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Lillino Di Gioia accusa: Molfetta non esiste nella programmazione regionale L'ex candidato sindaco del centrosinistra, oggi sub commissario regionale Udeur, attacca il centrodestra che rischia di trasformare la città in un dormitorio e di perdere tutti i treni per lo sviluppo economico
02 dicembre 2007

MOLFETTA - Analisi a tutto campo dei problemi di Molfetta aggravati dalla mancanza di una programmazione a livello regionale: Lillino Di Gioia (foto) già candidato sindaco del centrosinistra, riprende a fare politica nella città confrontandosi direttamente con i molfettesi, dopo le sue dimissioni da consigliere comunale e denuncia lo stato di isolamento del Comune di Molfetta col rischio di restare fuori da tutti i finanziamenti e la pianificazione dei prossimi anni. Di Gioia, in pratica, ha affrontato gli stessi argomenti esposti nella lunga intervista alla rivista Quindici in edicola, che egli stesso ha citato confermandone i contenuti. In un incontro con i cittadini nella nuova sede dell'Udeur a Corso Umberto e nella sua nuova veste di sub commissario regionale del partito di Mastella, Di Gioia ha criticato “una maggioranza di centrodestra incapace di slanci e un'opposizione di centrosinistra non adeguata e un consigliere regionale Guglielmo Minervini che si preoccupa poco della città”. Ha respinto le accuse di accordi con la maggioranza per la nomina dei revisori dei conti del Comune e prima di lui, lo aveva fatto anche il segretario politico dell'UdeurMauro De Robertis (nella foto tra il consigliere comunale Mariano Caputo e Lillino Di Gioia) ricordando come il partito avesse appoggiato il candidato Nichi Vendola alle Primarie, cosa che non è avvenuta da parte del centrosinistra col candidato sindaco Lillino Di Gioia, a causa di “maldipancia” di una parte della sinistra quella che poi ha avuto un crollo di consensi da 2.000 alle Regionali a 600 voti alle amministrative. L'analisi di Di Gioia (si è definito “provocatore sulle questioni fondamentali della città”) ha messo in evidenza come Molfetta viva di eredità di quanto programmato negli anni 80-90 con i sindaci Beniamino Finocchiaro ed Enzo De Cosmo, mentre le amministrazioni degli ultimi 15 anni hanno prodotto solo un mercato ortofrutticolo costruito male e costato 13 miliardi prelevati dalle casse comunali senza riuscire a trovare una lira di finanziamento e l'anfiteatro di ponente, utilizzato solo due mesi l'anno, essendo privo di copertura. Tutto il resto, dalla zona industriale al porto, dalla 167 ai piani commerciale e del traffico, dai parchi attrezzati alle scuole e ai 3 palazzetti dello sport, risalgono all'epoca precedente dei governi a guida democristiana. Perfino il piano regolatore, approvato nel '93, ha atteso oltre 10 anni la sua definitiva realizzazione. Stesso discorso sul porto, uno scandalo: il piano regolatore risale all'88 e sono passati 15 anni per proporre lo stesso piano, peggiorato, anche per le situazioni cambiate. Una per tutte: il calo del numero dei pescherecci, da 140 ad appena 60, che rende inutile realizzare il porto turistico accanto a quello commerciale, sia per un impatto ambientale disastroso, e per la vicinanza poco opportuna tra barche da diporto e navi mercantili, sia perché potrebbe essere agevolmente utilizzato lo spazio antistante il duomo, occupato oggi dai motopesca, per realizzare un porto turistico che valorizzerebbe anche il centro storico. Di Gioia trasformerà questa idea in una proposta concreta da realizzare con la modifica del piano regolatore del porto. (nella foto Di Gioia con l'assessore regionale Massimo Ostillio) Di Gioia ha mostrato due planimetrie del porto, quella dell'88 e l'attuale, praticamente immutate. Ma quel che è più grave, per l'ex candidato sindaco del centrosinistra, è la mancata adesione del Comune ai progetti regionali sui porti e all'Autorità portuale del Levante, che favorirà solo gli scali di Manfredonia, Barletta e Monopoli: il ministro Bianchi ha già firmato il via libera all'attività. Quindi il porto di Molfetta, quando sarà completato, nella più ottimistica delle previsioni fra 5 anni (“dopo aver regalato 5 miliardi ai progettisti”), rischia di restare una cattedrale nel deserto, per l'ostinazione del sindaco Azzollini a voler fare tutto da solo in piena autarchia. E Molfetta rischia di essere tagliata fuori dal Corriodio 8 e dalle autostrade ded mare. Ecco perché Di Gioia ha chiesto alla Regione, visto che il porto di Molfetta è regionale, di inserirlo di ufficio nell'Autorità del Levante. Altra occasione perduta è quella di inserire la città nei piani strategici metropolitani, dove sono già presenti Gioia del Colle e Bitonto, e ora rischiamo di perdere gli ultimi finanziamenti comunitari dell'Obiettivo 1 che va dal 2007 al 2013, perché dopo tutti gli aiuti verranno dirottati nell'est europeo. E Molfetta dov'è? Dorme. Ecco il grido d'allarme di Lillino Di Gioia per la mancanza assoluta progetti e programmazione sul futuro della città. Altri ritardi si registrano sul fronte del piano dei servizi che doveva essere fatto già dal 2001, tenendo conto che le cooperative hanno già pagato le opere di urbanizzazione. E l'amministrazione comunale “ha solo affidato 100 milioni a una società di Milano per fare le interviste ai cittadini e sapere cosa è necessario fare nelle zone di espansione”, mentre si rischia di trasformare questi nuovi insediamenti in quartieri dormitorio. Sul piano turistico non si fa nulla, la zona costiera è completamente abbandonata, mentre andrebbe allungato il lungomare, allargandolo fino a portarlo oltre l'attuale fascia costiera, superando l'ostacolo del palazzo (dove ha sede l'Inps, ndr) che oggi chiude la passeggiata. Come pure vanno valorizzate le cale, utilizzando il piano D4 nel tratto tra Molfetta e Giovinazzo. Come fare? Di Gioia ha proposto un concorso internazionale di idee per programmare la fascia costiera. Infine la parte politica: “vogliamo dialogare con tutti, maggioranza e opposizione, per realizzare insieme la programmazione della città, evitando di perdere tutti i treni. Bisogna evitare di commettere gli errori della cosiddetta “politica del fare” (quella del sindaco Tommaso Minervini, ndr) che è stata disastrosa per Molfetta. L'assessore regionale al turismo Massimo Ostillio (nella foto) ha offerto tutta la propria disponibilità a sostenere i progetti di Molfetta (“da oggi – ha detto con una battuta – avete due assessori regionali”, con riferimento al suo collega Guglielmo Minervini). Per quanto riguarda il porto, Ostillio ha detto che può essere una sconfitta o un'occasione di crescita per la città. Anch'egli ha condiviso, infatti, l'inopportunità di accostare porto commerciale e turistico e ha invitato a rivedere il relativo piano regolatore.
Autore: Felice de Sanctis
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