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L'ultimo oltraggio al Duomo di Molfetta: operai con l'autorizzazione del Comune scavano sotto la facciata est Basole divelte e rotte con una pala meccanica per far passare un tubo del gas. Solo l'intervento tempestivo del parroco ha impedito che si continuasse
06 giugno 2009

MOLFETTA -Oltraggiato. Continua a essere questo il destino del Duomo di Molfetta. Assediato dalle auto, dimenticato dalle istituzioni cittadine che oltre i proclami non fanno nulla per valorizzare l'area e cambiare lo stato dei luoghi, in ultimo sfregiato dalla negligenza di operai che hanno scavato con una pala meccanica a ridosso della facciata est della Chiesa Vecchia per far passare un tubo del gas. È successo ieri mattina e l'intervento è stato eseguito da maestranze, munite di esibita autorizzazione del Comune di Molfetta, che con una pala meccanica hanno iniziato a rimuovere le basole e scavare sotto le fondamenta dei campanili del Duomo. Solo l'intervento tempestivo del parroco che si è recato in Comune ha impedito che si continuasse, mentre gli operai si accingevano a rimettere a posto le basole divelte, molte delle quali anche rotte nell'intervento, con molto cemento. E i segni erano ancora evidenti in serata. Tutto questo per far fare un giro un po' più corto a una tubatura del gas da portare a un edificio privato di recente ristrutturato. L'urbanizzazione ignorante che non tiene conto di un pezzo di storia. Ci sarà da accertare se l'autorizzazione del Comune avesse previsto esattamente quel tipo di scavo o se in realtà i lavori dovevano essere eseguiti con altri parametri e gli operai non l'hanno fatto. In ogni caso qualcuno ha commesso una imperdonabile distrazione. Per non parlare poi delle enormi e antiestetiche fioriere in cemento apparse in largo Chiesa Vecchia alle spalle del Palazzo Dogana. Nessuno vuol rivelare come siano arrivate. Sembra sia stata una iniziativa privata dei residenti esasperati dalle auto in sosta (che purtroppo continua) e dalle partite di calcio condotte nella strada a tutte le ore del giorno, con pallonate che non risparmiavano le porte e le finestre che si affacciano sul largo. Questo accadeva regolarmente nonostante a cinquanta metri ci fosse il presidio dei vigili urbani propagandato, istallato ma inutile ai fini di un reale controllo dell'ordine pubblico nel quartiere. Ognuno, dunque, si fa le regole a propria misura. Così il biglietto da visita della nostra città nel mondo continua a vivere in questa continua lotta per la conservazione dall'incuria cittadina.
Autore: Paolo Marzocca
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