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Le criticità. Il nuovo Pums non piace a tutti, troppe zone pedonali e troppe bici
15 settembre 2018

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) è stato stilato con l’intento di «garantire e migliorare l’accessibilità al territorio, alle persone, di migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente urbano, di aumentare l’efficacia del trasporto pubblico, di garantire efficienza e sicurezza al sistema della viabilità e dei trasporti». Lungo e articolato l’iter per la sua redazione. La prima fase ha visto il monitoraggio del sistema della mobilità, delle zone di sosta del traffico e del trasporto pubblico locale per ricostruire il funzionamento del sistema della mobilità e le sue problematiche, indagini realizzate nel periodo luglioottobre 2014. I risultati delle indagini e una loro prima interpretazione sono stati presentati il 16 dicembre 2014, in un incontro pubblico. In seguito, è stato possibile formulare segnalazioni e avanzare proposte attraverso il sito web del Comune di Molfetta. Il 4 marzo 2015 si è tenuto il secondo incontro pubblico per presentare le proposte pervenute dai cittadini ed eventuali scenari alternativi. Il provvedimento è stato adottato dalla Giunta di centrosinistra di Paola Natalicchio nel gennaio 2016 mentre successivamente sono stati richiesti pareri alle Istituzioni competenti nonché la VAS (utile per definire le iniziative utili a ridurre l’impatto delle azioni previste dal Piano sulle componenti ambientali). Alle richieste del Comune sono giunte le risposte del Servizio Foreste e del Servizio Risorse Idriche del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia nonché della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, pareri dai quali sono scaturite richieste di integrazioni: in fase di attuazione del piano si dovrà tener conto delle normative che regolamentano gli scarichi delle acque reflue domestiche, provenienti da insediamenti isolati se non è possibile l’allacciamento alla rete fognaria cittadina esistente (in realtà il PUMS non prevede situazioni di tale genere, dunque tali interventi non sarebbero necessari) e il trattamento delle acque meteoriche (scenario che potrebbe interessare la realizzazione di svincoli, rotatorie e nuove aree di sosta). È stata richiamata anche la necessità di prevedere risparmi idrici ed eventuali riusi, sempre secondo la normativa vigente. Il PUMS, inoltre, si è rivelato in linea con le indicazioni generali previste dal Segretariato Regionale per la Puglia del Ministero dei Beni culturali, previsti, ad esempio, interventi che dovrebbero avere impatti minimi sul suolo, riduzione del traffico e istituzione di zone di sosta regolamentate nei quartieri storici. Ultima fase è stata quella dell’approvazione in Consiglio comunale. Ma cosa prevede il PUMS? Essenzialmente una serie di interventi sulla mobilità pedonale e ciclistica, sul trasporto autoveicolare, sulla sosta degli automezzi, sul trasporto pubblico e la intermodalità (ossia l’organizzazione del trasporto di persone e/o merci utilizzando diversi mezzi, ad esempio auto o biciclette e treno). Gli interventi previsti (divisi tra quelli già avviati o che stanno per essere completati, quelli già programmati e finanziati o in fase di finanziamento e quelli da progettare o finanziare) interesseranno l’intero territorio cittadino e gli accessi dalle città limitrofe. Partiamo dalla mobilità pedonale e ciclistica. Interventi già realizzati o in fase di completamento sono quelli relativi alla rete urbana di percorsi ciclabili, che dovrebbe collegare i diversi istituti superiori e unire le aree sud di Molfetta con quelle a nord, passando per il sovrappasso ferroviario (intervento già in gara) e il miglioramento accessibilità pedonale alle scuole di via Giovinazzo. Altri interventi, programmati o progettati, già finanziati o in fase di finanziamento, riguarderanno tratti in