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Lino Patruno: il meglio Sud È possibile attraversare il deserto e superare il divario
15 marzo 2016

Da sempre analizzate, le cause del divario economico tra Nord e Sud Italia sono tutt’oggi oggetto di studi. Fiumi di parole sono state scritte sulle origini di tale divario; la cosiddetta Questione Meridionale è stata oggetto di ricerche non solo da parte dei meridionalisti, ma anche di chi ha cercato di contraddire quella che, a molti, pare una tesi pre-confezionata. Lino Patruno ne è convinto: il Sud è stato da sempre presentato come quella parte dell’Italia, corrotta e bisognosa di assistenza. Autore del libro “Il meglio Sud: attraversare il deserto, superare il divario” il giornalista ha affrontato, nell’ambito della rassegna “Incontro con l’autore” a cura del Rotary Club di Molfetta, l’annosa questione con la consueta verve che ha contraddistinto gli anni di direzione del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno e dell’emittente televisiva Antenna Sud. Introdotto dal presidente del Rotary Dott. Vincenzo Galantino, il poliedrico giornalista ha dialogato con il direttore di Quindici, Felice de Sanctis con cui ha condiviso anni di impegno professionale nella redazione della Gazzetta del Mezzogiorno. Patruno, inguaribile ottimista, parla del Sud che non conosciamo e si interroga su quesiti mai posti prima, su quel Sud senza il quale l’Italia non potrebbe andare avanti, un Sud in cui nascono più imprese che al Nord, in cui viene progettato l’aereo superleggero più veloce al mondo, in cui l’elettronica e la meccanica sfornano eccellenze come l’industria della moda, su quella che di fatto è la più grande fabbrica d’Italia, un Sud, secondo Patruno, in grado di vendere granite agli eschimesi. Il nostro direttore ha ricordato che da sempre Patruno è un profondo estimatore dei giovani ai quali ha dedicato questo libro. Felice de Sanctis ha dialogato con l’autore, ponendogli alcune domande. Nel libro hai utilizzato l’immagine di Mosè per indicare le cento start-up che, come Mosè, hanno attraversato il deserto della burocrazia, delle difficoltà per guidare altri giovani verso la terra promessa: il lavoro. Queste sono le eccellenze. E tutti gli altri che non lo sono, che fanno? Ha chiesto de Sanctis. «Vorrei fare una premessa – ha risposto Patruno. E’ ancora indispensabile parlare di Sud, ma senza vittimismi e piagnistei. Basta! Nel libro vi è un interessante studio che ha monitorato il modo in cui i media non si occupano del Mezzogiorno. Il TG 1 delle ore 20,00 ha dedicato al Mezzogiorno solo il 9% della programmazione e quasi sempre occupandosi di mafia, criminalità, cronaca nera. Anche il governo Renzi che ipotizzava l’applicazione per il Sud di un masterplan, un piano che avrebbe dovuto riunire tutti i progetti in un unico grande piano, di fatto non ha dato alcun seguito. Il Sud da essere un fatto politico è diventato un fatto di natura e come tale immutabile. Il PIL, l’indice di crescita di un Paese, è dello 0,7-0,8% , quello del Sud è dello 0,1%. Se al Sud fosse consentito di crescere come il Nord, il Sud sarebbe un’altra Germania che è diventata grande dopo l’unificazione, senza dimenticare che la Germania dell’Ovest ha continuato a pagare i debiti della Germania dell’Est. Il divario tra Nord e Sud d’Italia è quello più grande rispetto a tutti gli altri Paesi dell’Unione europea. I politici hanno compiuto il delitto perfetto, facendo apparire il Sud parassita anche grazie alle fictions televisive come la Piovra o Gomorra o a manifestazioni come “La Notte della Taranta”. Ma, mi chiedo, è possibile che il Sud debba essere considerato sempre così, con la popolazione dedita al malaffare ed al divertimento sfrenato? Non credo ai complottismi. La Banca d’Italia ha accertato che 100 euro investiti al Nord renderebbero 110, mentre se investiti al Sud renderebbero 140 euro; niente sprechi quindi solo incapacità di mettere a valore il Sud. Recenti studi hanno ipotizzato che nell’anno 2050 il Sud sarà un deserto sociale dovuto alla perdita di quattro milioni di abitanti, causa della bassa natalità, ed emigrazione di giovani laureati. Abbiamo potenzialità per attraversare il deserto, come le start-up, giovani con grandi idee, parti delle quali sono state finanziate dal programma Bollenti Spiriti dell’assessore Guglielmo Minervini, un programma che il Governatore