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Il terzo candidato sindaco
01 aprile 2001

MOLFETTA – 1.4.2001 Ufficializzate le candidature per il “terzo polo”, durante una conferenza stampa di sabato 31 marzo. Pietro Centrone sarà candidato sindaco, sostenuto da ”Unione di centro”, “Il riscatto della città” e dalla formazione di D’Antoni, “Democrazia europea”, che nel nostro collegio propone alla Camera l’ing. Lillino Di Gioia e al Senato il biscegliese Franco Contò. “Terzo polo” collocato al centro, alternativo sia al centro destra che al centro sinistra, per Pietro Centrone. Dopo un saluto a Beniamino Finocchiaro, bloccato da problemi di salute, ma in sintonia con questo progetto, il candidato sindaco ha affondato il colpo sui suoi avversari, liquidando Nino Sallustio come clone di Guglielmo Minervini, mentre per Tommaso Minervini ha parlato di “ricovero”, ricordando le sue contraddizioni e i toni “mistici” dei suoi discorsi televisivi, invitandolo a rendere nota sin da ora la sua squadra, per far capire all’elettorato come potrà accontentare i “tanti animali voraci che infestano il centro destra”. Centrone ha dichiarato che sono ancora possibili aggregazioni d’altre liste “purché omogenee”, ribadendo però l’equidistanza dai due poli. Posizione che promette sviluppi futuri, se, come ha sostenuto Lillino Di Gioia, “chi vorrà vincere avrà bisogno dei nostri voti”. Forse solo lo scadere ufficiale dei termini per la presentazione delle liste fermerà la transumanza da partito a partito e da uno schieramento all’altro. Lillino Di Gioia appena ieri ha formalizzato le sue dimissioni da segretario provinciale dell’Udeur, fino a qualche settimana impegnato a lottare strenuamente per diventare il candidato sindaco del centro sinistra, torna all’ovile democristiano, trovando finalmente in “Democrazia europea” qualcuno che gli offra accoglienza ed ascolto. Né è l’unico ad aver scoperto un impellente bisogno di centro. A presentare alla stampa le candidature, Alberto Tedesco, eletto consigliere regionale nello Sdi ed ora passato ai “Socialisti autonomi”. “Non morire democristiani”, qualche anno fa era uno dei cinque motivi per vivere, secondo il settimanale satirico Cuore. A guardare i presenti, ad ascoltarne i discorsi, le grandi invocazioni al centro, all’elettorato moderato e cattolico, pare che il rischio vi sia ancora, eccome se vi sia.
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