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La politica di industrializzazione del Mezzogiorno (II parte)
18 novembre 2007

NAPOLI - 18.11.2007 Per quanto concerne la politica interna, gli anni '50 si caratterizzano sia per la trasformazione della DC da partito di notabili a partito di apparato ad opera di Amintore Fanfani, sia per la presidenza di Enrico Mattei (foto) all'ENI volta ad assicurare all'Italia l'autonomia energetica. Sempre in quegli anni comincia ad essere oggetto di dibattito politico l'idea di “piano economico”, precedentemente criticata dai liberisti. Nasce il cosiddetto schema Vanoni che punta alla risoluzione dei problemi della disoccupazione e della sottoccupazione agricola, nonché dell'industrializzazione del Mezzogiorno. Lo schema Vanoni non pretende di essere un piano economico, ma solo un modello di analisi a partire dal quale elaborare delle specifiche strategie di politica economica. Tuttavia, pur essendo riconosciuto come un documento fondamentale dalle forze politiche di maggioranza, esso non dà seguito a decisioni mirate, in quanto, proprio in quegli anni, si assiste al “miracolo economico”, che, tra l'altro, si basa sull'eccedenza di forza lavoro nel Sud d'Italia. In questo modo, l'obiettivo meridionalista resta affidato esclusivamente all'intervento straordinario. Quest'ultimo, nonostante i successi conseguiti nell'ambito delle trasformazioni dell'agricoltura, non riesce a fare decollare l'industrializzazione del Sud. Infatti, la crescita della domanda meridionale di prodotti industriali è evasa dalle industrie settentrionali, alimentandone ulteriormente l'intensa fase di crescita. Tuttavia, a partire dalla legge 30 luglio 1957, n. 634 viene sviluppato un nuovo indirizzo per la legislazione sull'intervento straordinario, che prevede varie forme di incentivi diretti ed indiretti per gli investimenti industriali nel Mezzogiorno, tra cui l'esonero del pagamento dei contributi previdenziali per i nuovi assunti, esteso in parte successivamente a tutti i dipendenti. Gli effetti della nuova politica economica sono fortemente positivi per le regioni meridionali, quando, negli anni '70 sembra oramai certo che il baricentro dell'industrializzazione si sta spostando verso Sud, l'economia nazionale ed internazionale è colpita dalla crisi petrolifera del 1973-1974. Salvatore Lucchese
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