variante della Ciclovia Adriatica BICITALIA 6 (oltre al tratto in variante previsto dal PUMS è stato programmato un tratto in coerenza con la Ciclovia adriatica in corrispondenza della SS 16 adriatica nel tratto Molfetta-Giovinazzo; programmato anche, nell’ambito del Biciplan Metropolitano di Bari, il tratto ciclabile Ruvo-Molfetta-Pulo nonché nell’area del Lungomare di Ponente e del comparto Madonna dei Martiri), il sottopasso ciclopedonale su strada vicinale Padula (sono programmati interventi in prossimità di Lama Scorbeto e Lama Marcinase, polifunzionali rispetto agli interventi di mitigazione idraulica previsti), un percorso ciclopedonale in coordinamento con il Piano Comunale delle Coste (sono programmati interventi di ciclopedonalità su lungomare di levante con riqualificazione area retrostante lo stadio Paolo Poli), la pedonalizzazione progressiva di via Dante. Da progettare, infine, gli interventi per il miglioramento dei collegamenti ciclabili tra area produttiva-commerciale e centro città (ASI Bike), il Progetto Metro Bike Scuola (sistema di mobilità integrata da più mezzi), i Progetti Pedibus (realizzati solitamente nelle scuole dell’infanzia e primarie: bambini “passeggeri” formano un autobus umano – una fila ordinata che segue un percorso indicato da orme colorate – accompagnati da adulti “autisti” e “controllori”), nonché l’estensione delle Zone a Traffico Limitato (ZTL), che dovrebbero interessare oltre al borgo medievale, il quartiere Catecombe, rione Sant’Angelo, rioni Cavalletti e Annunziata (in pratica dal mare sino all’altezza di piazza Paradiso). Una seconda area di intervento riguarda la mobilità autoveicolare e il trasporto pubblico. In tale ambito, gli interventi già realizzati o in fase di completamento sono quelli relativi alla realizzazione di una rotatoria tra via Salvatore Mininni e via Bisceglie e di una rotatoria sull’asta del nuovo svincolo Molfetta sud (in entrambi i casi, però, l’intersezione delle aste di collegamento ANAS con la SS 16 è stato realizzato in modalità differente in quanto intervento già programmato da ANAS), alla realizzazione di una coppia di rotatorie che connettono la strada vicinale Torre Rotonda e via Giovinazzo nonché alla sistemazione dell’intersezione tra la strada vicinale Torre Rotonda e via Giovinazzo in corrispondenza della seconda cala. Tra gli interventi programmati o progettati, già finanziati o in fase di finanziamento, è previsto l’allargamento della strada comunale Lama di Macina (a ovest della città). A tale proposito va evidenziato che è stato programmato, in collaborazione con l’ANAS, il collegamento/bretella tra via Olivetti e la SS16 bis, oltre alle complanari della statale nei comparti 24 e 25 del piano regolatore generale per interconnessione zona PIP. Interventi riguarderanno i nodi intermodali (punti di scambio tra diversi mezzi) di Porta Bisceglie (l’accesso e lo svincolo per le aree portuali ha visto uno specifico accordo con l’ANAS per la realizzazione della rotatoria già prevista nel piano regolatore) e della stazione ferroviaria (che prevede anche la realizzazione della velostazione), la parziale pedonalizzazione dello slargo antistante la basilica Madonna dei Martiri, la realizzazione della rotatoria tra via Molfetta, viale dei Crociati e via Caduti sul lavoro, che dovrebbe collegare anche l’area dei Cantieri navali, il lungomare di Ponente e viale Margherita (accesso al cimitero). Da progettare sono, invece, le azioni relative all’adeguamento delle rampe di ingresso e di uscita dello svincolo Bisceglie Sud in direzione della SS 16, al sistema di rotatorie su strada comunale Lama di Macina nei pressi dello svincolo Bisceglie Sud, il nodo tra SS16 e strada vicinale Palombaro nei pressi del confine comunale di Molfetta e quello tra via Cavalieri di Vittorio Veneto e via Giovanni XXIII, la messa in sicurezza degli accessi ai parcheggi privati nei pressi della zona Nettuno, il nodo intermodale