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Leale onesto sincero
15 settembre 2016

Un cordoglio unanime, sentito, intenso, partecipato che ha ricordato l’uomo delle istituzioni, il promotore di innovative politiche giovanili, l’erede spirituale di Don Tonino Bello. Sono stati moltissimi i messaggi di cordoglio espressi da partiti e esponenti politici di tutte le estrazioni per la scomparsa di Guglielmo Minervini. A essere rimpianto dell’ex sindaco di Molfetta e assessore regionale è stato soprattutto il disinteresse per il potere, lo spirito di servizio e lo slancio generoso e fertile verso il disagio delle nuove generazioni. Riportiamo qui i commenti più rilevanti. IL CORDOGLIO DELLA POLITICA NAZIONALE Il 2 agosto appresa la notizia della sua scomparsa, Guglielmo Minervini è stato ufficialmente ricordato alla Camera dei deputati. Il parlamentare Pd Alberto Losacco ha parlato di “un uomo che credeva fortemente nel riscatto della sua terra e di tutto il Mezzogiorno, affidandosi per dirla come lui, ai Bollenti Spiriti e ai Principii attivi delle nuove generazioni. È stato un maestro per più generazioni e ha insegnato che la politica è una cosa bella. Guglielmo aveva una dote non comune: quella di tenere assieme la mitezza e il coraggio, la competenza e la conoscenza dei problemi con un autentico spirito di servizio. Ha fatto molto bene alla politica, al Partito Democratico e alla Puglia”. Commosso anche il ricordo di Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana): “Guglielmo ha provato ad immaginare sempre testardamente nella sua vita, in modo determinato ma molto mite, un’altra idea della politica, un’idea della politica che avesse al centro sempre una questione e cioè la costruzione di spazi di partecipazione e di protagonismo e ha portato quell’idea della politica anche nella sua esperienza istituzionale. Da assessore della regione Puglia è stato ideatore di progetti innovativi che hanno avuto la capacità di mettere al centro il protagonismo delle giovani generazioni e di immaginare le istituzioni come strumento di apertura di nuovi spazi democratici. Noi porteremo sempre con noi il suo insegnamento, la sua forza, la sua determinazione e per questo vogliamo mandare un grande abbraccio, un grande abbraccio a sua moglie, ai suoi figli e ai tanti, i tantissimi e le tantissime a cui Guglielmo ha insegnato un altro modo possibile di essere cittadini e di essere politici in questo Paese”. Dal governo è arrivato il ricordo di Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo: «Minervini è stato uno degli esponenti politici più brillanti e intelligenti di una intera generazione, nel suo lavoro politico e amministrativo ha sempre messo passione e grande competenza. Abbiamo vissuto insieme e con amicizia vera tante battaglie comuni in questi anni di continui cambiamenti. Ci mancherà”». Il viceministro al Lavoro, Teresa Bellanova ha invece sottolineato “la sua tenacia e sobrietà come cifra umana e politica. La sua è stata una politica mai urlata e attenta alle esigenze, al desiderio di futuro delle generazioni più giovani. Una voce importante, forte, mai piegata”. Tra i ricordi più commossi, quello di Pierluigi Castagnetti (più volte deputato, segretario del Partito Popolare italiano, già vicepresidente della Camera dei Deputati). L’ex esponente della Democrazia Cristiana e della Margherita (ora nel Pd) ha pubblicato un lungo post sulla sua pagina Facebook: “ci ha lasciato Guglielmo Minervini, dopo aver combattuto con grande forza una terribile malattia per lunghi anni. Allievo di don Tonino Bello, di lui era riuscito a portare in politica la freschezza dell’amore per gli ultimi, preferibilmente gli ultimi degli ultimi, e un pacifismo integrale ma non irreale. Sorprendeva la sua apparente, ma solo apparente, ingenuità che lo faceva assomigliare come pochi in questo tempo a Giorgio La Pira. Credeva alla forza rivoluzionaria del Vangelo, sine glossa. E credeva che la politica potesse essere luogo adatto a ospitare tale energia vitale e generatrice. Quando si candidò (è il caso di dire con animo candido) alle ultime primarie per la presidenza regionale osai metterlo in guardia per l’enorme fatica che tale scelta avrebbe comportato, mi rispose: “qual è il problema? Ho fatto le analisi e i marker tumorali sono sotto controllo”. Mi pare che proprio quella risposta dicesse la sua concezione della vita e della morte e, assolutamente in linea, la sua concezione della politica: dare con generosità e pretendere mai niente, neppure la probabilità di un qualche successo personale. Dove si trovano oggi uomini così ?”