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Lillino Di Gioia querela l'assessore all'urbanistica, avv. Uva L'offesa: “Aver operato o perpetuato il vero e proprio saccheggio urbanistico della città”
15 novembre 2003

Lillino Di Gioia querela l'assessore all'Urbanistica, avv. Pietro Uva, per diffamazione a mezzo stampa ed ingiuria. A spingerlo a ricorrere alla magistratura è stata la lettera pubblicata su un foglio locale nella quale l'assessore Uva lo accusa di aver “operato o perpetuato il vero e proprio saccheggio urbanistico della città”. Di Gioia si è sentito leso nel suo onore di cittadino e di militante politico da questa ed altre accuse dello stesso tenore, in quanto si ritiene estraneo alle vicende, relative alla costruzione di rione Paradiso, del Lotto 10 e dell'esproprio dei terreni per la costruzione di case in cooperativa nella 167. Secondo Di Gioia lo scagionano le date. All'epoca della costruzione di Rione Paradiso negli anni Sessanta non ricopriva nessun incarico politico e, quando, negli anni 1975 e seguenti, furono rilasciate le prime concessioni edilizie per il Lotto 10, sindaco di Molfetta era Beniamino Finocchiaro a capo di una giunta di sinistra, con lo stesso Di Gioia all'opposizione. Sempre agli stessi anni risalgono all'incirca gli espropri per le cooperative. Del tutto estraneo, quindi, al “saccheggio” di cui lo accusa l'assessore Uva e quindi determinato a ricorrere alle vie legali.
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