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Il sindaco estromette il cap. Gadaleta da comandante (scomodo) della Polizia Municipale
15 maggio 2012

Silurato dal sindaco senatore Pdl Antonio Azzollini. È il comandante della Polizia Municipale, cap. Giuseppe Gadaleta: dal primo maggio non è più il responsabile del corpo. È la nuova vittima dello strapotere e dell’arroganza del sindaco senatore (sembra che anche il tenente Antonio Camporeale sia stato messo da parte dall’amministrazione Azzollini). Probabilmente, Azzollini non ha voluto rinnovare l’incarico al cap. Gadaleta che in più di una occasione si è dimostrato intransigente nella repressione dei reati e delle illegalità commesse a Molfetta. In particolare, Gadaleta è stato un personaggio scomodo sia nella vicenda dei presunti abusi edilizi commessi dall’ing. Rocco Altomare (ex dirigente del settore Territorio, nominato direttamente da Azzollini nel 2006), sia in quella dei fruttivendoli abusivi, sanzionandoli in più occasioni. Proprio Quindici, in un’intervista ad Antonio Picca, ex maresciallo del Nucleo Polizia Edilizia, pubblicata sul numero di marzo 2012, aveva raccontato le minacce e le ingiurie subite dagli agenti della Polizia Municipale da parte dall’ing. Altomare, che più volte avrebbe intralciato le indagini di Polizia Giudiziaria svolte dalla Polizia Edilizia. Ricordiamo che l’ing. Rocco Altomare, con l’accusa di presunte irregolarità edilizie, è stato arrestato e detenuto nel carcere di Trani prima e ai domiciliari poi ed è stato scarcerato per scadenza dei termini della carcerazione preventiva, in attesa della conclusione delle indagini e del successivo processo. La scarsa simpatia del sindaco per Gadaleta è confermata dal fatto che Azzollini non ha costituito nemmeno parte civile il Comune di Molfetta con un provvedimento di giunta (come avvenuto per altri vigili), nel processo contro uno dei fruttivendoli, appartenente a una nota famiglia molfettese, che è accusato di aver minacciato il comandante per una multa ricevuta. Infatti, al processo del 17 aprile scorso, all’ultimo momento (due ore prima) il Comune ha deliberato con una sola determina delibera dirigenziale la sua costituzione. Un segnale politico debolissimo di fronte a una legalità troppe volte deturpata, strumentalizzata e mistificata. Ed un segnale anche a chi vuole continuare ad occupare spazi pubblici (tra l’altro sottratti anche alla sosta dei veicoli), che può farlo tranquillamente e che non verrà più sanzionato. A quanto pare, Gadaleta avrebbe già inviato ad Azzollini una comunicazione per sollecitarlo a prendere provvedimenti per la nomina del nuovo comandante di polizia. Una scelta che sarebbe potuta sicuramente ricadere proprio su Gadaleta che ricopre quel ruolo dal dicembre 2005. Del resto, lo prevedono la Legge Regione n.37/11, gli atti di Giunta comunale nn. 99 e 100 2010 e anche il Regolamento del Corpo di Polizia Municipale approvato nel 2009. La mancata applicazione di tutti questi atti amministrativi, con la nomina di un nuovo comandante, potrebbe essere considerata “illegittima”? Secondo indiscrezioni, lo stesso Gadaleta potrebbe assumere anche la direzione del Nucleo di Polizia Edilizia, orfano dall’inizio dell’anno di un responsabile. Avrebbe dovuto, invece, ricoprire il ruolo di dirigente del Settore Sicurezza, come fissato dal Regolamento di Polizia Locale e dell’art. 11 della L.R. n.37 (oggi la dirigenza è ricoperta da un altro incaricato, il dott. Enzo Roberto Tangari, dirigente dell’Ufficio Demografia e Appalti). Cosa nasconde questa scelta di Azzollini? L’ansia di liberarsi di un personaggio non vicino alle sue posizioni e di tutelare determinate situazioni? L’arrogante decisione del sindaco potrà aprire la strada anche ad una vertenza dello stesso Gadaleta nei confronti del Comune di Molfetta, con un nuovo esborso e spreco di denaro pubblico per la testardaggine di Azzollini, che agisce come vero padrone della città, che non ritiene di dover rispondere a nessuno della sue azioni politiche e amministrative. Ma questo è un grave passo falso, un segnale negativo lanciato alla città. Il comandante Gadaleta si era guadagnato la stima e la considerazione della cittadinanza e anche della stampa per aver sempre compiuto il proprio dovere con competenza e onestà, malgrado le minacce (anonime e non) che lui e la sua famiglia hanno più volte ricevuto. Segnali preoccupanti? Nel 2011 aveva anche ricevuto il premio «Professionalità 2011» da parte dell’Associazione Nazionale Vigili Urbani per aver svolto attività meritoria in operazioni di servizio e per accresciuto visibilità e prestigio della Polizia Locale Pugliese in Molfetta. In tutta questa vicenda l’assessore alla Sicurezza, Anna Maria Brattoli, è stata praticamente assente, come è stata assente in molte circostanze che avrebbero richiesto la sua presenza. Anche perché l’assessore è tuttora privo di delega, come tutti gli assessori di Molfetta.

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