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L'oleificio Goccia di sole più vicino all'Europa Le sfide per il ministro De Castro: Expo Milano 2015, etichettatura e dieta mediterranea patrimonio dell'Unesco
15 aprile 2008

Il settore agricolo si appresta a vivere una stagione di svolta, con l'istituzione delle Organizzazioni dei Produttori, organismi voluti dall'Unione Europea, la cui principale attività sarà la commercializzazione dei prodotti dei propri associati. In questa sfida l'Oleificio Cooperativo “Goccia di sole” sarà in prima linea. La cooperativa molfettese è stata riconosciuta nello corso dicembre dalla Regione Puglia, in base ai requisiti qualitativi, per numero di soci e fatturato, del Decreto Legislativo 102 del 2005, “Organizzazione dei Produttori” per il comparto olivicolo. Un riconoscimento significativo, considerato che il Puglia sono state riconosciute 16 OP, cui 5 nella nostra provincia. E tra tutte, solo la cooperativa “Goccia di sole” è un'entità produttiva vera e propria, tutte le altre sono espressioni di associazioni di categoria. L'Europa attribuisce alle OP un'importante funzione: favorire l'associazionismo tra i produttori, per confrontarsi con un mercato fortemente sbilanciato sul lato della domanda (aziende commerciali e di trasformazione), date le croniche e scarse capacità organizzative dell'offerta (produttori agricoli). Uno stato di cose che determinano livelli di prezzi di mercato spesso mortificanti per chi lavora la terra. Inoltre, tale situazione critica, espone gli agricoltori a subire inermi le cicliche crisi di mercato, cioè prezzi al di sotto dei costi, che quasi per definizione caratterizzano il settore agricolo, per una serie di variabili non considerate, in mancanza di un'organizzazione e programmazione. Le OP avranno un ruolo rilevante in caso di crisi di mercato (riduzione del 30% del reddito medio del triennio precedente). In tal caso le OP potranno non commercializzare, per volumi o periodi definiti, il prodotto conferito dai soci, ai quali spetterà una indennità di ritiro per la perdita del reddito, utilizzando un fondo di esercizio, alimentato sia da contributi pubblici che dai soci stessi. Accanto all'aspetto commerciale, le OP potranno svolgere, organizzare e programmare tutte quelle attività di filiera a monte della vendita e creare le cosiddette economie di scala, che consentono di ridurre o stabilizzare i costi di produzione. Inoltre potranno curare e favorire processi di rintracciabilità e tecniche di produzione innovative. Il tutto con lo sguardo proiettato sui mercati esteri, con l'ambizione di aperture di sedi di rappresentanza. Su questo fronte il “Goccia di sole” potrà offrire il proprio know-how di esperienza e figure professionali agli associati, singoli produttori o altre cooperative, i quali avranno l'obbligo di conferire almeno il 75% della propria produzione. Belgio, Francia, Emirati Arabi, Canada e Giappone, sono i Paesi in cui il “Goccia di sole” è riuscito a far apprezzare l'extravergine, dagli alti standard di eccellenza qualitativi, certificati da organismi internazionali. Con orgoglio il presidente della Cooperativa, il dott. Gianbattista Mastropierro ha dichiarato: “E' un importantissimo traguardo che solo pochissime aziende in Puglia hanno ottenuto e che ci ripaga e soprattutto ripaga i soci, dei sacrifici sostenuti. Potremmo diventare un polo di aggregazione di produttori, su cui punta molto l'Unione europea per una nuova politica di sostegno. Per noi significa poter intercettare risorse e benefici sulla base di progetti per una miglior organizzazione e programmazione di tutta la filiera dell'olio”. Mettersi insieme, fare sistema, creare poli di aggregazione, imparare a vendere meglio, in un mercato che ha le maggiori opportunità sul palcoscenico internazionale, semplicemente perché il mercato interno è ormai saturo. In una nazione che non cresce sul piano demografico e che invecchia, i consumi alimentari avranno un andamento sempre più decrescente. Slogan e concetti che faticano a tramutarsi in progetti concreti, soprattutto quando la base produttiva è costituita da piccole entità ancorate ad uno spirito diffidente e individualistico. Ben vengano quindi le OP, una proposta calata dall'Ue che indirizzerà finanziamenti e contributi sempre più verso organismi associativi. Dalle altri parti ha funzionato ci auguriamo che funzioni anche da noi, basta guardare a cosa hanno fatto i trentini con le loro mele, e forse non è un caso che per le mele non si parla mai di crisi di mercato. LE SFIDE DEL FUTURO Di tutto ciò e di altro si è parlato il 5 aprile scorso presso la sede della cooperativa, cui ha partecipato il ministro per le Politiche Agricole e Forestali, on. Paolo De Castro: che ha illustrato le nuove sfide che si giocheranno negli organismi internazionali, a partire dall'Europa, dove è in atto un braccio di ferro con il Governo italiano sull'annosa questione delle etichettature. Nello scorso febbraio, con un decreto legge, il Governo ha sancito l'obbligo nelle etichettature per gli oli extravergine, il luogo d'origine delle olive e del frantoio in cui è avvenuta la molitura, mentre per l'Ue è sufficiente il luogo di trasformazione. “Dobbiamo portare l'Europa sulle nostre posizioni e possiamo farcela, perché le sensibilità stanno cambiando: la qualità dei cibi, la tutela della salute, la trasparenza per il consumatore, sono questioni incalzanti e che richiedono sempre più attenzione. Occorre però che tutti noi parlamentari, senza distinzioni di parte, su questi temi di interesse nazionale, facciamo un lavoro di squadra, che finora è mancato”. E' stata l'occasione per i relatori di fare il punto delle problematiche che attanagliano il settore agricolo. Per il ministro, il mercato estero è un obbligo: “Siamo un Paese con scarsa crescita demografica e sempre più anziano e quindi i consumi alimentari sono destinati a decrescere. E' una battaglia difficile che non si può fare sui costi, ma sulla qualità, cui deve essere associata una capacità organizzativa e le OP, sono uno strumento che possono dare una risposta. Il problema è fare arrivare il nostro olio extravergine a chi consuma burro e margarina. Abbiamo una grande opportunità: Expo 2015 che sì terra a Milano che avrà per tema Cibo e salute, sarà una grande vetrina per la nostra agricoltura e quella pugliese in particolare”. In chiusura De Castro ha preannunciato l'iniziativa, insieme al governo spagnolo, di avanzare nei prossimi mesi la candidatura della “Dieta Mediterranea” come patrimonio dell'Unesco. All'incontro, oltre al ministro, era presente tutta la filiera politica e decisionale: i canditati sindaci Mino Salvemini e Antonio Azzollini, l'assessore regionale Guglielmo Minervini, l'europarlamentare on. Vincenzo Lavarra e l'on. Giusi Servodio. Alla fine tutti sono stati concordi nel sostenere che, di fronte alle questioni di carattere nazionale, come la tutela del “Made in Italy”, tutto il mondo politico, senza distinzione di appartenenza, deve trovare un'unità d'intenti, per un'azione efficace e costruttiva. Speriamo bene, perché, per troppo tempo i nostri politici, alle prese con le loro beghe interne, hanno lasciato che l'Europa decidesse su questioni a noi sensibili, come l'agricoltura e la pesca, con ricadute pesanti fino a quasi prosciugare in pochi anni settori e attività economiche.
Autore: Francesco Del Rosso
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