. Il capo della Polizia Franco Gabrielli si è detto «profondamente colpito» per la morte di Minervini sottolineando come il Paese perda «un uomo di grande passione per le Istituzioni e con un forte senso civico». Minervini è stato anche ricordato dal presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia: «Minervini era la politica per bene», l’ex deputata Pd Paola Concia e l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema che ha espresso il suo cordoglio alla famiglia. I parlamentari di “Possibile” Pippo Civati, Beatrice Brignone, Luca Pastorino, Andrea Maestri e Toni Matarrelli parlano di “perdita enorme per la sinistra e per la politica italiana tutta. Il suo impegno ostinato per il cambiamento e per la costruzione di un’alternativa, ancor di più negli anni terribili della malattia, rappresenta un lascito per tutti, un’eredità enorme che non bisogna assolutamente dissipare”. “Uno degli uomini più rappresentativi della storia contemporanea della politica pugliese”, lo ha definito il sottosegretario al Lavoro e coordinatore di Area popolare Puglia, Massimo Cassano, “oltre che persona di grande spessore umano e di incredibile dottrina”. LE LACRIME DI MOLFETTA La città si è stretta attorno al suo ex primo cittadino e il cordoglio per la sua scomparsa è stato unanime. L’ex sindaco Paola Natalicchio ha salutato Minervini con un breve post su Facebook: “le parole non bastano, le parole non servono, le parole non riescono, le parole non escono. La strada insieme resta. Ciao Guglielmo”. Commenti sono arrivati anche dall’ex presidente del consiglio comunale Nicola Piergiovanni: “Hai fatto parte del cambiamento della nostra città”, dall’ex assessore Angela Amato: “Certe notizie ti stroncano ogni pensiero e ti chiudono la gola. Ciao Guglielmo”, da Silvio Salvemini (Sinistra Italiana) che riflette su «l’esempio che ci lasci: l’inquietudine protesa al cambiamento, la passione, la curiosità, la ricerca dell’innovazione, l’essere eretici contro ogni genere di dogmi, non cedere mai nella lotta alle ingiustizie, avere sempre sete di futuro» dall’ex consigliere comunale del Pd Giuseppe Percoco: “Ci sono giornate che non vorresti vivere, parole che non vorresti mai pronunciare. Preferisco pensare che questo sia solo un arrivederci tra noi. Ci hai insegnato come affrontare la vita anche nelle prove più difficili ed un modo di interpretare la politica fattada idee e progetti che camminino sulle gambe di una comunità e che guardino lontano. Buon viaggio Gu! Mi mancheranno tremendamente le nostre chiacchierate e la tua propensione ad accogliermi sempre”. Bepi Maralfa già vicesindaco parla di “una persona che lascia forti segni della sua presenza: la forza, di esempio per tutti, con cui ha condotto la lotta contro il male fisico, mai arrendevole e senza mai farsene scudo agli occhi della gente, sino al punto che in pochi hanno davvero compreso la reale entità del suo male; l’impegno profondo, a vantaggio della comunità cittadina (e non solo) nella quale ha affondato per la prima vota le innovative, rigogliose e durature radici di quel Movimento civico cristiano e politico i cui proseliti sono ancora oggi tangibili”. Sinistra Italiana ha sottolineato come “nei ruoli istituzionali che ha ricoperto, da sindaco, assessore e consigliere regionale, ha saputo declinare il potere inteso come verbo da agire con gli altri e non come sostantivo da esercitare sugli altri. La volontà di far prevalere il “Potere dei segni” rispetto ai segni del potere, come l’insegnamento ricevuto da Don Tonino Bello negli anni vissuti a stretto contatto” mentre Rifondazione comunista Molfetta ha salutato Minervini