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Le spiagge in piazza: no alla privatizzazione Dibattito – L'amministrazione comunale vuole eliminare le aree libere
15 aprile 2004

L'iniziativa promossa da alcune associazioni (Archeoclub, Arci-Cavallo di Troia, Casa dei Popoli, Legambiente, Molfetta Social Forum, Passioni di Sinistra) di difendere la libera fruizione delle spiagge, contestando il Piano delle coste elaborato dall'Amministrazione comunale, ha conosciuto un ulteriore momento di dibattito. Al Corso Umberto, all'altezza del Liceo, l'assessore Uva, un rappresentante delle associazioni e alcuni esponenti delle forze politiche locali (hanno partecipato solo DS, Margherita, Rifondazione, per le forze presenti in Consiglio comunale, e “Il riscatto della città”, nonostante fossero state invitate tutte le forze politiche cittadine), hanno passato al vaglio l'intero Piano. Massimiliano Piscitelli, per conto delle associazioni, ha esposto gli aspetti negativi del Piano e ha evidenziato le proposte che le associazioni chiedono che vengano recepite. Il Piano in sostanza limita fortemente la libera fruizione delle spiagge nella zona migliore delle nostre coste, quella di levante, favorendone fortemente la privatizzazione, pur essendo già abbondantemente privatizzata; non costituisce la base di un programma serio di sviluppo turistico, perché non è relazionato ai piani di attuazione delle cosiddette D4 (le aree destinate dal PRG allo sviluppo turistico) che non sono stati ancora approntati, anzi ne pregiudica in qualche modo l'attuazione, giacché sarà molto difficile che i gestori degli stabilimenti sorti, e di quelli che grazie a questo Piano potranno sorgere, accettino, a posteriori, qualsivoglia modifica al loro assetto. E' stato poi rilevato che i tecnici consultati dalle associazioni hanno riscontrato degli errori di calcolo nella determinazione delle aree destinate alla privatizzazione, che risultano definite in una percentuale maggiore rispetto a quella massima prevista dalla delibera di Giunta regionale (il 46% invece del 40%). Quanto alle proposte, M. Piscitelli ha ribadito l'orientamento delle associazioni già espresso nel testo della petizione popolare promossa dalle stesse associazioni e che ha raccolto finora circa tre mila firme: accrescere la percentuale di aree destinate a spiaggia libera attrezzata, che consente ugualmente all'impresa privata di attivarsi; restituire alla fruizione dei cittadini le aree tradizionalmente frequentate dai molfettesi e che invece il Piano destina in concessione ai privati (spiaggia ex-Franzese, zona Colonia, tutta l'area di Torre Gavetone); non concedere ai privati ulteriori aree a levante, perché la presenza di aree concesse ai privati è già elevata; revocare la concessione alle spiagge dette “scoglio d'Inghilterra” e “Bahia”, perché entrambe concesse al di fuori di qualsivoglia programmazione; rinviare ogni altra eventuale concessione al momento dell'approvazione del piano delle D4; escludere da nuove concessioni a privati le aree di ponente sottoposte a vincolo faunistico. L'assessore Uva ha difeso il Piano, asserendo che l'Amministrazione ha seguito le indicazioni dettate dalla delibera di Giunta regionale che stabilisce i criteri generali per la redazione dei piani delle coste; che ha dovuto tener conto del fatto che nella zona di levante è prevista dal PRG l'area di espansione turistica, ragion per cui in questa zona è stato previsto un più alto numero di aree in concessione; che non si possono imporre agli operatori lacci e laccioli e quindi non si possono attendere i tempi lunghi della progettazione delle D4, anche perché la Regione ha imposto tempi ristretti per l'approvazione del Piano, pena l'intervento di commissari ad acta; che l'amministrazione è pronta a discutere, comunque, ogni proposta migliorativa che non stravolga l'assetto del Piano, e a fare una verifica dei calcoli che si sono detti errati.. I rappresentanti delle forze politiche di opposizione presenti in Consiglio comunale (Minervini per i DS, Sallustio per la Margherita, Zaza per Rifondazione) hanno criticato il Piano per diversi motivi, innanzi tutto per il ritardo e l'inerzia di cui l'Amministrazione si è resa responsabile, ma anche perché il Piano prescinde dalla programmazione delle D4, la cui mancata attuazione di fatto impedisce a Molfetta di dotarsi di un valido strumento per lo sviluppo turistico. In sostanza hanno mostrato di condividere le proposte delle associazioni e di volerle sostenere. Lillino Di Gioia, per “Il riscatto della città”, ha stigmatizzato in senso generale l'operato dell'Amministrazione, senza entrare nello specifico della discussione. Non privo di interesse è stato l'intervento dell'arch. Delle Foglie, membro di “Agenda 21”, che ha illustrato una sorta di contropiano relativo alla zona di ponente, che ha il pregio di valorizzare l'area senza devastare l'ambiente, dimostrando che se si vuole è possibile fare interventi mirati senza stravolgere l'assetto del territorio. Finalmente il Piano delle coste è stato iscritto all'o.d.g. del Consiglio comunale e dovrebbe essere discusso, sempreché la maggioranza abbia raggiunto un accordo, giacché questo Piano, così com'è, non piace ad alcune forze della maggioranza, le cui ragioni sarebbe stato interessante sentire in piazza. Le associazioni non vogliono demordere e intendono portare avanti la loro battaglia, proseguendo nella raccolta delle firme e nell'opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica: è evidente che se questo Piano dovesse essere approvato senza essere migliorato, le forze politiche che lo approveranno dovranno poi rendere conto del loro operato alle migliaia di cittadini che hanno sottoscritto la petizione. Ma le associazioni intendono fare di più: vogliono promuovere comitati di vigilanza di cittadini per la salvaguardia dell'ambiente contro le aggressioni che sempre più spesso, in barba alle leggi, vengono fatte a danno del nostro territorio e delle nostre spiagge. Dunque un invito alla mobilitazione per evitare ulteriori devastazioni e brutture, in nome del dio degli affari. Arcangelo Ficco
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