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La Confesercenti di Molfetta contro la finanziaria 2007 “Piccola impresa uguale bancomat”: ad essere colpito è il lavoro autonomo
09 ottobre 2006

MOLFETTA - Grande malumore in casa Confesercenti. “Certo, i circa 250 articoli che compongono la proposta di legge Finanziaria 2007 emessa dal Governo andranno attentamente esaminati ma, da una prima analisi elaborata dalla Confesercenti, si evince un giudizio negativo – dice l'avv. Raffaella Altamura, segretario comunale di Molfetta -. Si tratta di una Finanziaria che colpisce duramente il lavoro autonomo e le piccole e medie imprese operanti nel settore del terziario. Basti pensare infatti al notevole aumento operato sul versante della contribuzione previdenziale ed alla revisione degli studi di settore. Non si tratta quindi di una manovra che agevoli la ripresa economica ma destinata invece ad incrementare sensibilmente la pressione fiscale, il cui effetto negativo sarebbe rappresentato da una forte contrazione dei consumi. Ciò significherebbe aver eseguito una anomala “sterzata” rispetto ad una ripresa economica che negli ultimi tempi iniziava a muovere i suoi primi, seppur lenti, passi. Si è deciso quindi, ancora una volta, di affidare il risanamento del Paese al sacrificio delle piccole e medie imprese sempre più assimilate ad una sorta di “bancomat”, a cui l'Erario volge il proprio interesse ogni qualvolta vi sia necessità di “fare cassa”. Forse questa è la soluzione più facile per i tecnici del Ministero dell'Economia e delle Finanze anziché optare per un concreto intervento nel contrasto alla elusione ed evasione, problematiche che attanagliano in maniera sempre più preoccupante l'economia nazionale a discapito della collettività, o sul capitolo del contenimento della spesa pubblica. Segnali negativi, in tal senso, si erano già avuti con il Decreto Visco – Bersani varato nel mese di agosto scorso, che, con i pressanti e numerosi adempimenti introdotti a carico delle imprese nonché degli intermediari e professionisti, ha prodotto un notevole aggravio dei costi di gestione mettendo quindi a rischio l'equilibrio della stessa programmazione commerciale. Oltre al danno si è inoltre subita una beffa: anziché contrastare con ogni mezzo l'abusivismo commerciale, una ferita lacerante soprattutto per l'economia del Mezzogiorno d'Italia, si è deciso di colpire in maniera più severa le attività commerciali operanti nella legalità, per mezzo di un decreto legge di accompagnamento alla Finanziaria, che prevede la chiusura temporanea per un periodo da 15 giorni a 2 mesi già dalla prima accertata mancata emissione dello scontrino fiscale e non dalla terza, come sinora statuito dal sistema sanzionatorio amministrativo tributario. Si ritiene che questa misura sia oltremodo dannosa oltre che sproporzionata!. Altra novità incomprensibile è rappresentata dalla facoltà riconosciuta ai Comuni di stabilire una tassa di ingresso e soggiorno fino a 5 euro per notte. E' pur vero che ai Comuni, già in stato di allerta per la manovra de quo, sono stati apportati sensibili tagli finanziari da parte del Governo, ma tale forma di imposizione, oltre che apparire anacronistica in un epoca di libera circolazione di uomini e merci, in un complesso politico e commerciale, come quello europeo, con sempre meno vincoli e barriere, avrebbe il risultato devastante di condizionare i flussi turistici a seconda che questa tassa venga o meno applicata in alcuni comuni anzichè in altri. Tutto questo appare contraddittorio se si pensa che uno degli obiettivi primari, in un ottica di rilancio dell'economia italiana, è da più parti ritenuto essere lo sviluppo turistico fondato sulla valorizzazione culturale ed ambientale del Belpaese. I commercianti associati a Confesercenti non ci stanno, ritenendo che così si possa finire per danneggiare la maggioranza delle imprese e, di conseguenza, l'occupazione. Confesercenti, da questo momento, è quindi fortemente impegnata, in attesa di un immediato confronto con il Governo, per ottenere una maggiore equità e giustizia affinché le imprese ed autonomi possano guardare al proprio futuro con sicurezza ed esercitare il proprio ruolo nell'economia del Paese da protagonisti dello sviluppo senza alcun “sospetto”. Per questo motivo Confesercenti, con l'avvio a breve di importanti iniziative di sensibilizzazione delle imprese, rivolge il proprio appello anche alle altre associazioni di categoria per una ferma e decisa mobilitazione unitaria”.
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