come “un indomito combattente cui oggi rendiamo il nostro saluto commosso”. Anche l’associazionismo cittadino ha espresso il suo cordoglio. La Consulta femminile Molfetta ha ricordato di Minervini “la forza morale e la ricchezza intellettuale come mente brillante, uomo e politico. Già sindaco di Molfetta, poi assessore e consigliere regionale della nostra Puglia, Guglielmo Minervini ha dato alla terra che amava idee, progetti, sogni veri che si sono concretizzati nel tempo con forza e tenacia. Grande è chi, in questo nostro mondo, si pone a servizio degli altri e Guglielmo Minervini lo ha sempre fatto. Un esempio di onestà intellettuale per tutti e tutte. In questo momento di profondo smarrimento e sconforto, la Consulta Femminile di Molfetta è accanto al dolore di Maria ed Elisa, sempre presenti come donne attive nella nostra comunità. Siamo con loro ricordando i momenti comuni di impegno, con la consapevolezza che la bellezza interiore e la gentilezza di Guglielmo rimarranno tra noi. Per sempre”. Vivo anche il ricordo del vescovo mons. Domenico Cornacchia: “Egli, tra i primi condiocesani ha chiesto di incontrarmi dopo il mio ingresso a Molfetta. Antica e fraterna amicizia ci legava. Ho sempre apprezzato in lui lealtà, simpatia, attenzione per i bisognosi e lettura dei segni dello Spirito divino nella storia degli uomini”. La Diocesi parla di un “protagonista e iniziatore di alcune esperienze notevoli sul territorio diocesano: con la profonda e tenace amicizia di Francesco De Palo fu tra i primi obiettori di coscienza al servizio militare in servizio civile, vissuto da lui nel quartiere del Duomo, sfociato poi nella istituzione della Casa per la Pace. Furono gli anni ’80 che coincisero anche con l’episcopato di Mons. Tonino Bello col quale Guglielmo collaborò direttamente per alcune battaglie civili, legati anche dall’adesione al movimento Pax Christi, di cui don Tonino fu presidente e Guglielmo consigliere nazionale. L’impegno di Guglielmo in Diocesi prese forma anche nella collaborazione redazionale del settimanale diocesano Luce e Vita, sulle cui pagine pubblicò servizi e inchieste di denuncia su dinamiche sociali difficili. Poi, sempre con la complicità di Francesco, fondò inizialmente presso la Casa per la Pace, in via Massimo D’Azeglio a Molfetta, l’editrice “la meridiana” con Elvira Zaccagnino, orientata alla promozione culturale particolarmente sui temi della pace, dell’educazione alla pace, della non violenza attiva e dell’impegno civile. Nell’ultimo suo libro “La politica generativa”, aveva quasi racchiuso la sua visione ed esperienza politica, vista come laboratorio di partecipazione più che gestione del potere. Una vita vissuta fino in fondo, fino in cima, per dirla con don Tonino, la cui memoria resta a viva testimonianza per tutti”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’Azione Cattolica diocesana Molfetta: “Dopo aver combattuto a lungo la malattia, non è più tra noi Guglielmo Minervini. L’Azione Cattolica diocesana partecipa commossa al dolore che ha colpito la famiglia Minervini e gli amici dell’Agesci per la prematura scomparsa del caro Guglielmo, uomo politico, già sindaco di Molfetta, da sempre scout. Ricordandone con gratitudine il servizio e la testimonianza cristiana nella comunità civile, esempio per le generazioni future, lo affida nella preghiera al Signore della Vita”. Un ricordo anche dalla Fondazione don Tonino Bello di Alessano: “Ci rimane di esempio il modo laico con cui ha vissuto i molteplici impegni, attuati con feconda generosità, rimanendo pervaso da una profonda ispirazione evangelica e dalla radicalità delle beatitudini, che il suo e nostro maestro Don Tonino ha ispirato nella sua vita”. IL RICORDO IN PUGLIA Il ricordo più commosso e vibrante è stato senz’altro quello di Nichi Vendola. L’ex presidente della Regione Puglia, legatissimo a Minervini ne ha parlato come “un uomo del futuro, un politico generoso e visionario, un costruttore di pace e di giustizia sociale”. L’onore delle armi è stato concesso dal governatore Michele Emiliano col quale Minervini aveva avuto scontri asprissimi: “La