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Intervista esclusiva al sindaco Azzollini, blitz della forestale al Comune e della Finanza a caccia di “fannulloni” nel numero della rivista “Quindici” in edicola
26 dicembre 2009

MOLFETTA - E’ in edicola da alcuni giorni il nuovo numero della rivista Quindici (nella foto, la copertina di Corrado la Martire), il mensile leader che fa opinione a Molfetta, completando così il panorama informativo offerto ogni giorno con Quindici on line, il primo e più diffuso quotidiano in internet di Molfetta.

È l’intervista in esclusiva a “Quindici” al sindaco di centrodestra sen. Antonio Azzollini il pezzo forte di questo numero. Azzollini dichiara di essere il miglior sindaco di tutti i tempi e si augura di farlo a vita e parla delle ultime vicende politiche e amministrative a Molfetta, rigettando tutte le critiche di un’opposizione che, a suo parere, non esiste.
Ma è il Palazzo a tremare in questi giorni a causa del blitz della Forestale: sequestrati molti fascicoli in materia edilizia. La Guardia di Finanza ha anche sequestrato documenti nello studio di un professionista molfettese, che riveste un ruolo importante all’interno della struttura comunale.
Sempre in tema di illeciti, “Quindici” si occupa dei 17 “fannulloni” assenteisti scovati dalla Guardia di Finanza all’Ufficio dell’impiego e pubblica tutti i nomi delle persone denunciate.
Nell’editoriale, il direttore Felice de Sanctis si occupa del lavoro precario dei giovani, ai quali è vietato il futuro, anche a Molfetta e sono costretti ad emigrare.
Ampia inchiesta di Marcello la Forgia sul federalismo fiscale, che spiega i rischi di questo cambiamento costituzionale per le regioni del Sud.
Francesco del Rosso si sofferma sul festival degli sprechi comunali, visibili ed invisibili.
Serena Minervini torna ancora sul degrado del parco di levante, abbandonato a se stesso e agli atti di vandalismo.
Si riapre la ferita del peschereccio Francesco Padre, affondato misteriosamente il 4 novembre 1994. L’argomento è tornato di attualità, con la richiesta dei parenti delle vittime, in seguito alla pubblicazione di un libro di Gianni Lannes per le edizioni la meridiana, in cui il giornalista fa l’ipotesi che ad affondare il peschereccio siano stati unità navali della Nato che avevano in corso alcune operazioni militari nella zona. Quindici, che si è occupato a lungo della vicenda e ha pubblicato le foto in esclusiva del natante in fondo al mare, torna sull’argomento con un articolo di Giacomo Pisani.
Le elezioni regionali incombono e Roberto Spadavecchia fa il punto sulle possibili candidature molfettesi che coinvolgono tutti i partiti, mentre Tommaso Gaudio si sofferma sull’arroganza della maggioranza si centrodestra nel consiglio comunale.
“Delle rivoluzioni gentili, uno sguardo all’oggi passando per il ’94”, è una riflessione di Francesca la Forgia sugli ultimi 15 anni della politica cittadina e della fine delle illusioni e delle speranze che si accesero all’epoca per il centrosinistra.
Cosimo Morrelli, custode del Comune per 32 anni, va in pensione e si racconta a “Quindici” con aneddoti di vita e di politica: ha visto passare 9 sindaci e numerosissimi assessori con vizi e virtù.
Saverio Tavella, nella cronaca, si occupa dell’influenza suina e della situazione a Molfetta, mentre Corrado la Martire racconta la sosta in città della carovana di “Libera”, l’associazione contro le mafie di don Ciotti. Della mostra mercato dell’artigianato della coop. Gea, scrive Michele Mininno che l’ha visitata per il lettori di “Quindici”.
Mensa scolastica sotto accusa da parte dei genitori dei bambini che lamentano le disfunzioni di un servizio affidato a una ditta di Bolzano: alimenti sgraditi e di difficile digestione nell’articolo Paolo Marzocca.
Nuovo reparto di medicina all’ospedale che aumenta la sua offerta di servizi grazie all’impegno della Regione Puglia, come ricorda Vincenzo Azzollini.
Le pagine della cultura questo mese sono impreziosite dall’importante inedito di Marco I. de Santis che ci parla con il gioco della tombola in una poesia dialettale di Pantaleo Nisio (1828-1888), mentre Giovanni del Vescovo e Angelantonia Soriano raccontano la scoperta dell’Inno al Sole di Giuseppe Saverio Poli, musicata da Vito Giuseppe Millico, rappresentata in Cattedrale.
Si conclude, con l’articolo di Pasquale Minervini, il ricordo dello storico molfettese Francesco Carabellese nel centenario della morte.
Per l’arte, ospitiamo le recensioni alla mostra di Maria Addamiano di Gianni Palumbo e alla mostra “Le pulsioni performative nell’arte contemporanea” di Marta de Gennaro. Recensione anche dell’ultimo libro su don Tonino, edito da Ed Insieme: L’alfabeto della vita.
Non poteva mancare una pagina sulla tradizione del presepe: ce la propone Corrado Pappagallo, mentre Vincenzo Azzollini fa un bilancio di un anno di lavoro al Pulo, intervistando i visitatori.
Giulia Maggio e Ornella Messina si occupano del lavoro femminile ancora in salita con un’inchiesta che ha raccolto le testimonianze di giovani donne impegnate da lavoro e famiglia, mentre Gabriella Abbattista ci parla dell’ultimo libro sui sopravvissuti all’olocausto: “Fuga dalla paura” e Cosmo Tridente ci propone un altro quadretto di vita popolare molfettese: “U carrate”.
Una novità di questo numero è la pubblicazione del bel libro di Tommaso Gaudio: Come nasce un peschereccio. Lo scalo di Molfetta (u scal). Il volume, edito da Quindici (in vendita nelle edicole e nelle librerie a 15 euro),  ripercorre passo passo, con numerose foto a colori, i vari passaggi della costruzione di un natante in legno, che i nostri lettori ricorderanno perché la pubblicazione è stata anticipata a puntate sulla rivista mensile. E' un omaggio a un mestiere che scompare, il maestro d'ascia che, come ricorda Felice de Sanctis nella prefazione "...è un'arte che si tramandava di padre in figlio per generazioni, quando l'abilità manuale si sposava con il senso della vita..."
All'interno della rivista, riproduzione del bel manifesto natalizio di auguri, realizzato, come sempre, da Alberto Ficele.
Consueta pagina dello sport che questo mese oltre a calcio, hockey (Massimiliano Napoli), pallavolo (Pasquale Caputi) e basket (Giuseppe Bruno) propone i 40 anni del Circolo Tennistavolo (Paolo Marzocca) e il torneo di calcio “Sport e giornalismo” (Carlo Gadaleta) che ha visto impegnate tutte le testate locali.
Come si vede, un numero, quello in edicola, molto ricco di contenuti e temi interessanti con tanti argomenti che vi terranno compagnia per un mese e vi accompagneranno in una piacevole lettura, con approfondimenti che spaziano dalla cronaca alla politica, dall'economia all'attualità, dalla cultura allo sport. Quindici: quello che gli altri non dicono, Quindici: la rivista che si sceglie in edicola. 
 
