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Le osservazioni del Comune di Molfetta al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale Il sindaco Natalicchio: “Sono il risultato di un percorso di ascolto dei cittadini e dei tecnici che operano sul territorio. Cinque punti necessari a stabilire la corrispondenza tra lo strumento di regolazione regionale in tema di paesaggio e quello locale, sul quale dovremo prossimamente intervenire attraverso un nuovo Piano Urbanistico Generale”
16 gennaio 2014

MOLFETTA - Il riconoscimento del sistema delle lame, le criticità derivanti dall’impatto del piano sui procedimenti urbanistici in corso nei comparti di espansione, la precisazione del vincolo sull’Oasi di Torre Calderina, il Parco archeologico del Pulo e del giacimento paleontologico in contrada san Leonardo e la tutela del paesaggio portuale storico dalla secca dei pali alle banchine San Domenico e Seminario. Sono questi i titoli delle cinque osservazioni al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (Pptr) formulate dal Comune di Molfetta. Come spiega il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio: “Queste osservazioni sono il risultato di un percorso di ascolto dei cittadini e delle associazioni inedito in questa città sui temi dell’urbanistica, realizzato con l’impulso della prima commissione consiliare. L’incontro pubblico con i tecnici e i professionisti del settore a ottobre e quello con l’assessore regionale Angela Barbanente sono state due delle tappe in cui abbiamo raccolto i contributi. Il confronto ha infatti evidenziato alcune carenze del Pptr. Le osservazioni sono necessarie a stabilire la corrispondenza tra lo strumento di regolazione regionale in tema di paesaggio e quello locale, sul quale dovremo prossimamente intervenire attraverso un nuovo Piano Urbanistico Generale”.

Vediamo in dettaglio con l'assessore all'urbanistica Rosalba Gadaleta i contenuti delle osservazioni. "Il Pptr ha preso in considerazione la sola lama Marcinase. Ma sul nostro territorio occorre rilevare la valenza paesaggistica di altre lame, con la funzione di mitigazione del rischio idraulico. Per questo motivo con la nostra osservazione rileviamo il sistema delle lame così come identificate dal Piano di assetto idrogeologico della Regione Puglia".
La seconda osservazione solleva criticità legate ai procedimenti urbanistici in corso nei comparti edilizi di espansione (3, 5, 10, 18). "In questi comparti - spiega l'assessore - si sono consolidati diritti edificatori da parte dei proprietari dei suoli, che ricadono in aree di tutela, per questo motivo abbiamo chiesto alla Regione di chiarire se tali diritti debbano considerarsi salvi".
La terza osservazione si inserisce nell'estensione del sistema di tutele al percorso di valorizzazione dell'Oasi di Torre Calderina. "Mentre da un lato il governo ha recentemente riconosciuto l'area marina protetta di Ripalta - Torre Calderina, il Consiglio Provinciale con la sola maggioranza in aula ha approvato la riperimetrazione dell'area, restringendo la fascia protetta. Un provvedimento contro il quale abbiamo espresso con una delibera di giunta la nostra formale opposizione. Con questa osservazione chiediamo di valorizzare l'Oasi all'interno di un percorso rurale e costiero".
Con la quarta osservazione il Comune di Molfetta chiede di estendere il regime di tutela già prevista per l'area di interesse archeologico e ambientale del Pulo a tutta l'area limitrofa interessata dal giacimento paleontologico di San Leonardo, compresa la dolina Gurgo.
"I molfettesi la conoscono come la cava dei dinosauri, per la presenza di diverse centinaia di orme attribuite a diverse specie. Il riconoscimento del regime di tutela del sito è propedeutica per l'avvio di un percorso di valorizzazione dello stesso archeologico-turistica".
La quinta osservazione riguarda l'estensione del regime di tutela a tutte le aree portuali, il Pptr tralascia il tema dei paesaggi portuali e il Comune di Molfetta ha chiesto di ricomprendere nel regime vincolistico le zone demaniali del porto dal molo foraneo alle banchine Seminario e San Domenico e la zona ricompresa dalla secca dei pali alla Madonna dei Martiri.
Conclude l'assessore Gadaleta: “Il Pptr ci consentirà di dare un nuovo assetto al territorio, bilanciando la tutela dell’ambiente con i diritti dei cittadini e degli imprenditori. Dobbiamo puntare a valorizzare il territorio contenendo il consumo dissennato del suolo”.  

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