scomparsa di Guglielmo Minervini mi rattrista molto. Esprimo a nome della Regione Puglia il mio sincero cordoglio alla famiglia di Guglielmo”. Mario Loizzo ha parlato a nome dell’intero consiglio regionale ricordando “un uomo come ce sono pochi, un politico lungimirante, il compagno di partito, l’amico indimenticabile. Condivido con quanti hanno conosciuto Guglielmo un senso di vuoto e di che non sarà facile colmare. Abbiamo perduto tutti una presenza amica, un contributo politico ogni volta chiaro e puntuale, spesso determinante. Era un uomo sereno, discreto, dal sorriso aperto, un compagno di partito e un amico indimenticabile. La sua capacità di guardare lontano, i progetti che ha realizzato e fatto realizzare, il futuro che ha contribuito ad offrire a tanti giovani resteranno a ricordarlo per sempre”. Il segretario regionale del Pd e consigliere regionale, Marco Lacarra ha parlato di “un grande uomo. Un uomo di rara statura umana e politica. Un combattente vero, che non ha mai rinunciato per un solo istante alle sue idee e al suo credo. Un politico di razza che non è mai sceso a compromessi per interessi personali e che ha combattuto fino all’ultimo istante con coraggio e determinazione per sconfiggere il male che da tempo lo affliggeva. E nel rispetto del suo ruolo istituzionale e della comunità che con rigore intellettuale ha rappresentato, ha lavorato alacremente fino alla fine. Fai buon viaggio Guglielmo, è stato un grande onore aver fatto un pezzo di strada insieme a te”. Cordoglio è stato poi espresso da tutti i gruppi politici. Da quello del Pd: “la sua attività politica ed amministrativa ha rappresentato in questi anni un esempio concreto di buona politica, fatta di idee e di valori, sempre al servizio dei cittadini pugliesi, ed in particolar modo dei più deboli” passando da Forza Italia (“lascia un vuoto profondo in chiunque l’abbia conosciuto e frequentato, dapprima come uomo e poi come politico e amministratore. Di lui resta una traccia ed una testimonianza indelebile di passione civile, coraggio, coerenza e di generosa sensibilità per le battaglie sociali in favore dei più deboli. Sempre fedele alla sua terra di Puglia ed ai pugliesi” e Area Popolare (“Guglielmo Minervini era un gigante, a dispetto del corpo sempre più fragile: un uomo, prima ancora che un politico e un amministratore, di uno spessore immenso. Un collega con il quale continuamente confrontarsi sapendo che la sua esperienza, la sua profondità di analisi e riflessione ti avrebbero comunque arricchito”). LA GAFFE DEI CINQUE STELLE Al cordoglio per la scomparsa di Minervini, ha aderito immediatamente anche il Movimento 5 Stelle pugliese (“i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, appresa la tragica notizia, si stringono con cordoglio sincero intorno ai familiari del collega Guglielmo Minervini”). Ma in città ha fatto discutere l’uscita (infelice) di un attivista del meet up Molfetta in Movimento che ha salutato la scomparsa di Minervini con uno scellerato commento: “un vitalizio in meno”. La gaffe ha scatenato una severa presa di distanza di molti militanti baresi, a iniziare da Viviana Guarini (per un pugno di mesi consigliera regionale del M5S, poi destituita da un riconteggio delle schede) che avendo avuto modo di lavorare in Regione al fianco di Minervini ha parlato di “un uomo che lavorava per questa terra anche da un letto di ospedale mentre era sotto chemioterapia. Un uomo gentile, buono, umile. Nessuno impone di esprimere cordoglio ma il rispetto si sa, non è pretendibile da tutti”. Di ben altro tono il ricordo del gruppo Molfettesi 5 Stelle (“Minervini era diventato uno dei simboli della cosiddetta “Primavera pugliese” grazie al piano “Bollenti spiriti”, ideato da assessore regionale alle Politiche giovanili per promuovere e sostenere la formazione e l’avvio al lavoro dei giovani pugliesi. Esprimiamo un sincero cordoglio alla famiglia del nostro concittadino”) e di Beppe Marsano del gruppo Amici di Beppe Grillo (“davanti alla morte tutto deve tacere. Buon viaggio).

Autore: Onofrio Bellifemine
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