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L'assessore Corrieri: i beni confiscati inutilizzati perché in condizioni di abbandono, servono onerose ristrutturazioni
15 febbraio 2009

Sulla questione dei beni confiscati alla criminalità organizzata molfettese, abbiamo rivolto alcune domande all'assessore alla Sicurezza del Comune di Molfetta, Mimmo Corrieri, che ci ha fornito alcune delucidazioni in merito. Assessore Corrieri, lei lo scorso novembre ha presentato un progetto al ministero dell'Interno con il quale il Comune di Molfetta intende ristrutturare gli immobili confiscati alla criminalità organizzata e trasformali in Sportelli Aiuto per l'assistenza alle vittime dell'usura e dell'estorsione. A che punto è il progetto? ‹‹Dopo l'elaborazione progettuale effettuata dal Comune di Molfetta in collaborazione con l'Associazione Antiraket e antiusura vi è stata l'approvazione del provvedimento nella Giunta Municipale. Successivamente il progetto è stato inviato alla Prefettura di Bari per il parere tecnico di ammissibilità. La Prefettura di Bari esaminato il formulario ha espresso parere favorevole e lo ha inviato al Ministero degli Interni per il finanziamento. L'Amministrazione comunale non ha ancora ricevuto esiti ufficiali in tal senso, ma giungono notizie informali confortanti che speriamo presto possano concretizzarsi nella realizzazione di quanto previsto››. Quali immobili verranno destinati a tale progetto? ‹‹Alla realizzazione del progetto verranno destinati gli immobili attualmente liberi, perché alcuni sono stati assegnati a famiglie indigenti. I locali attualmente disponibili sono ubicati nel quartiere Catacombe e nella zona limitrofa a piazza Immacolata››. A noi risulta che la maggior parte degli immobili confiscati alla “mafia molfettese” nel lontano 1998 e trasferiti poi al Comune nel 2001, fino ad oggi non sono stati affidati ad alcuna o.n.l.u.s. o associazione con finalità sociali. Come spiega questo ritardo nell'assegnazione degli immobili? ‹‹I ritardi nell'utilizzo di questi immobili derivano dal fatto che sono in condizioni di totale abbandono e quindi di profondo degrado per cui necessitano di ristrutturazioni molto onerose. Con il finanziamento del PON-Sicurezza potremo finalmente rendere fruibili quegli immobili fino ad ora non utilizzabili››. Nel 2007 due funzionari comunali hanno partecipato ad un corso di formazione tenuto presso la Prefettura di Bari per la gestione dei beni confiscati alla mafia. Come mai dal 2007 nessuno ha accelerato le procedure di assegnazione o pensato che quei beni potessero essere utili alla città o a qualche associazione per promuovere iniziative di utilità sociale? ‹‹Perché in passato queste procedure non siano state celeri è una domanda che ovviamente va indirizzata ad altri, ma credo di aver parzialmente risposto adducendo come motivazione lo stato di degrado in cui versano questi immobili. Noi abbiamo colto l'occasione che si è presentata per affrontare e risolvere anche questo problema. L'operazione però ha un valore soprattutto simbolico, i cittadini devono sapere che lo “Stato”, in tutte le sue articolazioni, è impegnato nella lotta contro la criminalità e che i proventi delle attività illecite stanno per diventare un boomerang diretto contro le stesse organizzazioni criminali››.
Autore: Giovanni Angione
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