Pugliese Michele Emiliano non ha voluto continuare solo perché intrapre-so da Minervini. Ed è anche grazie a questi programmi che alcuni giovani possono dire di avercela fatta, come il giovane brindisino, studente dell’Istituto professionale Majorana, che ha inventato mini pale eoliche e che a 21 anni ha costituito una ditta con 20 dipendenti. Sono tutti eroi positivi, che non si sono abbattuti, che lavorano perché non finisca tutto». Ci sono tanti giovani che si arrendono e non cercano occupazione. Il tasso di ragazzi inoccupati depressi si assesta intorno all’80%, persone non bamboccioni a cui è stato tolto il futuro. Cosa succederà nell’arco di dieci anni, quando i genitori non potranno più mantenerli? Come farà a crescere il Sud?, è la domanda del nostro direttore. «Nel libro – risponde Patruno – parlo di re-esistenza, di una nuova esistenza capace di resistere a tutti i fattori negativi. Ci sono contingenze negative, grandi colossi che dominano il mercato come la Cina e la Corea. I giovani del Sud vanno al nord Italia, quelli del nord Italia vanno all’estero. I problemi del Sud sono gli stessi dell’intero Paese. Si continua a parlare del Sud per coprire il grande bluff del Paese. Ci sono gli eroi che ritornano, non da sconfitti ma da vincitori abbattendo quella concezione doloristica, fatalista che è in contraddizione con l’economia mondiale. C’è un Sud che è diverso». Le lobby. Arriva Renzi e porta con sé tutti i toscani. Quanta responsabilità abbiamo in questo e quanta responsabilità è dovuta al fatto che non sappiamo fare ‘‘sistema’’? chiede ancora Felice de Sanctis. «Permettetemi di fare un po’ di storia. Tutti gli scandali finanziari, da Tangentopoli in poi sono avvenuti al Nord – ricorda Patruno. E’ una idea comoda attribuire la colpa solo alla classe dirigente. Dove sta il marcio? L’Unità d’Italia è stata fatta nel peggiore dei modi, come una conquista militare ai danni del Mezzogiorno. La popolazione non ha accettato questa aggressione, dando vita al fenomeno del Brigantaggio, il ribellismo meridionale. E lo Stato come reagì? Furono mandate sovvenzioni ai latifondisti, i grandi proprietari che già schiacciavano la popolazione e che, forti di un nuovo potere attribuito, erano legittimati ad esercitare un nuovo, più pericoloso potere, affamando ancora di più i lavoratori, generando così una nuova classe politica, quella meridionale, finanziata da soldi che arrivavano non dove servivano ma dove servivano i voti. Questo Paese è nato da un patto tra Stato e mafia. La mafia non è un altro Stato ma è una istituzione di questo Stato. Questa politica ha provocato lo scollamento tra Nord e Sud, questo individualismo. Anche l’istituzione della Cassa del Mezzogiorno è stata una illusoria promessa di sviluppo. I fondi della Cassa non sono stati mai aggiuntivi rispetto ai fondi statali destinati a tutte le altre Regioni, come non lo sono i fondi europei. Come si può superare il divario se non ci sono finanziamenti aggiuntivi? Il delitto perfetto ai danni del Sud è stato completato dal nostro atteggiamento accomodante, di pacificazione. La rete ferroviaria al Nord viene potenziata con i fondi statali, mentre al Sud da quelli europei, quindi senza gravare sul bilancio statale. Quando il buon Dio creò il mondo, deve aver creato il Sud l’ultimo giorno perché l’ha creato in un posto molto periferico. Le città del Sud non sono collegate tra loro da tratte aeree. La distanza diventa un fatto ideologico perché si vuole evitare che i meridionali si compattino tra loro. Il vero patrimonio del Sud è il Sud. Prendiamo ad esempio i Sassi di Matera. Dal 1993 patrimonio dell’Unesco, diventati nei secoli un rione molto popoloso, nel 1952 videro lo sfollamento forzoso della popolazione a causa delle cattive condizioni igieniche, sfollamento voluto da Alcide De Gasperi. Diventato set naturale di kolossal come “La Passione di Cristo” di Mel Gibson e di altri film, oggi Matera vive di turismo grazie a quelli che furono definiti ‘‘la vergogna dell’Italia’’ e nel 2019 sarà capitale europea della cultura. Corsi e ricorsi storici. Gianbattista Vico docet. Impariamo a credere ad un Sud possibile in cui i giovani possono operare e crescere senza commiserarsi, giovani guerrieri pacifici e coraggiosi della propria terra. Credere, credere ed ancora crederci.

Autore: Beatrice Trogu
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