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La domanda ricorrente di questo post Natale è la seguente: "Chi è stato il miglior sindaco di tutti i tempi a Molfetta?". La risposta, anche se qualcuno resterà deluso, non si può avere o quantomeno non può essere un nome solo, perchè i migliori della storia hanno amministrato in epoche diverse. Questi "fuoriclasse" della politica, sono stati tutti decisamente al di sotto delle aspettative. Come si fa a definirsi tale, accomodarsi sul primo gradino se non ancora si è a fine carriera e indefinite cose da fare? Siamo quasi a fine dell'anno e la tradizione vuole che si facciano bilanci e che si tirino le somme. Chi sono i sindaci e le amministrazioni che hanno ridotto così la città, la nostra città, Molfetta? Non vorrei fare una classifica personale, per questo basata il più possibile su criteri oggettivi, ma tutti noi possiamo dire la nostra tramite commenti il più possibile numerosi. Si rimane comunque sorpresi a leggere proclami e autoproclamazioni, dopo i vari segni dell'imbarbarimento della politica, per i gesti ingiuriosi a cui siamo costretti ad assistere, le bestemmie in Tv e non solo: roba da far storcere il naso ai più puristi snob. Qualcuno si chiederà con rabbia, perchè siamo ridotti così. Alla domanda chi è il sindaco più grande di tutti i tempi, si potrebbe rispondere magari anche "dolorosamente" ma, siamo educati e civili per cui evitiamo cattivi gusti. Per un moto di recondita pudicizia, confortati da una innata buona educazione e sobrietà, meglio soprassedere su questo sciatto e pecorino argomento. Non solo uno stomaco forte, anche orecchie tappate, naso chiuso, scarponi con punte d'acciaio, e una voglia di tirare calci nel culo.



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