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Lame, né vincitori né vinti
15 giugno 2010

COLLABORATE! E’ l’imperativo che sintetizza la sentenza del Consiglio Superiore delle Acque chiamato a risolvere il braccio di ferro tra il Comune e l’Autorità di Bacino, in merito alle questioni lame. In discussione due piani in contrasto tra di loro: la nuova zona artigianale (Pip), 634.545 mq in continuità con l’attuale e il Piano Assetto Idrogeologico (PAI), lo strumento tecnico che individua le aree critiche ed il relativo fattore di rischio (alto, medio o basso). Nelle mappe il rischio idrogeologico (allagamenti o inondazioni) è colorato di blu, mentre la pericolosità per le persone è tinta di rosso. A guardare la cartina del territorio di Molfetta, si notano un groviglio di linee di blu intenso (alto rischio) che individuano diverse lame, e quindi tracciati terminali di fiumane, provenienti da chissà dove, alimentati dalle piogge. Addirittura nei pressi dell’abitato c’è un tracciato rosso, che indica alto rischio per le persone. Ebbene il nuovo Pip ricade nella zona a forte tinte blu. In sostanza, mentre per il PAI in quelle aree non si può piantare nemmeno un chiodo, il Comune vorrebbe realizzare una nuova area artigianale. Dagli esperti non esperti arrivano risposte univoche. Si era alla vigilia delle elezioni regionale e come un derby calcistico si crearono due fazioni, e ognuna parlava agli ultrà della propria parte. La “curva Nord” gridava nel caso di realizzazione del Pip, addirittura di una possibile e nefasta tragedia, la “Sud”i invece era su posizioni minimaliste. Il Comune sposava questa seconda fazione e presentava ricorso contro il PAI al Consiglio Superiore delle Acque, chiedendo anche la sospensiva degli effetti del PAI. Di solito quando c’è un contenzioso, in attesa del verdetto le bocce rimangono ferme. Il Comune invece, come se Molfetta fosse una Repubblica Autonoma (altro che Federalismo!), senza aspettare la pronuncia del Consiglio Superiore delle Acque, accelerava le procedure: bando per l’assegnazione dei lotti e i primi atti per gli espropri. Successivamente il Comune aveva elaborato il progetto di protezione a monte dell’area Pip per far defluire l’eventuale onda di piena verso una vasca di accumulo realizzata all’interno della dolina di Gurgo, una depressione naturale considerata perfetta per garantire la sicurezza dal punto di vista idraulico dell’intera area. Un “canalone” in cemento armato di 584 metri, largo 2,7 e profondo 3 metri di monte della zona artigianale (all’altezza della “Strada Parieti Nuove”), nel punto di incrocio di Lama Scorbeto con Lama Pulo, Il Consiglio Superiore delle Acque prima respingeva la sospensiva e poi il 26 maggio scorso entrava nel merito della questione, con una sentenza dettata dal buon senso. In sostanza, ordinava una collaborazione tra i belligeranti. Una esito accolto come un successo dal Comune che vedeva così fondate le proprie tesi. A questo punto il Comune che sin dall’inizio ha ignorato l’Autorità di Bacino, forse perché la riteneva organo più politico che tecnico, troppo vicina al governo di centrosinistra regionale, e quindi avversa alla nostra città, tesi manifestata senza pudore in campagna elettorale, dovrà confrontare i propri progetti, piano Pip e “canalone” con il PAI dell’Autorità di Bacino. Probabilmente si arriverà ad una revisione delle perimetrazioni. Un accordo indispensabile, perché ogni intervento sul territorio deve avere il placet dell’Autorità di Bacino, così come si legge nella delibera che di approvazione del Pip (34, aprile 07): “La presente delibera… verrà inviata all’Autorità di Bacino per il contestuale parere e in tal senso, acquisterà efficacia con l’emanazione del parere positivo”. Crediamo che non cera bisogno di scomodare il Consiglio Superiore delle Acque. Un braccio di ferro figlio del clima che l’’amministrazione Azzollini ha voluto creare alla vigilia delle elezioni. Il far credere di una città sotto attacco e quindi minacciata per il proprio futuro dal governo regionale, arrivando addirittura di tacciare di “antimolfettese” anche l’assessore Guglielmo Minervini. Ora che la campagna elettorale è alle spalle, speriamo che il clima cambi.

Autore: Francesco Del Rosso
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