saperlo.
Autore: V. R.
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