di Porta Terlizzi, la pedonalizzazione della Prima Cala, la realizzazione di nuove fermate per il Trasporto Pubblico Locale, la sistemazione dell’intersezione tra la strada vicinale Torre Rotonda e via Giovinazzo in corrispondenza della Seconda Cala, le rotatorie lungo via Giovinazzo presso la Seconda e la Terza Cala, il sistema di circonvallazione intorno alla caserma dei Carabinieri all’intersezione tra via XXV Aprile e via Giovinazzo, realizzazione di intersezione tra via Enrico Berlinguer e viale Martiri della Resistenza e viale XXV Aprile, l’adeguamento della complanare SS 16 bis di accesso al quartiere Madonna della Rosa, l’accesso al parcheggio dell’Ospedale da via Bettino Craxi, il completamento di via Cavalieri di Vittorio Veneto, impianti di regolazione semaforica lungo via Salvemini all’intersezione con via Prolungamento Caduti sul Mare e lungo via Salvemini all’intersezione con via Giovanni XXIII (ma entrambi potrebbero essere sostituiti da rotonde), la realizzazione dell’Intelligent Traffic System (tecnologie utilizzate per il controllo del traffico). Non mancano gli interventi in merito alla sosta veicolare Tra gli interventi programmati o progettati, già finanziati o in fase di finanziamento, va annoverato il recupero di diversi posti auto, grazie al contratto di locazione stipulato con il Seminario Vescovile, il coordinamento con il Piano Comunale delle Coste per l’accessibilità ai parcheggi del lungomare e lo spostamento del mercato settimanale: oltre al trasferimento dei venditori da via Salvucci alla via parallela prolungamento A. Fontana e nel tratto parallelo di via Monsignor Antonio Bello è stato programmato un parcheggio a servizio della nuova area mercatale. Si dovranno, invece, stilare i progetti dettagliati per il parcheggio di lunga sosta previsto a porta Bisceglie (per 200 posti), i due parcheggi di lunga sosta a Porta Terlizzi (uno da 136, l’altro da 225 posti), del nodo intermodale di Porta Giovinazzo. Si dovranno anche riorganizzare i parcheggi esistenti lungo la costa e istituire Zone a Sosta Regolamentata (che si aggiungeranno a quelle esistenti). Il Piano, ovviamente, dovrà essere attuato gradualmente poiché alcune azioni possono essere realizzate solo dopo altri interventi (oltre al reperimento dei fondi necessari), ad esempio non si potrà procedere alla pedonalizzazione di corso Dante se non si liberano le vie perimetrali al centro città (interventi che prevedono lo spostamento del mercato settimanale, l’ampliamento della ZTL, potenziamento dei mezzi pubblici ecc). Un piano articolato e complesso che ha destato qualche perplessità in alcuni cittadini che ritengono, ad esempio, troppo breve il periodo di monitoraggio attuato poiché in estate gli spostamenti sono influenzati da diversi fattori (chiusura delle scuole, ferie, giornate assolate), portando i cittadini a modificare le proprie abitudini (pensiamo, ad esempio, a cosa accade nei pressi degli istituti scolastici negli orari di ingresso e di uscita durante i giorni di pioggia). In tanti, soprattutto anziani, lamentano il trasferimento del mercato settimanale in un’area troppo periferica. Anche la scelta di pedonalizzare, sia pure gradualmente una vasta area del centro cittadino e di privilegiare gli spostamenti su due ruote non convince coloro che temono una maggiore pressione del traffico nelle altre zone o coloro che non usano (perché non possono) la bici. Il PUMS può funzionare solo se supportato da un efficiente sistema di mezzi pubblici che consenta di ridurre i disagi per i cittadini, non a caso è stato programmato un nuovo piano industriale di Trasporto pubblico locale, è prevista la realizzazione di una App “Molfetta Mobile” (MM) oltre ad attività di educazione alla mobilità sostenibile nelle scuole e alla collaborazione con le scuole superiori di indirizzo tecnico. © Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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